Crociere in saldo? Il rischio c’è: ecco perché

Crociere a prezzi da saldo nella seconda metà del 2022 e nel 2023? E’ questo l’interrogativo oggetto di un rapporto stilato da C. Patrik Scholes, analista della società di equity Truist Securities, e rilanciato dalla stampa di settore statunitense. Secondo lo studio, le prenotazioni cumulative del settore del cruise sono molto indietro rispetto al 2019, e la necessità di riempire le navi potrebbe essere un fattore rilevante in relazione al pricing nei prossimi 18 mesi.

L’outlet del mare

Sulla base dell’analisi dei dati e dell’ascolto di grandi agenzie di viaggio specializzate in crociere, Scholes afferma: “I consumatori stanno rispondendo bene alle tariffe promozionali, in particolare per le partenze entro i 90 giorni e anche alla luce dei pricing da record messi in pista contemporaneamente da hotel e appartamenti. Tuttavia, i prezzi non sono affatto ai livelli che le compagnie vorrebbero, a maggior ragione con l’aumento dei costi di cibo e carburanti”.

Spesa a bordo a livelli record

La buona notizia per le compagnie di crociere è che la spesa a bordo degli ospiti è a livelli record: una tendenza nata nell’immediato post-pandemia e che però non fa gioire le adv, nella misura in cui l’abbassamento dei prezzi per i ticket di crociera – che potrebbe costituire un buon volano per le vendite ancillari a bordo – toglie in questo modo redditività alle adv, dal momento che le spese onboard non fanno parte degli impianti commissionali.

Le previsioni per il 2023

E poi c’è il 2023. Nella sua analisi, Scholes scrive che per il momento i prezzi per l’anno prossimo stanno tenendo, ma che al giro di boa mancano ancora sette lunghi mesi, con le attuali curve di prenotazione che non eccellono per performance. Così, il ritmo del booking per il 2023 “continua a decelerare ed è significativamente al di sotto dei livelli comparabili del 2019″.

Pertanto, le compagnie di crociera potrebbero decidere di agire sulla leva del pricing anche nel 2023, in modo simile a quanto sta accadendo quest’anno. “I prezzi spesso non sono omogenei, nemmeno tra il momento della prenotazione iniziale a quello del pagamento finale a un mese dalla partenza – rileva Scholes -. Alcuni prezzi calano del 20% o del 30% tra i due momenti del booking”.

Troppa offerta?

Una estesa politica di sconti assumerebbe una rilevanza anche sul medio periodo, giacché “la storia ha dimostrato che ci vogliono anni prima che i prezzi tornino ai livelli pre-promozionali”. Gli adv interrogati dall’analista di Truist hanno spiegato che “le compagnie non hanno aggiunto supplementi carburante perché non hanno la possibilità di farlo senza esercitare al contempo ancora più pressione sulle prenotazioni”. Anche l’eccesso di offerta potrebbe diventare “un fattore di calo del pricing, dal momento che è di circa il 12% sopra i livelli del 2019 e di un altro 6%-7% nel 2023”, osserva Scholes.

Lusso resiliente

A tenere in maniera più solida sono invece le tariffe per le crociere di lusso. In tal senso, argomenta Scholes, poiché il segmento luxury rappresenta circa un terzo delle attività di Norwegian Cruise Line Holdings, quest’ultima sembra meglio posizionata rispetto al gruppo Royal Caribbean e a quello di Carnival, per le quali il lusso rappresenta rispettivamente circa il 10% e il 5% delle attività. Forse non a caso, Ncl ha “per lo più resistito allo sconto sui prezzi, mentre altri sono più aggressivi”, hanno detto a Scholes gli adv. Lo stesso ceo Frank Del Rio ha costantemente affermato che Ncl non farà sconti sulle crociere.

Vaccini, test &co: what’s next?

L’ultimo elemento preso in considerazione dall’analisi riguarda più direttamente la gestione del post-pandemia. “La domanda aumenterà notevolmente nel mass market quando le compagnie di crociera abbandoneranno i requisiti di vaccinazione Covid – spiega il rapporto -, ma ciò non dovrebbe accadere quest’anno. Il Cdc ha recentemente ridotto la soglia di vaccinazione raccomandata dal 95% al ​​90%, ma la mossa “non ha spostato l’ago della domanda”, secondo gli adv citati da Scholes, mentre per far tornare in  crociera le persone sembra molto più decisiva la possibile futura rimozione dei test Covid obbligatori.

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