Business intelligence: l’analisi dei dati sulla scrivania del travel manager

Dopo lo stop causato dal Covid, i viaggi di lavoro sono ripartiti in un mondo nuovo, più attento alla sicurezza e caratterizzato dalla crescita delle tariffe, tendenza che rappresenta una sfida per tutte le aziende. Un mondo più digitale, nel quale i tanti dati travel a disposizione delle aziende possono rappresentare un enorme potenziale informativo e di business intelligence. È proprio questo aspetto il cuore del corso “Data analysis and reporting for business travel intelligence” dell’Università di Bologna, che i docenti ritengono cruciale valorizzare.

Il capitale umano

“Sono convinto – dice Andrea Guizzardi, professore di statistica economica – che i processi di innovazione digitale debbano partire dalle competenze e da una visione strategica per trasformare i dati in scelte e prendere quindi delle decisioni. Il punto critico non sono, infatti, le tecnologie, i computer veloci o le App ma piuttosto il capitale umano, gli specialisti, che si occupare di raffinare il “petrolio digitale”, ovvero i dati, per trasformarlo in “carburante” per l’impresa”.

L’approccio statistico

Il 15 e 16 settembre si sono tenute le prime due sessioni sulle basi quantitative dell’analisi dati. Si è approfondito “l’approccio statistico” come metodo per incasellare, interpretare, confrontare e proiettare i numeri per poi tradurli in action plan. Un approccio valido per qualunque contesto nel quale i comportamenti sono tracciati e codificati (acquisti, risorse umane, marketing, finanza…).

Michele Costa, docente di Statistica presso l’Università di Bologna, ha mostrato come usare le sintesi statistiche. Quando e perché preferire un Kpi basato sul calcolo di una mediana a un altro basato su una media aritmetica, come interpretare la variazione di un Kpi alla luce anche del rischio dovuto a fattori non controllabili dall’azienda (in statistica dicono dovuto al caso) fino a mostrare come modellare e prevedere il comportamento dei viaggiatori utilizzando modelli di regressione lineare.

Dati di qualità

Due giornate di studio dove si sono “spremute” grandi basi di dati generati dalle trasferte sottolineando l’importanza di avere dati di qualità, ovvero utili agli scopi, accurati e tempestivi. I travel manager presenti hanno posto quesiti sfidanti, hanno condiviso tra loro elementi circa la validità dei dati che arrivano dalla filiera, sul valore generato da “dati puliti” e su come creare sinergia con i fornitori per ottenere basi dati che siano funzionali, trasparenti e di rapida consultazione.

E quando l’informazione manca? Nessun problema, al corso si è anche affrontato il tema di come costruire e somministrare survey per raccogliere informazioni su propensioni e attitudini dei dipendenti evitando o controllando i principali problemi di queste indagini (primacy effect, non response bias, effetto acquiescenza).

L’importanza della sinergia

Ma anche la filiera può fare molto. Secondo Silvia Verzini, consulente business travel e responsabile comunicazione del corso, “è fondamentale che aziende e Tmc lavorino in modo sinergico per affinare e customizzare la produzione dei dati travel”. Una affermazione condivisa dai partecipanti al corso.

Secondo i travel manager presenti, “il servizio di produzione dei dati offerto dalle agenzie viaggi è in genere standardizzato e non sempre supportato da tecnologie di business intelligence e presuppone che anche lato agenzia ci siano competenze di data analysis. Ma non sempre è così”.

I travel manager del corso danno riscontro positivi: “In queste due giornate di corso abbiamo finalmente compreso un metodo per approcciarci in modo corretto alla lettura e all’utilizzo dei dati travel che riceviamo, in primis, dalle Tmc ma anche dalla filiera. Passare dai dati alla business intelligence e  alla strategia è un percorso complicato e dal corso stiamo raccogliendo contenuti sicuramente utili per approcciare il processo di analisi dei dati travel in ottica di innovazione”.

2023, un corso per le agenzie

Si apre qui un tema di formazione della filiera: se UniBo forma i travel manager, perché non può formare dall’altro lato anche i fornitori del mercato travel? Guizzardi coglie al volo la sfida e propone per il 2023 un corso dedicato alla filiera di fornitura.

E non è tutto studio quel che luccica. Perché lo scambio e confronto tra docenti e travel manager è continuato in momenti di convivialità.

“Anche questa è una componente importante del corso – sottolinea Guizzardi -, molto apprezzata dai partecipanti. Ci si confronta in modo informale su quanto appreso durante la giornata, ci si racconta e si fa gruppo, ponendo le basi di un rapporto di collaborazione tra professionisti del settore che andrà oltre le giornate di lezione”.

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