Turismo: la cybersecurity genererà ricavi per 2,1 mld di dollari nel 2025

I ricavi della cybersecurity nel settore turistico sono destinati a superare i 2 miliardi di dollari nel 2025. Ad affermarlo è GlobalData.

La trasformazione digitale

Poiché il settore turistico ha subito una trasformazione digitale, la ricchezza di dati personali dei clienti è aumentata molto, ma è aumentato anche il rischio di attacchi informatici. Numeri alla mano, la sicurezza informatica genererà ricavi per 2,1 miliardi di dollari nel 2025 nel settore dei viaggi e del turismo, rispetto agli 1,4 miliardi di dollari del 2021. E’ quanto prevede GlobalData. L’ultimo rapporto della società di dati e analisi, “Cybersecurity in travel and tourism – thematic research“, evidenzia la crescente domanda di prodotti e servizi di sicurezza informatica da parte delle aziende di viaggi e turismo per proteggere i dati personali dei propri clienti.

Quando i criminali informatici si impossessano dei dati dei clienti, ad essere messi a rischio non sono solo i clienti, ma anche la reputazione dell’azienda. Una serie di attacchi nel settore ha portato al controllo delle strategie di sicurezza informatica, con le autorità di regolamentazione che multano le aziende che non riescono a proteggere i dati dei loro clienti.

La consapevolezza del travel

Rachel Foster Jones, thematic analyst di GlobalData, mette in guardia le aziende: “Il rischio sta aumentando – dice – e le aziende turistiche devono iniziare a prendere sul serio la sicurezza informatica. Per un’efficace strategia, devono stare al passo con le nuove tecnologie e stare un passo avanti ai criminali informatici”. Dal canto loro le aziende di viaggi e turismo hanno iniziato a prenderne atto. Molte, per esempio, assumono un chief information security officer (Ciso) per sviluppare e implementare i programmi di sicurezza.

Secondo Rachel Foster Jones, thematic analyst at GlobalData, “l’assunzione di un Ciso è un buon inizio, ma se le aziende di viaggi e turismo vogliono dimostrare di essere impegnate nella sicurezza informatica, devono fare un ulteriore passo avanti. Le aziende dovrebbero far sedere il loro Ciso nel consiglio di amministrazione poiché, attualmente, la maggior parte dei direttori aziendali non dispone di un’esperienza adeguata in materia di sicurezza informatica. Se le aziende vogliono mantenere le credenziali ambientali, sociali e di governance (Esg) in loro possesso, non possono ignorare la sicurezza informatica in quanto è un pilastro vitale della governance aziendale”.

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