Le aziende aumentano gli investimenti nel fintech

Boom di investimenti nell’area fintech. A predirlo è una ricerca di Amadeus: quattro compagnie su cinque prevedono di eguagliare o superare i propri investimenti fintech del 2019 quest’anno, con nove su dieci che identificano i pagamenti come una priorità.

Il rapporto

I risultati sono riportati nel rapporto Travel FinTech Investment Trends, basato sulle risposte di oltre 70 leader del settore. La metà ha dichiarato di voler aumentare gli investimenti e un terzo di voler raggiungere il livello del 2019. Quando è stato chiesto agli intervistati di classificare le loro priorità di investimento, il 61% ha citato metodi di pagamento alternativi, il 46% una forte autenticazione dei clienti e il 44% la lotta alle frodi, Tuttavia, il 47% ha identificato i pagamenti con nuove capacità di distribuzione (Ndc), il 36% le strutture “compra ora paga dopo”, il 34% i prezzi multivaluta e il 31% la gestione dei chargeback.

Sette aziende su 10 hanno riferito che i chargeback, quando un titolare di carta contesta un pagamento, sono aumentati del 50% durante la pandemia e una su cinque ha dichiarato che i chargeback sono più che raddoppiati. Quasi una su tre (30%) ha aumentato l’organico per gestire il volume e una su quattro ha lamentato l’impossibilità di contestare i chargeback a causa del volume, sollevando il timore che le frodi possano essere aumentate. Il rapporto rileva che il costo medio della gestione di un chargeback è di 190 dollari e che, secondo le stime, due terzi riguardano pagamenti di “frode amichevole” per i quali gli esercenti non dovrebbero essere responsabili.

Inoltre, si stima che entro il 2024 il 10% di tutte le vendite di e-commerce negli Stati Uniti saranno effettuate con modalità di pagamento “buy now pay later“.

Un’indagine separata di Amadeus sui viaggiatori ha rilevato che quasi due terzi (68%) di 5.000 consumatori di viaggi sarebbero propensi a spendere di più per un viaggio se potessero comprare ora e pagare dopo. La tecnologia di pagamento in criptovaluta è stata giudicata la priorità più bassa, individuata solo dal 14% degli intervistati.

La ricerca è stata condotta online nel primo trimestre di quest’anno – il 60% delle oltre 70 compagnie aeree e agenzie di viaggio intervistate rappresentava aziende con un fatturato annuo di 1 miliardo di euro o superiore e il 40% quelle con un fatturato superiore a 500 milioni di euro.

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