Caos nei cieli, in UK taglio ai voli ma gli slot sono salvi

Mentre in Italia monta la polemica sulle responsabilità del caos voli e si chiama in causa l’Enac per un pronto intervento, in Gran Bretagna si è passati subito dalle parole ai fatti. Dalla stampa britannica si apprende che gli agenti di viaggi locali hanno accolto con favore le misure per ridurre lo schedule delle compagnie aeree negli aeroporti più trafficati quest’estate, nonostante il lavoro aggiuntivo richiesto per riprenotare i clienti.

La sanatoria

La scorsa settimana il governo inglese ha annunciato una “sanatoria” delle regole sugli slot aeroportuali, rendendo più facile per i vettori cancellare i voli senza perdere gli slot. L’amnistia è stata introdotta dopo che Gatwick ha fissato un tetto massimo di voli per i mesi di luglio e agosto e easyJet, il maggiore operatore di Gatwick, ha annunciato una riduzione di oltre 10.000 voli. La capacità di easyJet per luglio-settembre sarà ora pari a circa il 90% del livello del 2019, quando il vettore aveva precedentemente pianificato di operare il 97% ovvero 160.000 voli.

Limite di capacità

Gatwick ha limitato la capacità a 825 voli al giorno per luglio e 850 per agosto, dopo aver pianificato in precedenza di operare 900 voli al giorno durante il picco estivo, 50 in meno della capacità del 2019. Ha invitato i vettori “a implementare orari realizzabili e a garantire che i programmi siano realistici“.

Meglio sapere in anticipo

Il responsabile commerciale della Fred Olsen Travel, Paul Hardwick, ha dichiarato: “Le cancellazioni stanno mettendo ulteriormente in difficoltà gli agenti, ma riceverle in anticipo è preferibile che averle in ritardo. Le notizie riportate dai media sulle cancellazioni hanno portato numerosi clienti a chiedere se le loro vacanze e i loro voli sarebbero stati influenzati”.

Le mosse del governo Uk

Il governo britannico ha riconosciuto le preoccupazioni degli agenti e dei loro clienti nel suo annuncio sugli slot, osservando che: “Gli agenti di viaggio hanno riferito che i consumatori sono preoccupati dei voli e vivono nel timore che le cancellazioni delle compagnie aeree continuino”.  Chris Rolland, amministratore delegato di AllClear Travel Insurance, ha dichiarato: “La priorità al momento è sostenere e mantenere l’euforia e la forte domanda di viaggi all’estero da parte dei vacanzieri del Regno Unito, e questo implica dare alle persone informazioni chiare e affidabili per aiutarle a gestire le loro aspettative”.

“È assolutamente essenziale – ha aggiunto – che gli aeroporti, le compagnie aeree e il governo siano chiari con le persone che viaggiano per consentire loro di prenotare senza incertezze e per ripristinare la fiducia in questo periodo di punta dell’anno”.

Le riduzioni

Gatwick ha comunicato di aver ridotto la capacità dopo che una revisione ha riscontrato “una grave mancanza di risorse umane” tra gli operatori dell’aeroporto. Ha dichiarato che “aspetterà di vedere la capacità di settembre”, mentre Heathrow ha già chiesto di ridurre fino al 10% gli orari delle compagnie aeree nelle ore di punta. Il ministro del Turismo inglese ha chiesto un incontro a cadenza settimanale per dirimere la situazione.

Le lamentele italiane

In Italia intanto le associazioni di categoria si stanno muovendo per sensibilizzare l’Enac, che dovrà vegliare sui disservizi e chiedere con più forza un ripristino delle regole. Di recente si è svolto un incontro con l’ente, che ha preso in esame questa situazione “insostenibile”, come riporta la presidente Fiavet –Confcommercio Ivana Jelinic.

Ad una nostra richiesta di chiarimenti, il presidente Enac Pierluigi Di Palma replica dicendo: “Il sistema del trasporto aereo italiano, al momento, sta reggendo bene la ripresa del traffico. Non ci sono, ad oggi, elementi che possano far intravedere criticità a breve o lunga scadenza, anche se potremmo subire qualche conseguenza delle difficoltà di altri Paesi dove effettivamente si registrano problemi. Gli interventi del Governo che ha garantito la cassa integrazione e 800 milioni per aiutare il settore a venir fuori dalla crisi determinata dal Covid, hanno consentito al nostro sistema di farsi trovare pronto per la ripartenza, soprattutto garantendo la fidelizzazione della maggior parte del personale. Enac è comunque vigile per garantire i diritti dei passeggeri”.

La posizione di Aci Europe

All’Assemblea generale di Aci Europe a Roma è intervenuto anche il presidente Javier Marín, che ha esordito affrontando il tema della carenza di personale e dei gravi disagi subiti dai viaggiatori aerei in diversi mercati europei. “La causa principale – ha detto – è la combinazione di un’impennata della domanda più forte del previsto e di mercati del lavoro molto rigidi, che non riguardano solo gli aeroporti ma tutti gli attori dell’aviazione, comprese le compagnie aeree, gli operatori di terra, la polizia e i controlli di frontiera”. Alla domanda se il settore avrebbe potuto prepararsi meglio, ha risposto: “Onestamente non credo. Abbiamo avuto poco preavviso della revoca delle restrizioni ai viaggi da parte dei governi, quindi abbiamo avuto poco tempo per aumentare le nostre strutture e le nostre risorse”. Inoltre, l’aviazione non è più un datore di lavoro attraente come un tempo. “Se si considera in particolare l’assistenza a terra, dobbiamo trovare un migliore equilibrio tra competitività e sostenibilità sociale dell’occupazione offerta”.

Marín ha anche accennato al fatto che alcuni degli aeroporti più colpiti hanno ricevuto scarso sostegno finanziario durante la pandemia o hanno subito enormi pressioni da parte delle compagnie aeree e delle autorità di regolamentazione per abbassare le tariffe e ridurre i costi prima della pandemia. “Alla fine la realtà è che la debolezza finanziaria è anche un fattore determinante per la resilienza operativa”, ha sottolineato.

Laura Dominici

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