Per Ita il tavolo negoziale entro la settimana

Nella giornata di oggi il fondo Certares dovrebbe indicare al Mef la data d’avvio della trattativa in esclusiva per rilevare il 50% più un’azione di Ita Airways. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore la prima riunione al tavolo negoziale verrebbe fissata entro questa settimana. Intanto la direzione del Tesoro ha intenzione di trattare per ottenere il risultato migliore, senza vincoli di scadenze temporali da rispettare, pur tenendo conto di quella elettorale del 25 settembre.

Contratto e Statuto

Cosa succederà al tavolo negoziale? Verrà redatto il contratto e lo Statuto, con le penali relative per garantire il rispetto dell’intesa. Successivamente, si lavorerà all’aumento di capitale per 650 milioni da parte del Tesoro (nell’ambito del via libera ottenuto da Bruxelles, la tranche di 400 milioni dovrà arrivare entro l’anno e i successivi 250 milioni entro marzo 2023), e di 600 milioni da parte di Certares. Il fondo Usa poi interverrà con circa 350 milioni per l’acquisto della quota restante di capitale per raggiungere il 50% più una azione. E’ ormai accertato che il closing avverrà sotto il prossimo governo e poi si tratterà soltanto di aspettare il via libera dell’Antitrust europeo.

Il piano industriale

La parte più difficile riguarda la redazione del piano industriale, perché quello presentato nella proposta rappresenta una sintesi e si innesta sul precedente piano Lazzerini. Brevemente, si parla di mantenere gli attuali 66 velivoli, per arrivare il prossimo anno a 98, e poi a una flotta di 120 aerei nel 2025. Gli aerei in più consentiranno di potenziare il network, di espandere il traffico soprattutto con il Nord America, l’apertura di nuove rotte per gli Usa (Washington, in aggiunta a New York, Boston e Miami già previsti dal piano Lazzerini) e il Canada (Toronto e Montreal). Per quanto riguarda il personale, si dovrebbe passare dagli attuali 3.500 a 5.050 lavoratori nel 2023, a 5.500 nel 2024 e 5.550 nel 2025. Il Mef dovrebbe mantenere il 49,99% di quote: una percentuale ben superiore rispetto a quanto detiene lo Stato per Lufthansa o gli Stati francese e olandese per Air France-Klm.

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