Aiav, serve un approccio più costruttivo con le istituzioni

Aiav, Associazione Italiana Agenti di Viaggio, prende le distanze dalle critiche che nelle ultime settimane sono state indirizzate al ministro Garavaglia e al suo dicastero, richiamando l’attenzione sulla necessità di un approccio più costruttivo con le istituzioni.

“Leggiamo sulla stampa di settore – dichiara il presidente Fulvio Avataneo – numerose dichiarazioni contro l’operato del ministro del Turismo. Ma quanti e quali agenti di viaggio possono dire di aver sentito il ministro Garavaglia promettere ciò che non è poi arrivato? Quando era il momento, Aiav è stata l’unica associazione a denunciare formalmente le sperequazioni nella distribuzione dei 640 milioni di euro di contributo a fondo perduto rivolgendosi al presidente della Repubblica con un ricorso: urlare oggi non serve e contribuisce solo ad allontanare ulteriormente la categoria dalle istituzioni, anche in considerazione del fatto che il sistema di erogazione dei contributi era stato definito dal MiBact, quindi non da Garavaglia, in accordo con le stesse associazioni che oggi lo criticano”.

Dialogo iniziato

Dopo anni di scarsa attenzione verso il settore del turismo organizzato da parte delle istituzioni, è iniziato un dialogo che adesso, in un momento ancora delicato, potrebbe essere vanificato: al contrario, è necessario continuare a lavorare per costruire un rapporto di collaborazione. Una riflessione più che mai opportuna, anche in considerazione delle recenti aperture dell’Europa, che ha autorizzato a favore delle strutture ricettive e delle agenzie di viaggio italiane sia il fondo da 129 milioni di euro, sia la spesa di 698 milioni di euro in deroga al regime degli aiuti di Stato.

“Il ministro Garavaglia – prosegue Avataneo – nell’agosto 2021 dichiarò pubblicamente davanti ad una più che discreta platea che agenzie di viaggio e tour operator avrebbero dovuto trovare il loro ossigeno nei piani del Pnrr: è quello che Aiav sta facendo, facilitando l’accesso al credito e aiutando i piccoli imprenditori ad intercettare i bandi e le opportunità disponibili”.

A favore di chi ha più bisogno

Secondo Aiav, è necessario concentrarsi sulle reali necessità delle agenzie, che sono nella quasi totalità dei casi microimprese, evitando di perseguire obiettivi funzionali solo a un limitato numero di player.

Un esempio è rappresentato dal tema della richiesta di coperture finanziarie in vista della scadenza dei voucher.

“Sulla base dei dati raccolti dal nostro osservatorio – conclude Avataneo – le agenzie hanno già da tempo pressoché risolto la questione in maniera corretta e soprattutto onesta verso i loro clienti, riconvertendo i voucher in nuovi viaggi o rimborsando. Quindi la questione le tocca marginalmente. L’unico vero nodo da sciogliere riguarda gli agenti e i tour operator che hanno già pagato i servizi turistici ai loro fornitori ma non hanno ottenuto alcun rimborso. Un altro esempio calzante è quello del temporary framework: si accusa il ministro di non aver fatto nulla per elevare la soglia dei contributi per singola impresa a 11,8 milioni di euro, cifra che spetterebbe a qualche grande player in Italia e non certo alle piccole agenzie di viaggio. Quello che serve oggi è rivedere i criteri di distribuzione e magari il tetto degli aiuti complessivi, in modo che a prendere di più non sia, come sempre, chi ha già preso di più, ma chi di più ha bisogno”.

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