L’Oman riparte: turismo pilastro per la crescita economica

In occasione dell’ottava edizione del roadshow europeo del Sultanato dell’Oman nella sede del Palazzo dei Giureconsulti di Milano, il ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dell’Oman svela i piani di sviluppo del Paese: dopo lo stop dovuto alla pandemia, l’Oman guarda al turismo come a un pilastro per la crescita economica, ed è più che mai intenzionato a investire nel settore.

I temi da sviluppare

A questa edizione hanno preso parte molti attori dell’industria turistica: 28 aziende partecipanti, tra cui 4 compagnie aeree; 11 Destination Management Company e 13 hotel. L’evento ha registrato una forte affluenza e si è articolato in diversi momenti, tra cui una presentazione per gli operatori omaniti, una per i professionisti italiani del travel trade e un capitolo specifico dedicato al Mice. “Siamo molto contenti di essere qui in Italia, uno dei mercati europei più importanti per l’Oman. L’intenzione del ministero dei Beni Culturali e del Turismo è quella di far sì che l’Oman diventi, entro il 2040, una destinazione di prim’ordine per gli amanti della cultura, per i viaggiatori appassionati di avventura e di scoperta, ma anche per l’industria Mice, riuscendo ad attirare più di 5 milioni di turisti internazionali che vogliano vivere esperienze uniche, basate sulle caratteristiche peculiari del Paese – spiega Haitham Mohammed Al Ghassani, direttore generale del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dell’Oman –. Quest’anno abbiamo iniziato bene: nei primi 4 mesi dell’anno abbiamo già ospitato 393.645 turisti internazionali e i numeri sono destinati ad aumentare. Anno dopo anno abbiamo assistito a una crescita significativa del flusso di turisti da tutto il mondo, il che ci incoraggia ad ampliare i nostri sforzi per migliorare l’esperienza dei visitatori e motivare un maggior numero di ritorni da parte di coloro che vogliano approfondire la conoscenza e il legame con il nostro Paese – continua Al Ghassani –. Siamo consapevoli che l’efficacia del rilancio del settore turistico dopo la pandemia risiede in un dialogo intenso e continuo con tutti gli interlocutori del sistema turistico e questo nostro roadshow europeo è un momento importante, orchestrato dal Ministero, per migliorare la collaborazione con i partner, gli hotel e i Dmc, per potenziare le nostre relazioni e fornire supporto agli attori della filiera turistica”.

Le aperture alberghiere

Il Paese investe anche sul fronte alberghiero, infatti, quest’anno è prevista l’apertura di circa 70 nuove strutture alberghiere, che aggiungeranno 4.500 camere. I nuovi progetti offriranno una gamma di resort, hotel, campeggi e appartamenti, nonché strutture ricettive ecologiche e tradizionali. Per citare alcune nuove aperture: l’urban hotel Avani Muscata Seeb, a pochi chilometri dalla capitale; il resort a 5 stelle Alila Hinu Bay nel Dhofar, a 87 km da Salalah; e il Dusit D2 Naseem Resort Jabal Akhdar con molte attrazioni per gli amanti della soft avventure. I nuovi sviluppi non interessano solo hotel di lusso: nella regione di Nizwa sono state aperte alcune locande e case tradizionali, come il Bustan Inn o Al Suwjara Heritage Village. Fra gli sviluppi futuri: Jumeirah Muscat Bay, che aprirà a giugno e nei prossimi mesi il Four Seasons Muscat e il Mandarin Oriental Residences a Muscat, St Regis nella zona di Al Mouj, Nikki Beach Resort a Yiti e il Sustainable Yiti integrated Tourism Development Masterpiece in partnership con Diamond developers.  In termini di nuove esperienze, viene segnalato il progetto a Seeb dedicato alla flora omanita che vedrà la luce nei prossimi mesi: l’Oman Botanic Garden e il nuovo progetto storico e culturale Oman Through Time.

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