La sfida del pricing

I villaggi vacanze alla sfida del pricing. I rincari generalizzati su energia e materie prime avranno certamente dei riflessi sul prezzo finale al cliente: in che misura, con che effetti sui volumi e con quali contromosse, è ciò che abbiamo chiesto ai t.o. “Sicuramente il pricing sarà la vera sfida per tutti – racconta Ota Viaggi -. I budget sono stati stanziati ad ottobre-novembre, in una situazione socio-economica mondiale totalmente differente. Oggi dovremmo tutti rivederli al rialzo, ma questo è un dato di fatto impossibile da applicare. La famiglia media italiana non può in alcun modo subire altri aumenti rispetto a quelli già esperiti con l’inizio di questo anno commerciale rispetto alla scorsa estate”.

Going rileva che “l’aumento del carburante, così come dei costi generali delle gestioni collegate, hanno fatto sì che anche i viaggi subiscano incrementi, per la parte voli come per quella alberghiera, che deve affrontare rincari di utenze e gestione. Di conseguenza anche i costi dei pacchetti si sono adeguati al rialzo e hanno anche causato una maggiore cautela da parte degli operatori nel bloccare grandi allotment nelle strutture, anche con un trend di ripresa favorevole”.

La soluzione? “Bisogna comunque tenere conto della richiesta del cliente di prezzi contenuti, soprattutto nei mesi di bassa stagione”. Anche Uvet ha preso delle contromisure: “L’attenzione del consumatore al prezzo è, quest’anno, ancora più forte rispetto al passato.  Per recepire queste forte esigenza i nostri marchi consentono iniziative commerciali che permettono di ‘congelare’ il prezzo o la valuta. Rileviamo che queste proposte sono quest’anno più richieste e apprezzate rispetto al passato da adv e clienti”.

Di rincari che hanno riflessi evidenti sul pricing dei servizi turistici – voli, strutture, servizi – parlano anche Veratour e Nicolaus: il primo fa presente di aver “studiato un modello di pricing che ‘sterilizzi’ almeno in parte questi fenomeni, ma indubbiamente una parte dovrà per forza ricadere sul cliente. Quello che possiamo osservare è che – nonostante questa situazione – il trend di vendita non ne viene impattato in maniera significativa: questo evidenzia che per i nostri clienti la voglia di vacanza accumulata negli ultimi due anni supera anche questa contingenza”.

Nicolaus aggiunge che “bisognerà monitorare costantemente la situazione, anche con gli albergatori partner, per poterla affrontare al meglio. Nelle due precedenti stagioni sono già stati affrontati scenari assolutamente fuori dall’ordinario, nel migliore dei modi”. E il t.o. intende affrontare anche questo, “senza dover incidere troppo sensibilmente sulle tasche dei clienti”. Per Alpitour, infine, gli effetti dei rincari “sono due. Il primo è che diminuisce la capacità di spesa di alcune fasce di clientela italiana” elemento che “potrebbe comportare vacanze più corte e più frazionate. Il secondo è che gli aumenti impattano anche sul costo di erogazione dei servizi – quelli ricettivi e quelli legati al trasporto – che vanno, in tutto o in parte, ad aumentare il prezzo per il cliente finale”.

Gianluca Miserendino

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