EDITORIA - EVENTI - SERVIZI DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE
Luxury e resort trainano gli investimenti alberghieri in Italia

Un periodo di grande fermento per il mercato immobiliare alberghiero in Italia: se il 2021 aveva fatto registrare un fatturato di 2,5 miliardi di euro, per quest’anno il trend si prevede in ulteriore crescita con un aumento a 3,1 miliardi. A fotografare lo stato di salute del settore è il Rapporto 2022 presentato nel corso della quarta edizione dell’Hospitality Forum 2022, organizzato da Castello Sgr e Scenari Immobiliari.

Resort più appetibili

Il patrimonio alberghiero nel nostro Paese vale 116 miliardi di euro e il 50% di esso è concentrato al nord, il restante diviso tra centro sud e isole -spiega Giampiero Schiavo, amministratore delegato di Castello Sgr – ed evidenzia una grande vitalità. La ripresa è guidata dal crescente tasso di occupazione e dal prezzo delle camere. Nel 2021 l’attenzione degli investitori si è focalizzata sui resort, sui quali si è concentrato il 40% delle transizioni e sempre affiancato ai brand del settore, con l’obiettivo di riposizionamento su asset più alti. Oggi in Italia ci sono 1,1 milioni di camere (primo posto in Europa e quinto nel mondo) suddivise su 32mila strutture (2% 5*, 19% 4*, 46% 3*, 33% 2* e 1*) e il 15% di queste purtroppo è destinato a sparire per gli strascichi della crisi pandemica. Tenendo conto di questi fattori, si può valutare che il tasso di penetrazione delle grandi catene pesi per il 16% sul mercato”.

In questo scenario le aree che hanno richiamato maggiore attenzione da parte degli investitori sono Sicilia, Sardegna, Puglia e le città di Milano, Cortina e Venezia. Trend positivo anche per la piazza di Roma dove, nei prossimi tre anni, è prevista l’apertura di 6000 nuove camere posizionate sul segmento luxury. Il 2022, pur considerandosi positivo, vede però nuove sfide come “lo scenario inflattivo, l’aumento dei costi delle materie prime che comportano continue modifiche ai business plan delle strutture, a questo si aggiunge la grande carenza di capitale umano” conclude Schiavo.

Più camere e più stelle

In Italia le transazioni rilevate negli ultimi 18 mesi confermano l’interesse degli investitori, anche stranieri, in territori d’eccellenza e spesso iconici. Le operazioni hanno riguardato circa 76 strutture ricettive a tre, quattro e cinque stelle, per un totale complessivo di oltre 11.400 camere. A dare ulteriore spinta al settore turistico i 2,4 miliardi previsti dal Pnrr che “però diventeranno 7 miliardi grazie alla leva finanziaria -ha commentato il ministro Massimo Garavaglia -. L’obiettivo è quello di incrementare il numero medio delle camere (in Italia si attesta sulle 33 unità, contro alle 47 della Spagna) e quello delle stelle, solo in questo modo possiamo aumentare il reddito e la tenuta di tutto il sistema. A conferma del grande interesse negli investimenti alberghieri, recentemente è stato promosso un bando da 600 milioni di euro per la riqualificazione e sono arrivate richieste per 3 miliardi. L’Italia quindi deve saper rispondere con strutture ricettive all’altezza della domanda, dal momento che nell’ultimo periodo sono arrivati 800mila turisti stranieri in più rispetto al 2019”.

La complementarietà della mobilità

Non solo le strutture, ma anche le infrastrutture giocheranno un ruolo fondamentale nello scenario di ripresa e di valore complessivo degli investimenti del Paese. “Per questo motivo il Pnrr deve essere concepito in maniera orizzontale e di più ampio respiro e non verticalmente su ogni singolo ambito -aggiunge Renzo Iorio, Gruppo Ferrovie dello Stato italiane -. Nel 2021 il settore della mobilità ha registrato 12,5 miliardi di euro di investimenti con l’obiettivo di realizzare progetti che poi scarichino a terra i benefici di queste operazioni. Sarà cruciale concentrarsi sia su hub fisici che digitali per far sì che appaiano ai turisti come un unicum costruito sulla base delle loro esigenze secondo i principi di modernità e sostenibilità”.

Sveva Faldella

Tags: , , , , , , ,

Potrebbe interessarti