L’assetto, le sfide, la stagione: la versione di Burgio

La big picture dietro il giorno per giorno del turismo italiano. L’ha raccontata Gabriele Burgio, presidente e a.d. di Alpitour, in un’intervista concessa a Economy.

La riorganizzazione

Partendo dal Covid che, spiega il manager, “per noi è stato il momento delle pulizie di Pasqua: a furia di acquisizioni e fusioni per incorporazione ci ritrovavamo con una dozzina di brand e sub-brand in pancia. Un punto debole: era un’offerta troppo complicata, impossibile da appoggiare con campagne di comunicazione efficaci. Così li abbiamo raggruppati in tre grandi famiglie: Mainstream, la tradizionale vacanza da una settimana all-inclusive, con Francorosso, Bravo e Alpitour; Specialties e goal oriented, il segmento dedicato al segmento top spender del mercato, recuperando il brand più longevo del turismo italiano, Turisanda 1924, che ha accolto tutta la programmazione Viaggidea. Poi abbiamo creato una cosa completamente nuova, che abbiamo chiamato Seamless & No Frills e fa capo a Edenviaggi, che racchiude e i punti di forza di Margò e Karambola”.

Sarti tecnologici

Sull’approccio sempre più tailor made del turismo organizzato, Burgio ha confermato il trend, osservando che si tratta di “una sfida tecnologica importante, che ha comportato il rinnovo delle piattaforme. Siamo stati i primi a introdurre in Italia i sistemi di dynamic pricing e dynamic packaging perché bisogna avere la massima offerta possibile in tempo reale, e rientra in un investimento strategico, che abbiamo chiamato inNova, a cui abbiamo destinato dal 2019 al 2023 oltre 20 milioni di euro”.

I trend

Poi il numero uno di Alpitour si è soffermato sui trend del momento, con le prenotazioni “sopra ai livelli del 2019” e con l’Italia sugli scudi “al netto degli isterismi di stagione legati alla carenza di personale”, così come il Mediterraneo, con la Grecia per la prima volta in testa rispetto alla Spagna. In effetti la nostra attuale composizione dell’offerta non ha confronti in Italia: nessuno presidia l’intera filiera turistica e ha la stessa gamma di servizi e di strutture come noi. Magari possiamo avere concorrenza nelle singole aree di business, ma mai come gruppo. Ma fuori dal Mediterraneo stiamo vedendo un boom clamoroso: potrebbe arrivare a numeri record sulle destinazioni a lungo raggio, con Maldive e Madagascar come mete preferite”.

Bilanci in pipeline

Quanto alle previsioni di bilancio per l’anno in corso, Burgio vede in pipeline “un forte recupero: dovremmo attestarci sopra agli 1,3 miliardi di euro di ricavi, purtroppo lontano dal nostro record del 2019, quando mancavano due milioni ai 2 miliardi. Abbiamo vissuto 8 anni nei quali siamo passati da 11 milioni di Ebitda a 71, poi sono arrivati due anni di batosta pazzesca. Però intanto quest’anno torniamo finalmente a un risultato operativo positivo, soprattutto siamo soddisfatti perchè abbiamo migliorato la marginalità grazie alle riorganizzazioni e agli investimenti degli ultimi anni”.

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