Home Sharing scelto da oltre un milione di turisti nell’ultimo anno in Italia

Un’analisi sullo stato dell’home sharing in Italia ha evidenziato la sua resistenza alla pandemia, le ottime prospettive future e il contributo che l’ospitalità in casa apporta in termini di crescita turistica, di rigenerazione di immobili e di aree urbane spesso abbandonati, e di un indotto socialmente utile.

“Il segmento degli affitti brevi si è caratterizzato per una crescita costante dell’offerta per un utilizzo turistico o transitorio. -ha dichiarato Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari immobiliari– A testimonianza di quanto questo comparto sia stato capace di acquistare peso crescente nel mercato del turismo nazionale, nel 2021 si contano 1,37 milioni di nuovi contratti di locazione, in aumento di oltre il 6% sull’anno precedente, di questi circa 250mila sono di breve durata, in aumento del 12%”.

Secondo la ricerca a cura di Airdna a Milano, per la prima volta dalla pandemia, la domanda degli affitti brevi ha superato i livelli del 2019 ad agosto 2022 (+3%). L’offerta della città è però ancora in ritardo rispetto ai livelli pre-pandemia (-30% rispetto ad agosto 2019), pur mostrando una crescita anno su anno (+17% rispetto ad agosto 2021). Questo ha portato a un innalzamento della tariffa media giornaliera, che non ha comunque scoraggiato i turisti, disposti a spendere di più.

Milano segue un trend di crescita osservato in tutta Europa dall’inizio dell’anno: ad agosto 2022, i primi 50 mercati più grandi dello short term rental hanno aumentato i loro livelli di occupazione a una media del +10,5% e l’Italia registra il tasso di occupazione più alto di sempre (80%), poiché l’offerta deve ancora soddisfare l’aumento della domanda. Nel nostro Paese l’85 % delle prenotazioni di affitti brevi è di viaggiatori internazionali, il 51,3% provenienti dall’Europa, mentre il 16,6% dagli Usa.

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