Ndc: è ancora new?

Secondo un recente studio, questo sarà l’anno in cui Ndc verrà adottato su larga scala e la tecnologia che sta alla base di questo protocollo è progredita in modo significativo nell’ultimo periodo. Cosa sta effettivamente cambiando nel mondo aereo e cosa stanno facendo i vettori? Ma soprattutto sono stati risolti i problemi segnalati in passato dalle agenzie di viaggio e il lavoro è stato realmente agevolato? Questi sono alcuni degli argomenti toccati nel corso del panel “Ndc: è ancora new?” che si è tenuto di recente a Milano.

Le agenzie sono vittime

Abbastanza scettico in merito all’introduzione di Ndc, Mimmo Cristofaro, presidente di Travelmatic. “Era stato annunciato come lo standard grazie al quale qualsiasi provider, agenzia, aggregatore o Gds poteva accedere a tutto il repository dei vettori, quindi il settore era in grande fermento. Sono passati dieci anni da allora, ma la situazione si può definire imbarazzante, in quanto oggi siamo ancora agli albori dell’implementazione. Manca uno standard tra i vettori, pertanto il principio portante di Ndc è crollato. Le compagnie che sono realmente impegnate nell’implementazione di Ndc saranno soltanto una ventina, quindi di questo passo tutte le altre ci metteranno altri 20 anni per adattarsi. Quando Iata inventò questo standard, il motivo principale era il costo oneroso per i vettori nel farsi veicolare dai tre Gds, ma invece di unire le forze e investire in un unico grande progetto i vettori alla fine si troveranno ad affrontare un investimento oneroso”.

Chi ci crede e investe

“Noi in Ndc ci crediamo e ci abbiamo sempre creduto. E’ vero che è un tool critico, ma è uno dei più grandi cambi epocali al quale stiamo assistendo e sarà fondamentale nello sviluppo della retailing experience – afferma Francesca Benati, a.d. per l’Italia di Amadeus -. Abbiamo sempre investito in Ndc e oggi ci troviamo a uno stadio avanzato: la nostra piattaforma ha tutte le fasi del processo (search, book order e servicing) ed è integrata in maniera seamless in tutto l’ecosistema Amadeus. Per quanto riguarda le compagnie aeree abbiamo firmato con circa 30 vettori e altrettanti sono in pipeline, oltre a numerose agenzie e i grandi travel seller. Siamo in una fase in cui siamo riusciti a standardizzare alcuni dei processi e ora quello che è disponibile viene portato a una situazione di scalabilità. Siamo presenti in 60 Paesi: questo significa che 11mila travel seller hanno la possibilità di utilizzare Ndc attraverso diverse modalità. È vero, manca una standardizzazione omogenea in tutto il mondo, ma si sta affrontando un tema di normalizzazione in cui i Gds possono aiutare le adv in un processo di prenotazione senza soluzione di continuità. C’è ancora tanto da fare, per andare avanti c’è bisogno della collaborazione di tutta la travel industry. A oggi tutte le compagnie aeree sono passate dalla versione 17.2 alla 21.3, che consentirà una maggiore uniformità”.

Un sistema più dinamico

“Ci sono tre punti fondamentali per andare avanti in questo processo: la coordinazione tra tutti gli attori che rappresentano il valore dell’organizzazione del viaggio, capire le strategie messe in atto dalle compagnie aeree e mantenere un’ottica olistica dei flussi -spiega Paola De Filippo, general manager Sabre Italia – . Per far sì che Ndc diventi una realtà è necessario che tutti collaborino e in questo i Gds possono indirizzare i vettori sulla strada più utile e corretta. Dobbiamo pensare anche al flusso end to end, quindi oltre al volo concepire tutto quello che sta attorno alla prenotazione, al lavoro in backoffice e alle diverse funzionalità. Abbiamo già quattro compagnie aeree su Ndc, a breve inseriremo anche Emirates e siamo presenti in 47 Paesi. Per quanto riguarda le funzionalità,  stiamo sviluppando una suite di retail intelligence che ci sta permettendo di portare avanti tutto quello che ruota attorno a intelligenza artificiale e machine learning”.

Ndc non è una minaccia

“Non abbiamo paura che Ndc sottragga traffico ai Gds”. Ne è convinto Damiano Sabatino, vice president & managing director Europe di Travelport, che aggiunge: “Ritengo che un’evoluzione sia necessaria per andare incontro a uno scambio di informazioni e di comunicazioni sempre più agevole, rilevo comunque una mancanza di coordinamento tra le compagnie che agevoli la fruibilità del prodotto. Il nostro obiettivo è quello di fornire uno strumento unico di retailing alle agenzie, quindi per questo motivo per noi Ndc non costituisce una minaccia. Guardandoci intorno non si può non affermare che nel mondo del travel rispetto ad altri settori, come lo shopping e la ristorazione, l’esperienza di acquisto sia ancora un passo indietro. Per evolvere quindi abbiamo bisogno della tecnologia: Ndc va sicuramente in questa direzione e deve essere un processo guidato dal mercato. Ad oggi abbiamo accordi con 19 compagnie aeree nel mondo e il nostro focus principale resta l’investimento sulla nostra piattaforma di retailing”.

Trasparenza e innovazione

“Nel 2015 abbiamo avviato una strategia Ndc sul mercato con l’obiettivo di offrire una piattaforma moderna che offrisse anche servizi aggiuntivi e i numeri ci hanno dato ragione: con Ndc, sulle vendite indirette, abbiamo raggiunto picchi del 40% – dichiara Alessandro Wiethaus, regional distribution manager Emea -. Attualmente ci siamo concentrati sul segmento leisure, ma pensiamo di poterci estendere anche sul target corporate. Abbiamo implementato su Ndc anche servizi ancillari e dedicato tariffe esclusive oltre a dare vita a un unico call center che supporti gli utenti sia in ambito tecnologico che commerciale. Resta in primo piano la trasparenza sul costo di distribuzione che c’è dietro, oltre a stimolare il mercato con l’obiettivo di aprirci a nuovi modelli commerciali innovativi, offrire tariffe competitive sul biglietto ai clienti; alla fine i canali non saranno più quelli classici che tutti conosciamo”.

Una nuova era nel 2025

“Sono convinto che Ndc diventerà una realtà e lo sarà molto presto”. E’ fiducioso e ottimista Javier Roig, general manager Southern Europe per Finnair. “Siamo una compagnia che da sempre ha prestato una grande attenzione a tutto quello che è ‘digital’ e tenuto ampiamente in considerazione tutto ciò che ruota attorno al termine di esperienza, in quanto un vettore non si deve concentrare solo sulla vendita di un biglietto aereo. Siamo coraggiosi e ad oggi possiamo affermare che entro il 1° gennaio 2025 non si troverà più nulla su Edifact. Oltre a questo, già dal 1° giugno di quest’anno entrerà in vigore una tassa per tutto quello che non verrà acquistato su Ndc”.

Sveva Faldella

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