Pagamenti online e il “Bsp” del futuro

Dall’estate scorsa Abta, l’Associazione britannica dei tour operator e degli agenti di viaggio, ha adottato un nuovo schema per semplificare i pagamenti online del settore. Il sostituto del Single Payment Scheme (Sps) è stato sviluppato dalla società tecnologica Travel Ledger, una società guidata da un italiano trapiantato in Inghilterra. A Roberto Da Re, ceo di Travel Ledger, abbiamo chiesto, in un’intervista esclusiva, di parlare del funzionamento del sistema, di commentare lo stato della travel industry italiana e britannica. Ecco che cosa ci ha raccontato.

Gv: Come funziona e quali le funzionalità dello schema di addebito diretto da voi sviluppato e introdotto l’anno scorso da Abta?

“La piattaforma di fatturazione elettronica e pagamento che abbiamo sviluppato e introdotto nel Regno Unito alla fine del 2021 ha come obbiettivi la semplificazione dello scambio dei dati finanziari tra aziende della distribuzione del prodotto turistico e l’automazione dei relativi pagamenti. Il funzionamento è semplice. I fornitori caricano in blocco fatture o estratti conto per tutti i dettaglianti che usano la piattaforma. I compratori hanno quindi la possibilità di spuntare e autorizzare con un processo unico e standardizzato i pagamenti per tutti i loro fornitori direttamente sulla piattaforma, oppure scaricare tutti i dati ricevuti usando un formato unico che passano in contabilità, dove la riconciliazione avviene automaticamente, restituendo un file con le eccezioni. Il processo è quindi molto simile al processo che le agenzie Iata usano da quasi 40 anni per rendicontare la biglietteria aerea, il famoso Bsp”.

Gv: Quali le differenze principali rispetto al vecchio Bsp?

“Sono principalmente due: il dettagliante ha la possibilità di accettare o meno l’addebito prima che questo avvenga; quindi, solo le transazioni che autorizza vengono pagate (invece di pagare tutto e poi cercare di farsi rimborsare). Il fornitore riceve non solo il pagamento ma anche una rendicontazione dettagliata di tutte le transazioni (accettate o meno) e quindi può riconciliare elettronicamente sulla sua contabilità (cosa che non succede se il pagamento viene semplicemente fatto tramite bonifico bancario dove non c’è la possibilità di trasmettere una distinta delle varie transazioni). Le transazioni autorizzate vengono poi automaticamente saldate tramite un’unica transazione di pagamento gestita dal sistema via addebito in conto corrente o usando uno speciale conto che risiede direttamente sulla piattaforma di Travel Ledger (TL Pay digital account). Il fornitore riceve quindi tutti i fondi in un’unica transazione con allegati i dati di tutti i movimenti. Questo processo, che è completamente personalizzabile sulla base degli accordi commerciali tra le parti, introduce un livello di automazione tale da ridurre tempi e i costi di entrambe le parti, rendendo il processo di pagamento più equo e più prevedibile. Per riportare qualche numerica posso dire che nelle ultime 6 settimane del 2021 si sono collegate a Travel Ledger circa 350 aziende e gruppi che rappresentano oltre 1.700 punti al dettaglio membri di Abta, con oggi 38 fornitori già operativi sulla piattaforma. Nuovi fornitori si collegano ogni settimana e in marzo abbiamo stretto un accordo anche con Advantage Travel Centres, il maggiore consorzio inglese di agenzie di viaggio indipendenti che sta promuovendo il sistema con i propri partner (fornitori e agenzie). Ci stiamo accingendo ad allargare il network anche ad aziende individuali che non sono membri di queste organizzazioni ma hanno rapporti commerciali con i fornitori già collegati”.

Gv: Quali le differenze rispetto al sistema precedente?

“La vecchia piattaforma faceva principalmente il calcolo dei saldi sulla base di dati molto limitati e non offriva automazione al dettagliante ma solo al fornitore. Dato che non si era evoluta per niente negli ultimi vent’anni, anche l’integrazione con il sistema bancario era molto rudimentale e quindi quando i flussi si sono invertiti a causa del Covid, inizialmente era stata bloccata  completamente per poi essere rimessa in essere dopo alcuni mesi ma con un numero ridotto di partecipanti e tempi di pagamento più lunghi per permettere di fare controlli manuali su tutti i pagamenti”.

Gv: Qual è il riscontro in questo primo anno di utilizzo?

“L’uso più massiccio è cominciato a gennaio e da allora i volumi sono in costante crescita e stanno per raggiungere i 100 milioni di sterline al mese. Per noi il riscontro più importante è stato che molte aziende hanno già dichiarato non solo che Travel Ledger è il loro sistema preferenziale per quanto riguarda la fatturazione e pagamento elettronico del b2b ma per alcune è già l’unico sistema accettato”.

Gv: Sono previste implementazioni a breve, su quali fronti?

“Stiamo pilotando il nostro nuovo conto corrente digitale (TL Pay digital account) che andrà in release generale dopo l’estate quando andremo a rilasciare anche support per euro e dollaro. Stiamo anche per rilasciare un formato avanzato per la raccolta dati dai fornitori e questo diventerà poi anche il formato base per l’integrazione diretta con i back office che verrà resa possibile da un’interfaccia Api disponibile in autunno”.

Gv: Avete approcciato il mercato italiano per un utilizzo futuro? Quali le eventuali difficoltà per l’adozione in Italia rispetto allo UK?

“Si, abbiamo parlato con un paio di realtà italiane che vendono sul mercato del Nord Europa, ma stiamo lavorando soprattutto con fornitori globali che vendono anche in Italia e che hanno già espresso interesse specifico nell’utilizzare Travel Ledger con i loro partner b2b sul mercato italiano. L’unica barriera all’utilizzo è la nostra abilità di gestire pagamenti in euro e di aprire conti digitali per entità giuridiche di base nel territorio della Comunità europea, cosa che sarà possibile da settembre. Versioni in italiano, tedesco, francese e spagnolo sono in fase di traduzione”.

Gv: Qual è la situazione a livello finanziario e in termini di liquidità del mercato travel Uk?

“La situazione attuale per la stagione 2022 è molto positiva e invece del solito picco di gennaio/febbraio abbiamo visto una crescita costante con tempi di scarto prenotazione/partenza ridotti rispetto alle tempistiche pre-Covid. Molte aziende che lavorano sul corto/medio raggio hanno addirittura raggiunto risultati superiori alla stagione 2019 nonostante i problemi di capacità del trasporto aereo. Il settore crociere sta andando molto bene grazie al riposizionamento di navi con partenze dirette dal Regno Unito. Alcune aziende stanno soffrendo un po’ da strascichi di debiti fatti durante il periodo Covid, ma sembra che chi ha resistito fino adesso stia approfittando del boom attuale per rimettersi in carreggiata. Il prossimo futuro è sicuramente roseo, poi per quanto riguarda la stagione 2023 si tratterà di vedere come reggerà l’economia dopo l’estate. Per il momento il turista inglese sta spendendo senza preoccupazioni. Speriamo che duri”.

Gv: Come vede il futuro del turismo organizzato in Italia rispetto allo sviluppo dell’ecommerce?

“Sicuramente lo sviluppo dell’ecommerce in Italia come risultato delle restrizioni degli ultimi due anni avrà un effetto traino anche per quanto riguarda il settore del turismo organizzato online, probabilmente più che non sul settore d’agenzia tradizionale. Vedo sicuramente meglio posizionati i tour operator specializzati e gli agenti di nicchia, che riescono a crearsi opportunità al di là della semplice presenza territoriale. Ho visto diverse aziende investire in sistemi online anche per allargare il loro mercato e meglio posizionare la loro offerta su mercati esteri offrendo prodotti incoming. Penso che il turismo organizzato in Italia sia molto più legato alla situazione economica del Paese, dato che le maggiori opportunità per il mercato organizzato di massa tendono ad essere legate ai viaggi all’estero o comunque viaggi di un certo valore”.

Laura Dominici

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