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Spazio ai giovani talenti per l’ospitalità di domani

Portare nuove soluzioni al mondo dell’hospitality, guardare oltre il tradizionalismo. E’ il compito di un’azienda come Gto (Giovani Talenti Dell’Ospitalità). La chiave? Lo abbiamo chiesto a Kledis Brahimi, ceo & founder dell’azienda. “Crescere una nuova generazione di professionisti dell’ospitalità e investire in loro – è la sua replica -. Abbiamo bisogno di ricominciare dalle basi, avvicinando giovani con passione e cuore per servire gli altri. Creando un programma di formazione per i giovani, l’industria può preparare in modo efficiente una nuova ondata di lavoratori e può rimettersi in gioco portando avanti la formazione continua, lo sviluppo e la crescita dei giovani per massimizzare il loro potenziale e ottimizzare la produttività”.

Cambio di mentalità

Secondo il manager, infatti, il settore ha bisogno di cambiare la mentalità di come opera, partendo dalle sue fondamenta. “L’ospitalità deve iniziare con l’investire nelle persone e stabilire un nuovo standard e introdurre il concetto del wellbeing  all’interno delle aziende”, spiega Brahimi.

In un settore che continua a crescere, anche il personale attuale ha più opzioni, sia all’interno che all’esterno dell’industria turistica e la ricerca di personale diventerà una vera e propria competizione.

“Le aziende devono identificare e affrontare i problemi di soddisfazione dei lavoratori – commenta – questo per mantenere il team felice e motivato a fornire il livello di servizio che gli ospiti si aspettano”.

Le criticità

Per recuperare poi il mercato internazionale giovanile, che negli ultimi tempi preferisce destinazioni come Spagna o Grecia nei mesi estivi e che  viaggia molto nelle capitali europee, tralasciando le città italiane, “bisogna intraprendere una nuova strada che ci permetta di migliorare la nostra immagine e avere un’attenzione più alta per il cliente. Dobbiamo anche far conoscere l’Italia, oltre a Roma, Venezia e Milano, esistono anche bellezze nascoste nel nostro Paese”.

Per i millennial le mega suite e le appariscenze non sono più sufficienti. In effetti, grandi nomi alberghieri hanno deciso di espandersi in boutique hotel per soddisfare le nuove richieste di mercato. “Tenere il passo – prosegue il manager – richiederà un investimento in nuove strategie che ci aiuteranno a conoscere meglio l’ospite del futuro e iniziare a progettare servizi focalizzati sulle loro esigenze”.

Un’attenzione poi al turismo domestico nelle strategie a lungo termine può garantire “una maggiore resilienza agli shock futuri e può ridurre la stagionalità, creando una nuova fonte di entrate”.

L’automazione

Per quanto riguarda poi l’automazione dei processi lavorativi e le nuove tecnologie, secondo Brahimi, “la tecnologia viene ancora vista dagli hotelier di vecchio stampo come qualcosa che ci distanzia sempre più dalle persone, ma deve essere vista esattamente al contrario, perché ci permette di automatizzare dei processi ed utilizzare quel tempo per costruire esperienze”.

Un’altra sfida è quella di incorporare l’Internet delle cose (IoT) in una proprietà, aspetto che entusiasma il nuovo ospite. Queste tecnologie non sono più indirizzate ai segmenti di nicchia di una volta e sempre più persone stanno iniziando ad usare la tecnologia nelle proprie case, quindi la domanda negli hotel aumenterà sicuramente. Anche il modo in cui presentiamo gli hotel sta già cambiando. La crescente popolarità e l’ascesa della realtà virtuale offriranno agli ospiti un’opportunità completamente nuova per l’esplorazione dei luoghi e degli hotel in cui desiderano soggiornare. A tal fine avremo bisogno di contenuti di qualità da inserire su queste piattaforme e mostrare i punti di forza della proprietà.

Tra le attività di Gto, si segnala la conferenza (l’8 aprile scorso a Catania) dedicata alle giovani generazioni, in cui si è discusso di giovani, del loro futuro insieme a quello dell’ospitalità, dei cambiamenti che occorrono per valorizzare le nuove generazioni e costruire insieme a loro il domani del nostro settore. Gto sta inoltre lavorando sulla produzione di Hospitality Masterclass, una piattaforma di e-learning che vede coinvolti nomi di noti professionisti del settore. L.D.

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