GlobalData: l’inflazione non ferma i viaggiatori europei

“Ci si aspetterebbe che il livello di inflazione possa frenare gravemente il turismo. Tuttavia, gli aeroporti sono affollati in tutta Europa e ciò dimostra che la domanda di viaggi all’estero indotta dalla pandemia è presente anche se l’inflazione comprime i livelli di reddito disponibile“. E’ questa la teoria di Ralph Hollister, analista di viaggi e turismo presso GlobalData.

Negli ultimi mesi, il tasso di inflazione del Regno Unito ha registrato aumenti simili a quelli dell’Eurozona. Tuttavia, la richiesta di viaggi oltre confine è ancora presente in tutte le categorie sociali. Un sondaggio di GlobalData ha rilevato che anche nella fascia sociale meno abbiente, un intervistato su cinque (20,8%) ha dichiarato di avere ancora intenzione di viaggiare all’estero quest’estate.

Hollister aggiunge: “Una porzione significativa di europei appartenenti a fasce sociali meno abbienti sarà ancora in grado di viaggiare facendo trading al ribasso in termini di prodotti e servizi. Questo giocherà sicuramente a favore delle aziende che già si rivolgono ai viaggiatori con budget più economici”.

Ad esempio, i clienti che di solito soggiornano in hotel di fascia media potrebbero ora orientarsi verso forme di alloggio meno care per contenere i costi delle loro vacanze estive. Un aspetto che gioca a favore di fornitori di servizi a basso costo come Airbnb. Gli host, che sentono anch’essi il peso dell’inflazione, potrebbero abbassare i prezzi per garantire la massima occupazione durante l’alta stagione e rimanere competitivi. Simili tendenze potrebbero manifestarsi anche nel carpooling: le applicazioni di ride-sharing come BlaBlaCar hanno già registrato una solida crescita in termini di utenti negli ultimi anni.

Hollister conclude: “L’impatto dell’inflazione in Europa allungherà senza dubbio i tempi di ripresa delle aziende turistiche. Tuttavia, il forte desiderio dei viaggiatori di continuare a spostarsi mentre si profila un periodo di recessione sarà facilitato dal trading down, con prodotti e servizi più economici che vengono privilegiati per contrastare il peso dell’inflazione”.

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