Gli scali europei tra rischio pandemia e aumento dei costi

Il principale rischio negativo per gli aeroporti rimane la pandemia e la possibile comparsa di una nuova variante. Grazie al coordinamento a livello europeo, gli approcci sono diventati più basati sul rischio e hanno portato ad un allentamento delle restrizioni ai viaggi in Europa e in un numero crescente di mercati esterni. Il presidente di Aci Europe, Javier Marín Marín, ha espresso preoccupazione per il fatto che, nonostante l’esperienza delle successive ondate di Covid-19, non esiste ancora un manuale concordato tra gli Stati europei, né tantomeno a livello globale, su cosa accadrebbe in caso di comparsa di una nuova variante. “Sappiamo che le restrizioni ai viaggi si sono rivelate inefficaci nel prevenire la diffusione della pandemia. Questo è stato riconosciuto formalmente dallo stesso ministero della Salute e riflette il semplice fatto che ogni volta che viene identificata una nuova variante, questa circola già a livello internazionale e nazionale da diverse settimane o addirittura mesi. Non facciamo quindi passi indietro in questo senso”, ha ammonito.

Aumenti aeroportuali “inevitabili”

In un contesto in cui gli aeroporti, finanziariamente indeboliti, si trovano ancora ad affrontare una ripresa con minori entrate e ora sono colpiti da un’elevata inflazione dei costi, Marín ha descritto gli aumenti dei diritti aeroportuali come “semplicemente inevitabili” e ne ha difeso la logica. “Qualsiasi azienda deve prendere le misure necessarie per rimanere un’attività redditizia. Così come le compagnie aeree stanno aumentando le tariffe per i passeggeri in seguito alla loro ripresa, anche gli aeroporti devono essere in grado di aumentare le tariffe per i loro clienti”, ha commentato.

Gli enti regolatori

Ha sottolineato anche le conclusioni del gruppo di regolatori del Forum di Salonicco, secondo cui gli aeroporti regolamentati dovrebbero essere autorizzati a recuperare le perdite subite con la pandemia. Tuttavia, in alcuni mercati, tra cui Francia e Irlanda, le autorità di regolamentazione continuano a esercitare una pressione al ribasso sui diritti aeroportuali: “Vediamo che alcuni regolatori continuano a ignorare sia le dinamiche della concorrenza aeroportuale sia le nostre realtà economiche. È un’illusione finanziaria che gli aeroporti possano continuare a sostenere queste perdite, investendo comunque per il futuro. Le autorità di regolamentazione confondono ancora troppo spesso gli interessi delle compagnie aeree con quelli dei consumatori, a scapito degli aeroporti.  Credete davvero che se gli aeroporti concedessero l’uso gratuito delle loro strutture, le compagnie aeree abbasserebbero davvero le tariffe applicate ai passeggeri?”, ha concluso.

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