I 40 anni del Diamante: “Nulla è cambiato”

Dagli inizi ad Ivrea all’approdo a Torino all’interno del Quality Group. Abbiamo chiesto a Massimo D’Eredità, general manager de Il Diamante, di fare il punto sui primi 40 anni di attività.

Gv: 40 anni di turismo, di destinazioni africane, e non solo: cosa è cambiato di più in questo ampio scorcio di tempo?

“Riassumere 40 anni di storia in poche righe è molto complesso. In modo un pò provocatorio potrei affermare che nulla è cambiato. Nel senso che è cambiato tutto nella forma, nella comunicazione ma il nocciolo duro del nostro lavoro in fin dei conti è rimasto lo stesso. Pensare, scoprire, creare, studiare, organizzare viaggi che possano soddisfare la curiosità, le esigenze del cliente intuendone i sogni e cercare di farlo al meglio, con passione, gusto, equilibrio, esperienza ecco tutto questo è rimasto immutato”.

Gv: A fine anni ’90 l’intuizione del consorzio che riuniva i tour operator artigianali in un’epoca in cui si contrapponevano le grandi holding del turismo. La scelta vi ha dato ragione?

“E’ l’unico progetto nato 20 anni fa e ancora in auge. Nessuno ha ricalcato questa storia. Sicuramente l’intuizione di 20 anni fa è stata rinnovata, rivista in continuazione anno per anno rimodulando l’esperienza iniziale a quelli che sono stati i cambiamenti sia di mercato che di singole aziende. Non è facile a livello imprenditoriale dover condividere visioni e strategie, ma la forza del consorzio è stata sempre quella di valorizzare le singole esperienze in un unico gruppo condividendone i valori innanzitutto. Un cocktail difficile da replicare ma vincente nella sostanza, visti i risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Gv: Dopo i due anni di pandemia ritiene che, dal punto di vista del Diamante, si debba affrontare un nuovo cambiamento nel modello di business?

“Sicuramente l’informazione corre più velocemente rispetto a anni fa. La presenza sul mondo virtuale, gli strumenti tecnologici (Aladyn) sui quali abbiamo investito tantissimo sia in termini monetari che di energie lavorative sono indispensabili per essere presenti e visibili sul mercato. Ma il nostro modello rimane quello di cui sopra: valorizzare il prodotto, innovando e aggiornandolo continuamente. A mio avviso il desiderio di viaggiare bene facendo vivere esperienze belle rimane l’ultimo desiderio  – o il primo dipende da dove si vuole vedere la medaglia – del viaggiatore”.

Gv: Venendo alle destinazioni: in una fase in cui si parla tanto di sostenibilità, eco-compatibilità, come vede la proposta dei safari, dei viaggi in Africa?

“Il turismo in Africa non può che essere eco sostenibile. La ricchezza del turismo in Africa è la natura stessa unica al mondo. Pensiamo alle prime jeep completamente elettriche che usiamo nei safari in Tanzania, in alcuni lodge di nostra esclusiva. Vuol dire zero inquinamento acustico per valorizzare  le emozioni di un safari nel Serengeti.  Vuol dire condurre azioni di carattere commerciale in sintonia con le comunità locali, apportando ricchezza allo stesso territorio. Vuol dire promuovere progetti di anti-bracconaggio per salvaguardare specie a rischio. Vuol dire supportare concretamente scuole per migliorare il livello culturale delle prossime generazioni africane. Non si può parlare di turismo se non in questi termini”.

Gv: Quale l’attuale andamento delle prenotazioni? E’ vero che purtroppo l’Africa non è ancora ripartita come avrebbe dovuto?

“Abbiamo creduto (sperato…) di partire quando ancora la domanda verso l’Africa era inconsistente. E parlo di febbraio/marzo 2022. Abbiamo avuto la lungimiranza però di essere pronti da fine 2021 a una richiesta che ha latitato per i primi 3/4 mesi dell’anno ma che metà/fine marzo è esplosa. Abbiamo venduto in 3 mesi un numero superiore di passeggeri per safari in Tanzania, Sudafrica e Namibia rispetto lo stesso periodo del 2019. Però onestamente penso  che chiuderemo la stagione 2022 con un 60% delle conferme rispetto al 2019. Senza fare più riscontri su quello che era il nostro business ante pandemia mi auguro di proseguire questa lenta ma inesorabile ricostruzione del business, sia come volume che soprattutto come qualità dei servizi”.

Gv: Quali i programmi, le iniziative e le novità per festeggiare al meglio i 40 anni?

“Abbiamo pensato a una piccola ma sentita celebrazione per i 40 anni, che è servita a festeggiare il nostro mondo più che un compleanno pur importante. Essere qui e discutere, lavorare, pensare il futuro è la migliore iniziativa che possiamo offrire a noi stessi e ai nostri partner”.

Laura Dominici

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