Italian Digital Hub in Senato per la digitalizzazione del turismo

Si è tenuto ieri pomeriggio il convegno “Digitale e turismo: valore per il territorio e le imprese“, promosso dalla Fondazione Italian Digital Hub, presso la sala “Caduti di Nassiriya” di palazzo Madama del Senato della Repubblica. 

Al dibattito, introdotto dalla presidente dell’Intergruppo, senatrice Urania Papatheu, e moderato dal presidente della Fondazione Italian Digital Hub, Maurizio Pimpinella, hanno partecipato esponenti del mondo del turismo e della tecnologia: Gabriele Milani, dg della Federazione Turismo Organizzato, Paolo Cuccia, executive chairman di Gambero Rosso e Artribune, Massimo Vaini, presidente del Board Bitq, Giacomo Andreani, ceo Expirit,  Giuseppe De Martino, general manager dell’Hotel St Regis.

“Il turismo è l’industria dal più alto potenziale inclusivo dal punto di vista digitale, capace meglio di altre di valorizzare le comunità locali – ha affermato il presidente della Fondazione Idh Maurizio Pimpinella – sia perché altamente scalabile dalle tecnologie sia perché radicata e diffusa su tutto il territorio. Deve però essere messa in condizione di esprimersi e di attrarre investimenti e visitatori. E’ arrivato il momento di porre l’industria del turismo al centro della trasformazione digitale e del dibattito pubblico mettendo a sistema competenze, dati e una visione di lungo periodo perché sia in condizione di esprimersi e di attrarre investimenti e visitatori”.

Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano, nel 2021, il mercato del turismo digitale in Italia (online + offline) è cresciuto sia nella componente ricettiva (9,5 miliardi di euro, +73% sul 2020 e vicina ai 10,3 miliardi del 2019) che in quella dei trasporti (8,5 miliardi, +33% sul 2020 ma ancora lontana dai 18 miliardi pre-Covid). In questo scenario, anche le transazioni digitali hanno dimostrato una netta ripresa, raggiungendo gli 11,1 miliardi di euro (+55% sul 2020), nonostante il valore complessivo segni ancora un -32% rispetto al 2019.

Gli aspetti fondanti della rinnovata attenzione del Governo italiano di dare al Paese una strategia che riporti l’Italia nelle posizioni di vetta nella classifica delle destinazioni – ha commentato Paolo Cuccia – ha necessità di un approccio sistemico. Già oggi, infatti, la dimensione dei dati disponibili, dei siti e delle application prodotti da soggetti pubblici e privati è immensa. Ciò non sorprende in un Paese come il nostro depositario della più ampia biodiversità agroalimentare, del più grande giacimento di beni culturali e di un sistema produttivo caratterizzato da un deciso imprinting alla creatività”.

Il digitale e la pandemia rappresentano due driver di cambiamento che hanno sconvolto e continuano a modificare scenari e paradigmi su cui si basa e agisce il settore del turismo – ha affermato Gabriele Milani  -. Lo sviluppo turistico e quello dei territori vanno naturalmente a braccetto – ha aggiunto -, ma per raccogliere la sfida di una crescita armonica e sostenibile è indispensabile la collaborazione tra istituzioni, politica, imprese e cittadini. Il turismo deve portare valore e benefici ai residenti in termini di trasporti, servizi, sicurezza, qualità della vita. E il digitale può aiutare. Inoltre, serve sempre maggiore attenzione alla sostenibilità intesa non solo come impatto ambientale ma anche sociale ed economico”.

L’industria del turismo necessita di una profonda trasformazione digitale dei processi e dei servizi di promozione – ha aggiunto Massimo Vaini -. La frammentazione dell’offerta, la mancanza di interoperabilità dei sistemi informativi, la non adeguata formazione degli operatori costituiscono un freno sostanziale allo sviluppo. Partendo dagli standard e dai processi, attraverso l’interoperabilità dei sistemi informativi e grazie al data sharing si costituisca un ecosistema digitale dove tutti gli attori possano contribuire con i loro dati alla composizione di un sistema che fornisca al turista informazioni garantite e di qualità prima durante e dopo il viaggio”. 

Gestione e valorizzazione di dati interoperabili e il superamento della frammentazione di questo settore strategico sono quindi gli aspetti principali da sostenere emersi nel corso del dibattito anche come valore per favorire il sostengo ai territori e l’inclusione delle comunità che li abitano.

Una destinazione è un luogo in cui si realizza con consapevolezza, visione e strategia l’interazione tra i fattori di attrattiva disponibili e la clientela obiettivo – ha sottolineato Andreani -. L’accettazione di questa affermazione implica la necessità e l’urgenza per i territori italiani di investire nel digitale, vero e proprio habitat che permette lo sviluppo di relazioni”.

I passaggi da cui l’industria del turismo italiana non può prescindere – conclude Pimpinellasono due: il primo è una visione lungimirante ed integrata dell’ecosistema; il secondo è collegare le imprese, i territori e gli individui agli hub digitali del turismo utilizzando i fondi messi a disposizione dal Pnrr integrandoli in maniera interoperabile con una banca dati nazionale, e non replicando i portali con sperpero di risorse”.

 

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