Gattinoni-Robintur: la logica dell’operazione

Non c’è una operazione finanziaria parallela, non c’è l’intenzione di quotarsi in Borsa (al momento), però in futuro non sono escluse interlocuzioni con i fondi. Franco Gattinoni, presidente Gruppo Gattinoni, parla della sua ultima operazione in ambito distributivo, l’acquisizione del 100% di Robintur Travel Group. Si sofferma sul piano di integrazione, di cui svela alcune tappe, ma non certamente il valore dell’operazione. L’ingresso nel mondo della Gdo, la sua gestione per preservare il valore del progetto Viaggiare da soci. Afferma di non sentire la necessità di crescere nei punti vendita, in quanto li reputa “più che abbastanza”, ma pensa che la sfida adesso sia “nella qualità di questi punti vendita”, che preferisce chiamare agenzie di viaggi. Difende il suo credo e le esorta. Svela la formula per rimanere su un mercato che offre ancora opportunità, facendo leva non tanto sulla forza dei numeri, quanto sulla capacità di investire. O meglio, sul coraggio di farlo. E’ ottimista, sul futuro del canale agenziale, e non ha paura di dichiararsi un sognatore.

Gv: L’acquisizione del 100% di Robintur Travel Group è una operazione industriale strategica. C’è un’operazione finanziaria parallela?

“No, non c’è assolutamente alcuna operazione finanziaria parallela”.

Gv: Pensate di quotarvi in Borsa?

“No, al momento non è nei nostri piani”.

Gv: Pensate di aprirvi ai fondi?

“Non abbiamo nessuna interlocuzione in atto al momento, ma in futuro non lo escludiamo”.

Gv: L’acquisizione di Robintur Travel Group comprende la capogruppo Robintur e le società controllate (BTExpert, EgoCentro, Conero Viaggi, Robintur Travel Partner, Via con Noi, Cherry For Fun e Orchidea Viaggi), come si articolerà il piano pluriennale di integrazione di queste realtà all’interno del Gruppo Gattinoni?

“Le società controllate al 100% come Robintur e BTExpert saranno integrate al gruppo; per tutte le società in cui sono presenti soci di minoranza rispetteremo le scelte dei nostri soci. La priorità è non perdere risorse importanti e know how”.

Gv: Prevedete una fusione o lo sviluppo di un nuovo ramo distributivo che porterà avanti il marchio Robintur?

“Come già detto, anche se non con tempi strettissimi, prevediamo una fusione. Questo non vuol dire che perderemo il valore del marchio”.

Gv: Gattinoni fa il suo ingresso nella Gdo, un mercato con regole ben precise. Come sarà portato avanti questo sviluppo legato alle adv Viaggi Coop?

“Uno dei temi sui cui c’è stata la massima attenzione durante l’acquisizione è stato quello di non perdere assolutamente il valore del progetto Viaggiare da soci. Un progetto importante che, anche grazie alla nostra piattaforma tecnologica, non solo verrà salvaguardato ma pensiamo di poterlo potenziare, nell’interesse di tutte le agenzie coinvolte”.

Gv: E’ stato dichiarato un “progetto di crescita e non di ottimizzazioni”. In cosa consisterà?

“Abbiamo fatto una lunga e attenta analisi prima di procedere a questa importante acquisizione dalla quale sono uscite solo opportunità e nessuna sovrapposizione di business. Questo significa che non sarà un progetto per migliorare i margini con tagli, bensì esattamente il contrario e cioè utilizzare tutte le risorse del gruppo per valorizzare ogni area e crescere”.

Gv: Con questa operazione si rafforza il modello dei poli. Pensate di crescere ancora con nuove operazioni nel settore?

“Credo che oramai il mercato sia abbastanza definito; il progetto prevede adesso una crescita interna”.

Gv: Quali sono i vostri obiettivi numerici in termini di crescita tra punti vendita e giro di affari?

“Dipende molto da come si chiuderà questo 2022, anno ponte della ripartenza. Avvicinarsi ad un giro d’affari di 700 milioni di euro e contratti commerciali per un valore di 1,3 miliardi di euro vorrebbe dire che siamo sulla strada giusta per traguardi più ambiziosi. Non sentiamo assolutamente la necessità di crescere nei punti vendita, sono già più che abbastanza. La sfida adesso è nella qualità di questi punti vendita, che vorrei però chiamare agenzie di viaggi. Contrariamente a molti ho sempre creduto nel valore e nel futuro delle agenzie di viaggi e per dimostrarlo ho investito per primo. Se non lo dici solamente, ma hai il coraggio di farlo veramente, dai un segnale al mercato forte e infondi fiducia a tutto il settore. Invito tutti i colleghi agenti di viaggi ad avere la forza di rimboccarsi le maniche e proseguire una strada non facile, ma ancora ricca di opportunità. Per farlo è indispensabile un supporto non solo di prodotto, serve soprattutto un supporto formativo, tecnologico e di marketing, così come seguire con fiducia chi magari ha già fatto queste scelte”.

Gv: A vostro avviso quali sono i punti di debolezza dell’attuale modello di network tradizionale e quali quelli di forza?

“Per poter rimanere nel business del domani servono strumenti, ancora una volta: tecnologia, marketing, prodotto ma soprattutto formazione e voglia di fare le cose giorno per giorno in modo serio. Il mettersi assieme senza un progetto preciso, senza che qualcuno abbia il coraggio di investire e quindi metterci dei soldi non è sufficiente. Non è più il momento del siamo in tanti e siamo forti per ottenere qualche contributo dai fornitori e cercare di vendere il tuo network al miglior offerente. Adesso contano progetti che aiutino le agenzie a vendere di più e meglio, diversificando prodotto e contatto con il cliente”.

Gv: Come vede la distribuzione organizzata da qui a tre anni?

“Benissimo”.

Gv: Perché le adv non spariranno mai?

“Non spariranno mai le agenzie che sapranno velocizzare l’integrazione dei servizi e sapranno dare un servizio al cliente in caso di necessità anche fuori dagli orari del negozio. Il lavoro dell’agente di viaggi è bello, ma anche impegnativo, se non sei curioso, se non ti senti gratificato da quello che fai è meglio cambiare attività. Mi permetto di dire queste cose perché faccio il lavoro di agente di viaggi da 50 anni e sono ancora curioso, non si finisce mai di imparare”.

Gv: Qual è il suo sogno nel cassetto?

“Purtroppo, sono un sognatore e ne ho più di uno, sto cercando di organizzare meglio la mia azienda per trovare il tempo libero necessario a realizzarne qualcuno. Non è questo il momento più favorevole, vista la complessità della ripartenza post Covid, ma rimango ottimista”.

Stefania Vicini

 

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