Stati Uniti alla ribalta nelle prenotazioni

Si assiste ad un rimbalzo di prenotazioni per gli Stati Uniti: famiglie, gruppi di amici, coppie in viaggio di nozze mostrano un forte ritorno di interesse per questa meta, sostenuto da uno schedule di voli particolarmente ricco. L’estate 2022 vede infatti la ripresa dei voli verso il Nord America con un’offerta di 66 voli a settimana soltanto da Malpensa per gli Usa, per non citare scali come Venezia o il Sud Italia. A questo si aggiunge un movimento in termini di consolidamento per il trasporto aereo domestico statunitense.  E’ dei giorni scorsi la notizia che JetBlue ha lanciato una nuova offerta per Spirit Airlines e questa eventuale alleanza farebbe balzare il nuovo vettore al quinto posto subito dietro le quattro principali compagnie americane per passeggeri trasportati, American Airlines, Delta, United e Southwest Airlines.

Fermento in atto

Il fermento in corso viene confermato da Stefano Gnerucci, Us travel specialist di Aci blueteam: “E’ un trend giustificato da vari fattori: gli Usa restano la meta a lungo raggio con maggior appeal verso i viaggiatori italiani; viene percepita come meta sicura e rappresenta una delle poche a lungo raggio concretamente accessibili”.

Sul fronte del volato, il manager commenta così: “Siamo tornati al livello tariffario pre-pandemia , vale la legge del “chi primo arriva meglio alloggia” e infatti chi ha prenotato mesi fa ha viaggiato con cifre ragionevoli, ora un po’ meno ma è fisiologico”. Anche sulla ricettività si assiste ad un “fisiologico aumento dei prezzi e si risente del cambio negativo  euro/dollaro”. Resta il nodo dell’effettiva operatività degli hotel, visto che milioni di lavoratori del turismo Usa hanno cambiato settore .

Il problema delle auto a noleggio

C’è poi il grosso problema dei costi delle auto a noleggio, “dovuto alla mancanza di vetture causa pandemia, al blocco degli ordini di parco macchine, alla crisi dei semiconduttori e a consegne rallentate”. Il lato positivo è che le tariffe noleggio degli operatori sono decisamente migliori di quelle che i clienti trovano online.

Parla di trend “estremamente positivo” anche Erica Melegari, product manager North America Usa di Naar: “ Le vendite sugli Usa di marzo ‘22 sono comparabili con quelle di marzo ‘19, mentre quelle di aprile e metà maggio superano del 30% le vendite degli stessi mesi del 2019”. Secondo Melegari il generale aumento valutario e dei prezzi viene in parte mitigato dal nuovo sistema dell’operatore, che presenta una forte integrazione Xml che permette un’offerta vasta e competitiva. Tra le difficoltà viene rilevata quella operativa “legata ai tour di gruppo non garantiti come in passato, oltre ai noleggi auto con scarsa disponibilità e prezzi più alti e schedule change importanti da parte delle compagnie aeree”.

Domanda forte nonostante i rincari

Ogni tipo di viaggio, dai classici self drive ai tour guidati, è richiesto secondo Franco Bondioli, general manager Travel Island, grazie al sentiment di meta sicura sotto tutti i punti di vista.  “La domanda è forte dal momento della riapertura e una piccola flessione si è avuta solo nei primi giorni successivi all’invasione russa dell’Ucraina – sostiene -. Questo nonostante i costi siano aumentati, specie gli autonoleggi e la fruibilità dei servizi non è totale come in tempi pre pandemici”. I Dmc e i ricettivi locali che hanno ridimensionato i loro organici durante i 19 mesi di chiusura al turismo si trovano spesso in difficoltà a gestire la grande richiesta di preventivi e prenotazioni “e per necessità di essere rapidi abbiamo gestito molti più pernottamenti con le bed bank internazionali – aggiunge il manager -. È un anno certamente anomalo sotto molti punti di vista, con molte più richieste, con partenze sotto data rispetto al 2019. Siamo ottimisti per i mesi estivi, sperando che la gravità della pandemia non sia più tale e auspicando che presto vengano eliminate altre restrizioni come il tampone da fare prima della partenza dall’Italia”.

Laura Dominici

 

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