L’ottimismo dell’Irlanda

Ci sono molte ragioni per visitare l’Irlanda tutto l’anno, a partire dai festival, che sono la cifra degli irlandesi, San Patrizio, le ostriche, il jazz, halloween, le luci di Natale, i foliage, le fioriture dei giardini. L’Irlanda conferma il suo appeal sul mercato italiano e non solo. Il dato su cui tutti riflettono è che “le circostanze attuali non hanno frenato la voglia di vacanze – osserva Marcella Ercolini, direttrice di Turismo Irlandese in Italia -, gli italiani hanno ripreso a viaggiare e l’estate si preannuncia in ripresa. Secondo le previsioni dell’osservatorio Confturismo per l’estate, il 15% degli italiani ha in programma un viaggio all’estero che, per più di due terzi, sarà in Europa. Questo naturalmente coinvolge anche noi in quanto l’Irlanda resta una delle mete estere preferite dagli italiani, per la sua proposta culturale, musicale e archeologica, la bellezza di una natura autentica e selvaggia, il clima temperato e l’ospitalità irlandese”, commenta la direttrice. E i numeri lo confermano.

Cauto ottimismo

I dati ufficiali (gennaio – maggio) indicano “un recupero degli arrivi del 70% rispetto al 2019, tuttavia bisogna tenere in considerazione che il nostro mercato si muove prevalentemente nei mesi estivi – fa notare Ercolini -, quindi considerando il trend delle prenotazioni da parte del trade, ma di cui non abbiamo ancora i dati ufficiali, possiamo essere cautamente ottimisti. Anche dall’Italia abbiamo riscontri positivi dagli operatori, forte segnale che l’Irlanda attrae tanti viaggiatori italiani”.

Il nostro Paese “storicamente è il sesto mercato per volume e il quinto per fatturato a livello globale, mentre se contiamo solo l’Europa, è il terzo mercato per importanza”. Guardando agli altri mercati, quali sono i primi ad essere ripartiti? “I Paesi dell’Europa continentale hanno recuperato globalmente circa il 77% dei volumi del 2019, molto più di Uk e Usa che registrano una ripresa più lenta”, precisa Ercolini.

I trend da cogliere

La recente edizione di Meet Ireland, l’evento digitale che ha permesso ad operatori e media italiani di incontrare i protagonisti della filiera turistica irlandese, con incontri one-to-one, ha dato importanti suggerimenti sui trend della domanda. “Da questo appuntamento abbiamo avuto conferma del crescente interesse verso proposte sostenibili, attività all’aria aperta, esperienze che favoriscono il contatto con le comunità locali, che siano luoghi, artigianalità o cibo genuino e autentico”, dice Ercolini.

L’Irlanda si allinea al trend generale, vedendo una “spinta importante verso le vacanze che consentono di stare all’aria aperta, praticare attività anche soft, mete poco affollate e climi freschi. Ritengo che dopo due anni importanti e faticosi ed una situazione contingente impegnativa, le persone stiano cercando sempre più di avvicinarsi a valori autentici, momenti di disconnessione e un rapporto più immediato con la natura”. Non è tutto, si rileva anche la tendenza a “viaggiare in momenti diversi dell’anno, magari per periodi più brevi e questo aiuta anche a far fronte ai rincari e ai sovraffollamenti estivi nelle diverse mete europee”.

La ripresa dei viaggi studio

E i viaggi studio? Buone notizie in merito anche per questo segmento. “Sono ripartiti e vediamo un interesse crescente verso l’Irlanda quale meta per imparare ed approfondire l’inglese a tutti i livelli e tutte le età”. Il che è dovuto in parte al fatto che l’Irlanda è “un Paese europeo, accessibile, vicino, ma soprattutto alla proverbiale ospitalità irlandese, la capacità di accogliere visitatori e studenti come se fossero amici o lontani parenti. Aggiunge valore, oltre alla giovane e vibrante Dublino, la presenza di alternative di studio e soggiorno in cittadine più piccole, quali Galway o Cork per citarne un paio, che sono a misura di persona e adatte a studenti di ogni età”.

Stefania Vicini

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