Ecco come le agenzie si rimettono in gioco

Digitalizzazione e travel design. Sono due temi che hanno catturato molto l’interesse delle adv. E’ accaduto durante la recente Travel Academy di Fto, in cui sono stati trattati più argomenti legati al settore. Questi due, in particolare, “hanno riscosso maggiore successo”, racconta il direttore nazionale, Gabriele Milani, il che è un indizio interessante per focalizzare gli ambiti di investimento su cui puntare l’attenzione, ma anche la direzione che i punti vendita intendono intraprendere. Prova ne è che “c’è voglia di rimettersi in gioco e tornare a essere protagonisti – dice Milani -. Le adv hanno avuto conferma, durante questi due lunghi anni, che è fondamentale aggiornarsi, trovare nuove metodologie per mantenere vivo e produttivo il contatto con il cliente, non solo esplorando l’universo digitale, ma anche rivedendo e rivalutando il proprio lavoro nel punto vendita”.

Mare Italia trainante per le vendite

Dal mercato iniziano ad arrivare segnali positivi, che confermano “la resilienza e la capacità di ripartenza del comparto anche se peseranno molto le prenotazioni sotto data”. Sul fronte dei prodotti il Mare Italia si riconferma “trainante per le vendite in agenzia anche se con un pizzico di preoccupazione su prezzi troppo elevati, ma anche di concorrenza della vendita diretta”, constata Milani.

Sarà quindi una estate tutta italiana o ci sono mete mediterranee che potranno avere la meglio sul nostro Paese? “Le mete internazionali sono tornate un’opzione importante nella scelta delle vacanze degli italiani. Come abbiamo visto a fine febbraio appena si riaprono i confini, la gente torna subito a viaggiare. Ora purtroppo il conflitto ucraino sta generando effetti negativi per incertezza, costi e capacità di spesa dei viaggiatori”.

Le urgenze attuali

Ci sono, però, ancora diversi nodi irrisolti e, tra le urgenze del settore su cui è necessario agire a breve termine, Milani mette ai primi posti tra le criticità “la gestione delle risorse umane. Negli ultimi due anni, la cassa integrazione, lo scenario terribile che ha pesato sul settore e la forte necessità di ridurre i costi, hanno fatto perdere al nostro settore un numero elevato di risorse qualificate con esperienza e competenze. Simili competenze non si trovano facilmente sul mercato e non si acquisiscono in breve tempo”, fa presente il direttore nazionale di Fto.

Un altro aspetto su cui intervenire con le istituzioni è la ricerca di strumenti “per sostenere la situazione finanziaria delle imprese nel percorso di uscita da questa crisi. Mutui e voucher pesano, i fornitori hanno cambiato le condizioni di pagamento e i clienti pretendono maggiore flessibilità e garanzie sugli anticipi da versare”. Questo è lo scenario attuale.

La diversificazione forzata

Il 2021 è stato l’anno dell’incoming, o meglio “di un turismo prettamente Italia su Italia”, dice Milani, però il tema può essere oggetto di una riflessione ulteriore. “Sappiamo bene che per molte agenzie e tour operator, specializzate nell’outgoing, vendere il prodotto Italia è stata più una necessità che una scelta di business ponderata – osserva -. In realtà abbiamo notato che molte imprese, a seguito di questa diversificazione forzata, hanno deciso di approfondire e investire in modo più strutturato su questo segmento, creando linee di prodotto molto valide e instaurando collaborazioni con buyer e dmc europei e internazionali”. E’ ciò che hanno messo in atto le adv come reazione alla situazione di mercato. Non si sono arrese.

I dati della Camera di Commercio

Certo, il comparto ha subito dei ridimensionamenti a livello di punti vendita in questo periodo a livello nazionale. Alla domanda su quanto si sia ridimensionato il comparto agenziale in questi due anni e in quali parti d’Italia il fenomeno delle chiusure sia stato più pregnante, Milani fa sapere che da Fto stanno monitorando “l’andamento di aperture e chiusure, ma per avere un quadro più preciso e completo dovremmo prendere in esame anche il 2022. Moltissime imprese hanno, infatti, sospeso o ridotto le attività per ridurre al minimo i costi di esercizio in attesa di uno scenario meno incerto e alcune realtà stanno valutando la prosecuzione dell’attività anche in funzione di ulteriori sostegni economici – fa presente Milani -. La riduzione del personale in organico degli ultimi due anni sta comportando, ora che il lavoro sta ripartendo, gravi difficoltà nella ricerca di nuove risorse con competenze adeguate e con una complessità della gestione delle prenotazioni che è sicuramente aumentato”. E’ certo che sono stati due anni “terribili ed è prevalso spesso il coraggio imprenditoriale di chi, anche attingendo da risorse personali e finanziamenti esterni, ha deciso nonostante tutto di andare comunque avanti”.

Numeri alla mano, ad oggi i dati della Camera di Commercio, che difettano di un probabile ritardo nella rilevazione delle chiusure, “evidenziano un -12% (2021 vs 2020) e un -10% (2020 vs 2019), senza registrare significative differenze a livello regionale. Nel nostro campione di associati, invece, riscontriamo un andamento decisamente più positivo che deve anche far riflettere sul valore di far parte di un’associazione”, osserva Milani.

I numeri delle reti

Abbiamo chiesto ad alcune realtà distributive di fare il punto tra il numero di adv attuali e le fuoriuscite avvenute nel 2021, ecco quanto emerso dalle reti, ma tra loro c’è chi afferma che le chiusure non sono state così tante come paventato ad inizio pandemia.

Il Gruppo Gattinoni ad oggi conta 1400 adv. Le adv perse nel 2021 tra chiusure, fuoriuscite volontarie e fuoriuscite decise dal network vedono “118 fuoriuscite totali, tra queste lo spaccato è il seguente: ci sono 69 cessate attività, praticamente – sottolinea il gruppo – solo il 5% dell’intero network. Hanno dato disdetta 22 adv, pari all’1,5% dell’intero network, mentre per decisioni direzionali sono state fatte fuoriuscire 27 adv, pari al 2% del totale”.

Per quanto riguarda Bluvacanze, le agenzie brandizzate Bluvacanze “sono 285, quelle affiliate a Blunet sono 486. Grazie al contratto di associazione in partecipazione e soprattutto grazie al supporto economico e finanziario che abbiamo riconosciuto alla nostra rete negli anni 2020 e 2021 – comunica Antimo Russo, direzione network Bluvacanze -, siamo riusciti a contenere le chiusure di punti vendita che si quantificano in 30, di cui 20 erano secondi punti vendita di associati aperti tra il 2018 e 2019. Nel 2021 abbiamo registrato l’apertura di 12 nuovi punti vendita”, un dato che viene letto come frutto dell’interesse da parte degli agenti di viaggi “che hanno deciso di convertire la loro agenzia in un punto vendita Bluvacanze”. Da lì la scelta del network di “strutturare meglio questo percorso facendo nascere il progetto Join us!”.

Welcome Travel Group chiuderà “l’anno commerciale con poco meno di 2400 agenzie sommatoria dei 3 brand Welcome Travel, Geo e Welcome Travel Store”, afferma l’a.d. Adriano Apicella.

In casa Uvet viene letta come una “risposta complicata”, quella richiesta, dovuta al fatto che “ancor oggi molte agenzie viaggi operano part time per effetto di riduzione organico o rotazione del personale”. La buona notizia è che: “Di certo non c’è stato il crollo da molti immaginato ad inizio fase Covid – afferma Massimo Segato, responsabile della divisione distribuzione di Uvet -, grazie alla flessibilità e alla capacità di adattamento e resilienza degli imprenditori”. Dal canto suo il manager più che al numero di punti vendita guarderebbe “al numero di agenti di viaggi e su questo non credo vi siano per ora cali sostanziali salvo casi di colleghi in età avanzata che hanno colto l’occasione per concludere il proprio percorso lavorativo”. Nessuna cifra è stata comunicata dal gruppo.

Primarete conta “qualche centinaio di agenzie da tutta Italia”, afferma Ivano Zilio, chairman & ceo Primarete Travel Group. Anche il manager mette in luce che, “vista la situazione drammatica di due anni di pandemia, si pensava che le chiusure fossero un numero maggiore, ma se guardiamo la realtà i ristori che sono andati in soccorso del settore hanno dato la possibilità di stringere i denti e andare avanti, evitando così una escalation di chiusure”. Come mossa il network, subito non ha più chiesto le royalty delle affiliazioni, inoltre, “tenendo aperti i servizi abbiamo accelerato tutti i rimborsi delle compagnie aeree e i voucher – afferma Zilio -, in quanto anche questo era motivo di circolo di denaro. Possiamo dire che solo un paio di agenzie le abbiamo perse, ma non per volere nostro, in quanto hanno chiuso definitivamente l’esercizio non potendo più sostenere i costi prima di andare in perdita”.
In casa Travelbuy gli agenti affiliati sono tornati ad essere “115 dopo un leggero calo dovuto al Covid”, dichiara l’amministratore unico, Alfredo Vassalluzzo.

Stefania Vicini

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