Il consumatore del futuro, tra digitale e Metaverso

Il consumatore del futuro sarà al 100% digitale, presente nel Metaverso, supportato dalla tecnologia blockchain e sempre connesso, secondo le previsioni di un gruppo di esperti che hanno partecipato al primo Comitato Europeo del Lusso e della Digitalizzazione, tenutosi di recente a Madrid. Tra due generazioni questo profilo di utente prevarrà e influenzerà l’attività di shopping e altre tendenze nella maggior parte dei settori economici.

Per il direttore partnership di Tik Tok Ana Gómez, “sono le persone stesse che stanno già creando le tendenze” e “assisteremo a una trasformazione dei modi di fare acquisti grazie alle nuove tecnologie”.

In ambito aziendale, il fondatore di Open4blockchain, Borja García, sostiene che tutte le nuove tecnologie “raggiungeranno le aziende”, motivo per cui ritiene indispensabile che i brand “si formino e trovino il loro posto” all’interno delle nuove tendenze.

Il direttore finanza e auto di Meta per la Spagna, Fernando Gracia, ritiene che le tecnologie blockchain “diano identità e consentano il salto verso il Metaverso“. Questa circostanza, ha sottolineato il manager, “genera una nuova era di creatività per i marchi”.

Il responsabile del marketing digitale e delle reti di El Corte Inglés, Mauro Fuentes, definisce la prossima generazione di Internet come quella che “percorrerà la strada della generazione di comunità” e che sarà caratterizzata “dalla capacità di unirsi per interessi comuni“. “Quello che ci aspetta nei prossimi anni sarà brutale e non si potrà tornare indietro”, ha aggiunto Fuentes, riferendosi alla tecnologia blockchain e al Metaverso.

Cybersicurezza e privacy nel Metaverso

Il Metaverso è, tuttavia, ancora sconosciuto alla stragrande maggioranza, sebbene sia un concetto di grande attualità promosso da diverse multinazionali. Lo si potrebbe definire come una serie di mondi virtuali, a cui si accede attraverso un browser web o interfacce di realtà virtuale, come gli occhiali Vr. In realtà, il Metaverso non è un concetto nuovo se ci riferiamo a uno spazio di realtà virtuale nell’ambiente web, in quanto esistono già esempi come Second Life, World of Warcraft, ecc. La novità in questo senso, spiega Xavier Ferretjans, specialista nelle nuove tecnologie della società di cybersecurity BinauraMonlex, è l’unificazione di questi “universi virtuali” in un unico concetto, chiamato Metaverso. Forse l’antecedente che può esemplificare questo fenomeno di unificazione si trova nella nascita stessa di quello che oggi chiamiamo Internet, quando esistevano reti totalmente indipendenti come Daría o Aol e non si parlava ancora di un modello globale unificato come Internet.

Evidentemente, la “giovinezza” del Metaverso fa sì che i suoi obiettivi non siano chiaramente definiti, così come l’uso dei dati, un problema che comincia a preoccupare i governi, le organizzazioni dedicate alla sicurezza delle informazioni e anche gli utenti stessi. In linea di principio, commenta il manager, il Metaverso permette di sviluppare un’attività virtuale con le stesse possibilità del mondo reale, ampliandole addirittura a limiti mai visti prima. Le attività possono spaziare dal commercio online, al lavoro a distanza, ai videogiochi, alle infrastrutture o alla moneta digitale e proprio per questo comportano una serie di rischi completamente nuovi per la sicurezza e la privacy. Il problema aumenta se incorporiamo elementi del Metaverso come scalabilità, interoperabilità, gestione delle emozioni e identità virtuale. Ad eccezione della scalabilità, che riguarda più che altro la gestione delle risorse e la capacità di crescita efficiente delle piattaforme, tutti gli altri elementi rappresentano già delle sfide dal punto di vista della privacy e della protezione dei dati. Il Parlamento europeo, rammenta Ferretjans, ha recentemente pubblicato uno studio sui rischi e le opportunità del Metaverso.

Protezione dell’identità virtuale

Dobbiamo tenere presente che l’identità nel Metaverso è, come nel mondo fisico, unica e non trasferibile. E’ necessario quindi traslare la protezione di questa identità che abbiamo in base alle leggi attuali all’ambiente virtuale e con le stesse garanzie. L’accesso ai servizi del Metaverso può avvenire in più modi (computer, occhiali Vr, cellulare, ecc.), ma sempre con la stessa identità digitale, che non cambia a seconda del dispositivo da cui si accede.

Interoperabilità tra aziende

Il concetto di Metaverso si è diffuso grazie all’ex Facebook, ora Meta, che ha annunciato un impegno definitivo su questo nuovo piano di realtà. A ben guardare, è solo la prima a sferrare dichiaratamente l’attacco, ma Google, Apple e Roblox sono già attivi o hanno in programma di espandersi nel Metaverso. Le aziende dovranno interagire tra loro per dare un senso alla piattaforma e, di conseguenza, il marketing dei dati sarà un fatto indiscutibile. Pertanto, uno dei maggiori rischi che corriamo è l’utilizzo dei nostri dati senza il consenso o la chiarezza sugli scopi per cui vengono utilizzati.

Metaverso e gestione delle emozioni

L’uso di hardware per aumentare le sensazioni mentre ci troviamo in un ambiente di questo tipo produce una quantità inimmaginabile di dati sul nostro comportamento, sui nostri stati d’animo, sulle nostre esigenze, ecc e il loro utilizzo è probabilmente uno degli obiettivi primari.

Pubblicità diretta

Le informazioni degli utenti vengono utilizzate per consentire una profilazione molto più accurata e precisa per le campagne marketing e pubblicitarie. Se aggiungiamo parametri come le emozioni, la possibilità di profilazione e l’impatto pubblicitario saranno ancora più elevati.

Anche per quanto riguarda la cybersecurity e la possibilità di attacco, si è aperto un nuovo orizzonte che sarà oggetto di analisi nel brevissimo termine. Se aggiungiamo le minacce alla privacy dei dati, le cui sfide dovranno essere regolate da nuove norme o da riforme di quelle esistenti, ci troviamo di fronte a un nuovo scenario. Si pensi al furto di identità digitale, alle truffe con le valute digitali o alla crescente rilevanza degli Smart Contracts, che richiedono una maggiore attenzione nell’accettazione dei termini e delle condizioni delle piattaforme. O ancora, al controllo della vulnerabilità dei diversi dispositivi di accesso al Metaverso: quando si utilizzano occhiali per la realtà virtuale o apparecchiature dedicate, l’accesso con le nostre credenziali può essere compromesso dallo sfruttamento delle vulnerabilità di questi dispositivi.

Il Metaverso è forse una delle più grandi rivoluzioni che ci aspettiamo di vedere nel prossimo futuro, con gli analisti economici che prevedono un fatturato esponenziale nei prossimi tre anni. Ma ciò comporta anche nuovi rischi nell’uso di questa tecnologia. Dobbiamo attendere una legislazione che regoli con maggiore specificità la privacy e la cybersecurity in questo ambiente, altrimenti, avverte il manager, ci troveremo in uno scenario molto complicato da gestire dal punto di vista della sicurezza dei nostri dati.

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