Mare Italia richiesto in adv, ma i pesi sul fatturato sono più bassi

Il Mare Italia si conferma tra le mete più richieste in agenzia per questa estate. Il fronte dei network è compatto in merito. Quanto invece alla classifica delle destinazioni più richieste, varia a seconda del caso. “Nelle ultime due settimane (alla data in cui si scrive, ndr) lo share di vendita Mare Italia nelle nostre adv si attesta su un 25%, 1 cliente su 4 chiede il prodotto Italia – afferma Raffaele Caiazzo, direzione commerciale Bluvacanze -. All’interno di questo 25% le isole maggiori, la Sardegna seguita dalla Sicilia, sono le top destination”. Se si parla delle grandi isole i nomi, in casa Uvet, sono esattamente invertiti. “Primeggia la Sicilia poiché è più economica della Sardegna – attesta Massimo Segato, responsabile della divisione Distribuzione di Uvet –. In area continentale per la stessa ragione registriamo, in proporzione, più richieste per la Calabria e un po’ meno per la Puglia”. Nelle adv Welcome Travel Group, invece “la Puglia vince su tutto, seguita da Sardegna e Sicilia”, osserva Dante Colitta, direttore commerciale & marketing Welcome Travel Group. Le vendite sull’estate registrano sulla rete una “costante crescita, anche se più lenta rispetto al 2020 e al 2021 a causa del ritorno sul mercato di destinazioni medio raggio alternative, come Spagna, Grecia, Egitto e Tunisia”, però in uno scenario comunque positivo, “il Mare Italia resta tra le mete più richieste dell’estate”. Concorda Sergio Testi, direttore generale Gattinoni MdV, sul fatto che il prodotto Italia continui “ad essere d’interesse per gli italiani, ma, con la ripartenza del Mediterraneo e di quasi tutto il mondo in termini di lungo raggio, i pesi sul totale fatturato delle adv sono decisamente diversi e più bassi rispetto allo scorso anno”. A compensazione, però, fa presente Testi, c’è “una forte ripresa dei mercati esteri sul prodotto Italia e questo dovrebbe permettere un allungamento delle stagionalità”.

Isole penalizzate sì, penalizzate no

Le isole italiane quest’anno potrebbero essere più penalizzate per il tema rincari rispetto alle località di mare della penisola. I commenti delle reti non vanno tutti nella stessa direzione. In casa Bluvacanze si riconosce che “i rincari sono purtroppo una realtà”, ma “analizzando le numeriche di clienti movimentati sulle isole e la loro media spesa pro capite possiamo affermare che il nostro cliente tipo non ha subito queste dinamiche. Esistono isole più care – osserva Caiazzo -, il cui prezzo medio è determinato soprattutto dallo standard di servizi offerti, dalla capacità ricettiva dell’isola e dall’esclusività della destinazione. Mi riferisco alle isole italiane minori come Procida, Capri, Favignana, Panarea, Pantelleria, mete per un pubblico con un’elevata capacità di spesa”. Ad incidere sul prezzo della vacanza ci sono “i costi di trasporto sia a livello traghetti sia di volato – aggiunge Segato -. Quanto ai voli esiste anche un tema di cancellazioni e cambi operativi che non favoriscono la domanda”. In merito poi a quale sia l’isola più cara dipende dai fattori. Cioè il “caro carburante penalizza le isole e per questo Sardegna e Sicilia sul prezzo del pacchetto finito risultano le più care”, dice Colitta, ma se, invece si confrontano “i prezzi dei servizi alberghieri e di ristorazione, le isole più care restano quelle campane”. Al momento, sembra anche che le politiche di “contenimento prezzi delle catene alberghiere e dei singoli hotel” facciano sentire “questo effetto marginalmente”, osserva Testi. Pertanto a detta del manager “si confermano le isole al primo posto nella scelta delle vacanze in Italia, ma anche Puglia e Calabria stanno riscuotendo buoni risultati”.

Egitto e Tunisia tolgono traffico

Egitto e Mar Rosso, ma anche la Tunisia sono le mete che questa estate si confermano più competitive del Mare Italia. Il motivo non è solo una questione di pricing, ma va rintracciato in un bisogno di vacanza estera dopo due anni di Italia. “Tradizionalmente la destinazione competitor Mare Italia riferito anche ad un tema di stagionalità più estesa è l’Egitto, con Marsa e Sharm – fa presente Caiazzo -. A seguire notiamo un buon trend di prenotazioni su Baleari e isole ioniche greche. Queste ultime, data la vicinanza con le coste italiane, rappresentano una valida alternativa al prodotto nostrano”. C’è da considerare che, “già di per sé l’apertura agli spostamenti internazionali crea alternative che negli ultimi due anni non esistevano”, sottolinea Segato. Tra queste il manager, oltre all’Egitto, cita anche la Tunisia, in quanto “offrono le soluzioni più abbordabili”. Concorda Colitta, confermando che queste due destinazioni “stanno tornando a essere le mete che tolgono traffico al mare Italia per motivi che vanno dai costi di gestione all’ampia offerta di voli e servizi. Spagna e Grecia, invece, stanno ripartendo anche se frenate dalla situazione europea contingente”.

Non sempre è una questione di prezzo

Se da un lato nel rapporto qualità-prezzo “la destinazione vincente è l’Egitto – osserva Testi -, non sempre la scelta è legata al prezzo, ma anche all’esigenza di cambiamento. Infatti, dopo 2/3 anni consecutivi di weekend e vacanza di mare e montagna in Italia i consumatori sentono l’esigenza di tornare all’estero a fare vacanze a Ibiza, a Minorca o nelle isole greche”. Concorrenza a parte, quali problemi potrebbero insorgere questa estate per il Mare Italia? Un argomento di cui si sente parlare molto è “la mancanza di personale e questa potrebbe essere la criticità maggiore – osserva Colitta -, a cui si aggiunge l’aumento generalizzato di tutti i costi di gestione che speriamo non vada a penalizzare la qualità dei servizi”. Anche Caiazzo si sofferma sul tema strutture ricettive, augurandosi che “possano presentare organici di staff adeguati in termini numerici. C’è una difficoltà diffusa nel reperire risorse stagionali”, dice. Segato porta l’attenzione sui problemi che potrebbero essere “principalmente legati al fatto che le attese di vendita, incoraggiate dai trend dei due anni di pandemia, non saranno nemmeno avvicinate, essendo cambiati i riferimenti tariffari”. Anche Testi si sofferma su altro tema, che sta animando queste settimane e complicando non poco il lavoro in agenzia. A suo dire il “problema più forte potrebbe essere il trasporto aereo; a fronte di una domanda che in queste ultime settimane è superiore anche ai numeri del 2019. Da un lato ci troviamo a dover gestire continue riprotezioni per scioperi e cancellazioni di voli da parte delle low cost, dall’altro la mancanza di personale di terra e di bordo e di aeromobili, potrebbe portare il settore aviation a non avere sufficiente capacità per soddisfare tutto il mercato”.

Stefania Vicini

 

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