Royal Caribbean: una nuova nave all’anno e focus sull’Italia

Una nuova nave all’anno”: così Gianni Rotondo, responsabile mercati Gsa area Emea di Royal Caribbean, sintetizza la tabella di marcia della compagnia. A partire da Wonder of the Seas, quinta unità della linea Oasis Class, che ha fatto il suo viaggio inaugurale il 4 marzo e ha iniziato la sua stagione mediterranea l’8 maggio con crociere di 7 notti con imbarco da Barcellona (per 2.200 cabine) e Civitavecchia con tappe a Palma, Marsiglia, La Spezia, Roma (l’altro punto di imbarco, appunto, per 550 cabine) e Napoli. A novembre Wonder tornerà negli Stati Uniti per salpare dalla sua sede annuale a Port Canaveral, in Florida, per esplorare i Caraibi e le Bahamas, compresa l’isola privata della compagnia, Perfect Day at CocoCay. Nel 2023 sarà la volta di Icon, la new entry più grande del mondo e prima della omonima classe, che sarà alimentata a Lng, mentre nel 2024 toccherà a Oasis 6 per proseguire con Icon, 2, 3 e così via.“Il concetto alla base – prosegue Rotondo – è offrire un’esperienza di vacanza per tutte le tipologie di clienti, senza dimenticare l’orientamento di Rcl per le famiglie”.

Le caratteristiche di Wonder of the Seas

Wonder of the Seas può accogliere 6.988 passeggeri in totale, 2.300 membri dell’equipaggio e offre 2.867 cabine con 18 ponti totali. E’ lunga 362 metri e alta 65 metri; la stazza è 236.857 tonnellate e ha una velocità di 22 nodi.

La nave si suddivide in otto quartieri distinti (zone tematiche differenti), con uno in più rispetto a quelli delle altre navi della compagnia, animati da esperienze, intrattenimento, ristoranti, bar e aree lounge (si veda questa news).

L’andamento e l’offerta

In generale il mercato italiano secondo Rotondo sta rispondendo: “Nelle ultime quattro settimane – afferma il manager – il trend è superiore al 2019, addirittura triplo”. Sicuramente a causa della pandemia anche nel segmento crocieristico è cambiata la modalità di booking. “Alla fine di aprile 2019, quando sia il cliente italiano sia quello europeo tendevano a prenotare last minute, la capacità residuale delle navi in Europa per l’estate era del 3% e il 97% era già venduto, quest’anno abbiamo da vendere ancora il 40%. Riteniamo che il 2022 sarà un anno superiore al 2019”.

C’è un percorso di “recupero” da fare nel nostro Paese: “Nel 2019 i passeggeri erano 16mila rispetto ai 65-70mila del 2012 – sottolinea Rotondo -. Se tre anni fa il prodotto era ridotto, oggi ripartiamo con Wonder e Odyssey, penultima unità uscita dai cantieri della classe Quantum che ha come home port Civitavecchia ed effettua crociere di 7-11 notti nel Mediterraneo Orientale. C’è anche una terza nave per l’Italia da 2mila passeggeri, Brilliance della classe Radiance, che con imbarco a Ravenna proporrà combinati nell’Adriatico, in Croazia e Grecia, e isole greche. Un’altra unità che ha un’importante contribuzione italiana, Rhapsody, classe Vision, che  ha una stagione divisa in tre parti, di cui le prime due ‘open jaw‘, in cui il porto di imbarco è diverso da quello di sbarco; nella seconda stagione, per esempio, ha base a Haifa, in Israele e imbarco anche a Limassol, Cipro. Non manca il Nord Europa, con Anthem che dalla Gran Bretagna effettua itinerari di 10 notti verso il Mediterraneo e due unità sui fiordi e il Baltico”.

I trend di consumo e l’ampliamento dei porti

Il ritorno della scelta all’ultimo minuto, uno spostamento nell’acquisto verso l’online e la prossimità: i trend di consumo nel segmento crocieristico delineatisi durante e dopo la pandemia tracceranno il comportamento dei clienti anche nel prossimo futuro.

“Avevamo ridotto il last minute – spiega Rotondo -, ma questa modalità di booking è tornata, e non appartiene solo al passeggero italiano. In secondo luogo c’è stato uno spostamento nel nostro Paese di qualche punto percentuale dal canale trade verso l’online e, infine, si è evidenziata chiaramente la tendenza a preferire itinerari di prossimità”.

Per quanto riguarda la maggiore propensione all’acquisto online Rotondo ritiene che si tratti di “un aspetto non così semplice da analizzare: da un lato molte agenzie sono state chiuse a lungo e, stando ai dati che circolano, una su cinque ha cessato l’attività. La crociera è un prodotto complesso da vendere: si porta dietro il volo, le escursioni etc”. Numeri alla mano, se pre-Covid  “lo share delle adv in Italia era dell’80% e 20% dell’online, oggi siamo al 70% di intermediato e al 30% di online. E non credo che quest’ultima percentuale calerà”.

Lato compagnie, c’è un altro aspetto: si amplia il numero dei porti. “Noi abbiamo aperto Haifa, in Israele, e Limassol, a Cipro. In Italia stiamo lavorando per stringere accordi lato trasporti, per esempio con le ferrovie e a Civitavecchia offriamo il parcheggio gratuito. A Ravenna, come già anticipato da quest’agenzia di stampa, abbiamo fatto un investimento importante, con una concessione pluriennale; per quest’anno la struttura sarà provvisoria, ma dall’anno prossimo il terminal sarà pronto”.

Machine learning e Ai

Machine learning e Ai sono sempre più parte del mondo odierno e le crociere non fanno eccezione: “L’intelligenza artificiale è molto utile in termini di impatto ambientale – sostiene il manager -. Non solo dal punto di vista del consumo energetico, ma anche nella costruzione e nell’ottimizzazione delle rotte, oltre alla definizione degli itinerari in base alle preferenze dei clienti”.

I piani di sviluppo

Ma su quali punti si baserà lo sviluppo futuro? “Offrire un prodotto leisure a 360 gradi, che comprenderà anche isole private ed escursioni, e intrattenimento – risponde Rotondo -. Un format che dalle navi può essere tendenzialmente esportato nei teatri”. Oggi Royal ha un centro di produzione importante a Miami, un domani chissà.

Nicoletta Somma

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