Viaggiare senza muoversi: l’impatto sugli intermediari

E’ una domanda che in molti si fanno: la realtà virtuale del metaverso potrebbe diventare una realtà concorrente per i fornitori di viaggi? Sembrerebbe che non sia ancora il caso. In un’analisi promossa da Roman Townsend, amministratore delegato di Belvera Partners, società di consulenza per le tecnologie di viaggi, il manager ha spiegato di aver voluto fare un esperimento ma assicura che ci sono ancora diverse barriere d’ingresso per il metaverso.

Le riflessioni

“In primo luogo – spiega – è necessario un kit costoso che non si può acquistare ovunque. Poi è necessario creare un tutorial e un account Facebook. Un’app è obbligatoria, così come internet ad alta velocità. In totale ho impiegato diverse ore prima di andare oltre l’interfaccia di base. Le cuffie, piuttosto pesanti, hanno iniziato a farmi male alla testa dopo più di 30 minuti di utilizzo costante e alcune esperienze mi hanno dato un po’ di nausea”.

La cosa più sorprendente è che il metaverso di cui tutti parlano – quello dei mondi tipo SimCity, dove è possibile esplorare e costruire cose – fondamentalmente “non esiste ancora”, dice Townsend. Decentraland sta facendo notizia, ma non esiste ancora una versione in realtà virtuale. Anzi, non esiste nemmeno una versione per cellulari o tablet ma solo per desktop. Inoltre, “per pagare qualsiasi cosa su queste piattaforme è necessario disporre di monete crittografiche e di un portafoglio: un’altra grande barriera all’ingresso che scoraggia la stragrande maggioranza delle persone”, dichiara e “al momento non vedo nulla che vada oltre le applicazioni di gioco”.

Le eccezioni

Che ci sia già qualcosa che riguarda i viaggi è vero: c’è un’applicazione chiamata Wander che permette di vagare attraverso Google Maps Street View. Non è un brutto modo per sperimentare una destinazione e col tempo potrebbe essere migliorata. Anche alcuni hotel si stanno inserendo nel metaverso e possono garantire un’esperienza virtuale. Che significa tutto ciò? “Non bisogna ignorare le potenzialità del metaverso – spiega il manager – ma è improbabile che nel corso della nostra vita questo sia un’alternativa alla vacanza o al viaggio di lavoro. Di certo non c’è alcuna indicazione che la tecnologia possa mai emulare le esperienze del mondo reale, come il gusto e l’olfatto, ad esempio”.

L’impatto sugli intermediari

Ci sono molte applicazioni per il suo utilizzo che potrebbero essere importanti per il settore dei viaggi. Sicuramente nella fase di ispirazione di un’esperienza di prenotazione il metaverso sarà molto influente. Per gli intermediari non diventa solo un altro punto di vendita, ma potrebbe essere davvero potente nella vendita, portando il “lascia che ti mostri alcune foto” a un livello completamente nuovo. Anche i fornitori stessi possono vendere in questo spazio direttamente al pubblico. Anche il servizio clienti potrebbe essere migliorato. Si stanno esplorando anche altri utilizzi fantastici, non ultimo quello di fornire set VR ai passeggeri in aereo per dare l’illusione dello spazio. Senza dubbio, altri usi saranno inventati rapidamente. Per le imprese di viaggio, la questione non è se abbracciare il metaverso, ma piuttosto quando.

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