Privatizzazione Ita Airways: i sindacati spingono sui tempi

L’incontro tecnico di ieri al Governo ha lasciato l’amaro in bocca alle sigle sindacali riunite in modalità videoconferenza per sollecitare il processo di privatizzazione di Ita Airways. Dal carattere interlocutorio, l’incontro – secondo quanto riferisce oggi Il Sole 24 Ore – non avrebbe fornito le risposte che i sindacati si aspettavano di ricevere.

Gli orientamenti

Da Palazzo Chigi la linea che prevale è quella di considerare “ordinaria amministrazione” e quindi alla portata del governo dimissionario, la decisione sull’avvio della trattativa privata in esclusiva con la cordata che alla scadenza dello scorso 5 luglio ha presentato l’offerta preferibile. Si tratta di una decisione attuativa di un Dpcm, e anche se tra chi segue il dossier c’è chi sostiene che la vendita non sia una decisione politicamente neutra, l’orientamento del premier è quello di andare avanti. Si attende quindi la firma di Draghi sulla relazione del Mef che avrebbe ritenuto preferibile la proposta di Msc-Lufthansa rispetto a quella di Certares in accordo commerciale con Air France e Delta.

Le richieste

Il mancato annuncio da parte di Palazzo Chigi preoccupa Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Trasporto Aereo che hanno chiesto spiegazioni al Governo sulla vendita e rassicurazioni sugli impegni assunti dal piano industriale di Ita Airways in termini di sviluppo della flotta e di occupazione. Anche da parte di Assaereo, l’associazione nazionale dei vettori di Confindustria, è stata richiesta una decisione in tempi rapidi al Governo.

Il Cda ordinario di Ita Airways si riunirà giovedì 28 luglio e, in assenza di risposte chiare dal Governo, il cda potrebbe avanzare la richiesta di ottenere la seconda tranche di aumento di capitale da ulteriori 400 milioni – dopo la prima tranche da oltre 700 milioni – al ministero dell’Economia, azionista al 100% dell’aviolinea.

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