Aci Europe: disagi inevitabili

Poco preavviso per evitare i disagi aerei. Di questo avviso il presidente di Aci Europe Javier Marín, che è anche direttore generale aeroporti di Aena e supervisiona 47 scali in tutta la Spagna. Commentando il tema della carenza di personale e dei gravi disagi subiti dai viaggiatori aerei in diversi mercati europei., ha spiegato di recente che la causa principale “è la combinazione di un’impennata della domanda più forte del previsto e di mercati del lavoro molto rigidi, che non riguardano solo gli aeroporti ma tutti gli attori dell’aviazione, comprese le compagnie aeree, gli operatori di terra, la polizia e i controlli di frontiera”.

Il tema del preavviso

A suo avviso, poi, il settore non avrebbe potuto prepararsi meglio, in quanto “c’è stato poco preavviso in merito alla revoca delle restrizioni ai viaggi da parte dei governi, quindi abbiamo avuto poco tempo per aumentare le nostre strutture e le nostre risorse”. Inoltre, l’aviazione non è più un datore di lavoro attraente come un tempo, assicura: “Se si considera in particolare l’assistenza a terra, dobbiamo trovare un migliore equilibrio tra competitività e sostenibilità sociale dell’occupazione offerta”.

Poca finanza

Marín ha anche accennato al fatto che alcuni degli aeroporti più colpiti hanno ricevuto scarso sostegno finanziario durante la pandemia o hanno subito enormi pressioni da parte delle compagnie aeree e delle autorità di regolamentazione per abbassare le tariffe e ridurre i costi prima della pandemia. “Alla fine – ha detto – la realtà è che la debolezza finanziaria è anche un fattore determinante per la resilienza operativa”. I regimi di viaggio sono notevolmente migliorati, ma non sono ancora del tutto allineati e, a suo dire, il principale rischio negativo per gli aeroporti rimane la pandemia e la comparsa di nuove varianti. Ad oggi, secondo il presidente, manca ancora un manuale “di gioco” concordato a livello europeo.

 

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