Costa, l’estate delle certezze e l’inverno delle sfide

Una curva della domanda per l’estate in corso che sta dando ragione agli ottimisti, ma con finestre di booking talmente strette da non dare alcuna certezza sulla seconda parte del 2022. Che resta, ad oggi, il lato oscuro di una luna che promette però di tornare a splendere nel 2023, quando Clia ha fissato per l’Italia il pieno ritorno ai livelli 2019. E’ questo lo stato dell’arte del mondo delle crociere secondo Carlo Schiavon, country manager di quella Costa Crociere che ha rilevato scenari positivi “fin dalla primavera, con maggio e giugno che hanno fatto registrare delta positivi a double digit anche rispetto al 2019. E il trend sta continuando: c’è tanta voglia di viaggiare, e i ritmi sono sostenuti”.

Il prezzo premia il cruise

Quanto possono aver inciso su questa curva di domanda i minori rincari subiti dal cruise? Schiavon osserva che “sì, certamente uno dei punti di forza del nostro prodotto – l’imbattibile rapporto qualità-prezzo – ci avvantaggia e ci rende più attraenti in uno scenario in cui i prezzi tendono a salire e c’è più attenzione alle spese”. E se i tassi di riempimento delle navi “non sono ancora ai livelli del 2019, e magari non avremo le navi piene su tutte le partenze”, anche su questo aspetto il trend “va in direzione di un ritorno alla normalità”.

Quanto conta il passaparola

Sull’andamento delle vendite, secondo Schiavon, pesa anche “la soddisfazione del cliente, che da diversi mesi a questa parte ci restituisce livelli elevatissimi, a conferma degli investimenti fatti per rendere quanto più qualitativa possibile l’esperienza di crociera, a bordo e a terra”. Un elemento che non si limita a dare un buon feedback in termini di customer survey, ma che “genera anche un passaparola molto potente, in grado di attirare clienti che fino a qualche tempo fa non guardavano alla crociera con particolare interesse”.

L’incognita inverno

Diverso invece l’outlook per l’inverno 2022, sul quale Schiavon si dice consapevole che “gli scenari sono mobili: non siamo super-sereni e sappiamo che diversi fattori potrebbero impattare sull’andamento della stagione. Ma restiamo ottimisti, anche se le finestre di booking che si accorciano ci mettono meno in condizione di fare analisi previsionali”.

Ma quello del navigare a vista è ormai “un elemento col quale abbiamo dovuto imparare a fare i conti. Veniamo da una storicità di curve molto anticipate, ma la pandemia ci ha insegnato ad aggiustare il tiro in corsa. Non abbiamo tutti gli elementi, ma i primi segnali del booking sulla winter 2022-2023 ci danno conforto. Ma è ancora presto”.

Adv: nuove iniziative in pipeline

E anche sull’inverno, come su tutto, Costa punta molto sulle adv, che “sono sempre state e saranno sempre il nostro canale più importante. Guardiamo ad esse con attenzione, risorse, investimenti”. E in più, anticipa Schiavon, “abbiamo in cantiere alcuni progetti per mettere in condizione i nostri partner di giocare sempre meglio questa partita, anche sul fronte digitale e del business. L’appuntamento è per la prima parte dell’autunno, entro la fine di ottobre”.

Il recupero: Clia vede rosa

Sui dati di Clia di pochi giorni fa, che pronosticano per il 2023 europeo 48,6 milioni di passeggeri, con l’Italia leader a 12,7 milioni, a livelli 2019, Schiavon conferma che “il nostro Paese resta trainante nel percorso di ripresa, e anche per noi il 2023 dovrebbe essere quello del pieno recupero”. Ma a quale quota di questa torta punta Costa? La stessa del 2019? “Sì, diciamo di sì”, risponde il manager.

Il piano industriale oggi: navi nuove no, navi rinnovate sì

E poi c’è il piano industriale. Risposte Turismo, solo pochi mesi fa, fissava a 78 le nuove unità che saranno consegnate tra il 2022 e il 2027, per 180.000 posti letto addizionali. E fa effetto pensare che una realtà del calibro di Costa, almeno ad oggi, non ne abbia nessuna in cantiere, e che conterà – al termine delle operazioni in corso con la casa madre Carnival – su una flotta da 10 navi. Schiavon conferma che “il nostro piano industriale non ha al momento conferme di nuove costruzioni. C’è invece in atto uno stravolgimento sugli aspetti relativi agli impatti ambientali e ai traguardi futuri in tal senso. Stiamo capendo quali soluzioni potrebbero essere percorribili, tra quelle allo studio, per decidere in quale direzione andare sugli sviluppi della flotta. Ma al momento non ci sono conferme”.

Costa sempre più euro-mediterranea

Quanto al sempre più evidente focus di Costa sulla macroarea Europa-Mediterraneo, anche in termini di deployment delle novità più recenti, il country manager conferma che “la nostra casa è il Mediterraneo, sul quale concentriamo l’offerta insieme al Nord Europa. Rispetto ad altri marchi, che hanno un approccio globale, facciamo parte di un gruppo con nove brand, ognuno con delle proprie caratteristiche e un proprio posizionamento sul mappamondo delle vacanze: questo rende naturale il concentrarsi su aree specifiche”.

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