Sardegna, il nodo trasporti frena il sold out

Un’estate con buone prospettive ma che fa ancora fatica a confermare i pronostici di “tutto esaurito”, a causa del nodo rincari che rende meno ovvio il sold-out, specie in altissima stagione. È l’outlook della Sardegna per i prossimi mesi raccontato da Gian Mario Pileri, presidente della Fiavet isolana. L’imprenditore racconta gli scenari della prima summer senza turisti russi, dopo molti anni di “amore” reciproco, e di un luglio che si è preso lo scettro di prima opzione per chi vuole una vacanza made in Sardinia.

 

Gv: Pileri, qual è lo scenario per l’estate sarda, ad oggi? Ci sono segnali di sold-out, come pronosticato da diversi osservatori negli scorsi mesi?

“Dire ‘tutto esaurito’ oggi è prematuro, perché il caro-tariffe a cui assistiamo su voli e traghetti ci preoccupa molto. La continuità territoriale non prevede più tariffe massime per i non residenti, e quindi qualche problema c’è, specie per l’altissima stagione. La Pasqua ci ha regalato circa 300mila arrivi sui tre aeroporti sardi, anche se è un traffico poco monitorabile perché passato in parte da un ‘fai da te’ figlio della pandemia. E quindi dobbiamo ribadire con forza il ruolo delle adv, specie in chiave di garanzie”.

 

Gv: Cosa rilevano le adv, in termini di domanda?

“Premesso che le adv che fanno incoming in Sardegna sono solo una cinquantina, assistiamo a una buona richiesta, con le vendite che vanno molto bene su luglio, che in alcune settimane è già sopra i livelli 2019. Per parte sua agosto, negli ultimi anni, è diventato oggetto di forte sottodata, anche perché vede più forte l’elemento del caro-tariffe: storicamente, era il primo a registrare il tutto esaurito, mentre in questo momento lo vendono bene principalmente i villaggisti, a pacchetto. Invece, il cliente che vuol fare la pratica in adv trova tariffe abbastanza alte: contiamo che vettori e compagnie di navigazione non ci penalizzino troppo, anche rispetto alle regioni nostre concorrenti, che non hanno i nostri problemi di trasporti. La vera differenza di questa estate, però, sta nel ritorno degli stranieri. Siamo naturalmente lontani dal 2019, quando gli stranieri sono stati il 52-55% del totale, ma il loro è un ritorno importante”.

 

Gv: Anche senza russi?

“La Sardegna faceva 220mila russi-anno: pochi, rispetto ai 6 milioni complessivi del nostro Paese. Ma molto alto spendenti. Non mancheranno del tutto: quelli non sanzionati continueranno ad arrivare, specie convoli privati. A mancare del tutto sarà invece la fascia media, quella da voli di linea: fino al 2019 avevamo 4 voli da Mosca e 2 da San Pietroburgo ogni settimana, ora nessuno. C’è però un risvolto ‘positivo’”.

 

Gv: Quale?

“Stanno crescendo mercati che in Sardegna avevano con i turisti russi problemi di coabitazione che limitavano gli arrivi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svizzera, Emirati Arabi. Speriamo possano sostituire i russi mancanti, anche se sono clienti con un profilo diverso. In ogni caso il primo mercato estero resta quello tedesco, mentre sull’Italia Lombardia e Veneto sono i primi per volumi e capacità di spesa, insieme a Emilia-Romagna. Anche Lazio e Campania stanno tornando”.

 

Gv: Quanto pesano i rincari sul cliente finale?

“Non c’è una regola, se non che il rincaro c’è, come logica conseguenza degli accadimenti: alcuni operatori se ne stanno facendo carico, anche per i loro impegni di vuoto-pieno, mentre altri li scaricano almeno parzialmente sui clienti. La Sardegna non è una destinazione economica già di suo, quindi qualche ansia l’abbiamo, specie sulle famiglie. Il nostro target è più alto di quello di altre regioni e – come Capri o Taormina – forse faticheremo un po’ meno di altri, ma in Sardegna ci sono 920 alberghi e migliaia di case e residence da riempire, e non sono tutte strutture luxury; quindi, c’è una fascia media che potrebbe soffrire un po’”.

Gianluca Miserendino

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