Sardegna, l’estate da sold out minacciata dai rincari

Un’estate con buone prospettive ma che fa ancora fatica a confermare i pronostici di “tutto esaurito”, a causa del nodo trasporti che rende meno ovvio il sold out, specie in altissima stagione. È l’outlook della Sardegna per i prossimi mesi raccontato da Gian Mario Pileri, presidente della Fiavet isolana.

Fai da te e trasporti le incognite

“Dire ‘tutto esaurito’ oggi è prematuro – spiega Pileri – perché il caro-tariffe a cui assistiamo su voli e traghetti ci preoccupa molto. La continuità territoriale non prevede più tariffe massime per i non residenti, e quindi qualche problema c’è, specie per l’altissima stagione“.

La Pasqua “ci ha regalato circa 300mila arrivi sui tre aeroporti sardi, anche se è un traffico poco monitorabile perché passato in parte da un ‘fai da te’ figlio della pandemia. E quindi dobbiamo ribadire con forza il ruolo delle adv, specie in chiave di garanzie”.

Agosto sottodata, gli stranieri fanno sperare

L’incognita sui rincari non frena però l’ottimismo, se è vero che per l’estate alle porte “assistiamo a una buona domanda, con le vendite che vanno molto bene su luglio, che in alcune settimane è già sopra i livelli 2019. Per parte sua agosto, negli ultimi anni, è diventato oggetto di forte sottodata, anche perché vede più forte l’elemento del caro-tariffe: storicamente, era il primo a registrare il tutto esaurito, mentre in questo momento lo vendono bene principalmente i villaggisti, a pacchetto”.

Invece, il cliente che vuol fare la pratica in adv “trova tariffe abbastanza alte: contiamo che vettori e compagnie di navigazione non ci penalizzino troppo, anche rispetto alle regioni nostre concorrenti, che non hanno i nostri problemi di trasporti. La vera differenza di questa estate, però, sta nel ritorno degli stranieri. Siamo naturalmente lontani dal 2019, quando gli stranieri sono stati il 52-55% del totale, ma il loro è un ritorno importante”.

Estate senza russi, tra pro e contro

Sulla questione dei turisti dalla Russia, Pileri spiega che il fenomeno è meno rilevante di quanto percepito: “La Sardegna faceva 220mila russi-anno: pochi, rispetto ai 6milioni complessivi del nostro Paese. Ma fortemente altospendenti. Non mancheranno del tutto: quelli non sanzionati continueranno ad arrivare, specie con voli privati. A mancare del tutto sarà invece la fascia media, quella da voli di linea: fino al 2019 avevamo 4 voli da Mosca e 2 da San Pietroburgo ogni settimana, ora nessuno”.

C’è però un risvolto positivo, dal momento che “stanno crescendo mercati che in Sardegna avevano con i turisti russi problemi di coabitazione che limitavano gli arrivi: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Svizzera, Emirati Arabi. Speriamo possano sostituire i russi mancanti, anche se sono clienti con un profilo diverso. In ogni caso il primo mercato estero resta quello tedesco, mentre sull’Italia Lombardia e Veneto sono i primi per volumi e capacità di spesa, insieme a Emilia-Romagna. Anche Lazio e Campania stanno tornando”.

Il peso dei rincari: chi paga?

Sui rincari e sulla loro presa in carico, Pileri spiega che “non c’è una regola, se non che il rincaro c’è, come logica conseguenza degli accadimenti: alcuni operatori se ne stanno facendo carico, anche per i loro impegni di vuoto-pieno, mentre altri li scaricano almeno parzialmente sui clienti. La Sardegna non è una destinazione economica già di suo, quindi qualche ansia l’abbiamo, specie sulle famiglie. Il nostro target è più alto di quello di altre regioni e – come Capri o Taormina – forse faticheremo un po’meno di altri, ma in Sardegna ci sono 920 alberghi e migliaia di case e residence da riempire, e non sono tutte strutture luxury; quindi, c’è una fascia media che potrebbe soffrire un po’”.

L’intervista completa nell’ultimo numero di Guida Viaggi scaricabile qui

Tags: ,

Potrebbe interessarti