Italia, il nuovo governo guiderà gli investimenti

Mentre il governo italiano si accinge a comporsi e a rivelare i suoi piani per i prossimi anni, gli analisti di settore riflettono sul futuro del real estate nel nostro Paese. Uno dei commenti più recenti è quello di Dimitris Mittas, vicepresidente Finance Europe, Global Asset Solutions, che analizza la ripresa del settore alberghiero italiano. Gli investitori, comprensibilmente, sperano in una continuazione del processo che ha sostenuto i volumi che trovano casa nel settore immobiliare commerciale.

Gli stanziamenti

“Il governo precedente – ricorda l’esperto – ha stanziato 2,4 miliardi di euro per il settore turistico, con particolare attenzione alla digitalizzazione e alla sostenibilità. I precedenti governi hanno contribuito a far crescere il volume totale degli investimenti nel settore immobiliare commerciale del 14% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 10,4 miliardi di euro, con le note società di private equity come Blackstone e Apollo che hanno mostrato il loro entusiasmo per il Paese”.

Le misure fiscali

Gli investimenti, secondo quanto riporta l’esperto di asset, sono stati favoriti da una serie di misure fiscali, tra cui il credito d’imposta per le locazioni commerciali in determinate circostanze e la rivalutazione “esente da imposte” a fini legali e fiscali dei beni immobili di proprietà di enti che svolgono attività alberghiere. “Nell’ambito degli sforzi per rilanciare il mercato turistico del Paese, sono state abolite alcune imposte sugli immobili per le imprese alberghiere – commenta – anche se ciò si è rivelato solo temporaneo, sulla scia della peggiore pandemia”.

Le evoluzioni

L’attrattiva del Paese è stata sostenuta dalla crescita della divisione tra proprietà e attività alberghiera, che ha contribuito a portare gli investitori immobiliari tradizionali nel settore in altre regioni. Il governo ha anche cercato di ridurre l’impatto dell’overtourism in località come Venezia, promuovendo località secondarie e migliorando le infrastrutture intorno ad esse.

L’Italia continua ad attrarre la fascia di mercato del lusso – riconosce Mittas – e di recente Six Senses ha annunciato il suo debutto nel Paese con un hotel di 96 camere vicino alla Fontana di Trevi. Marriott International ha inoltre annunciato un accordo con Bain Capital e Omnam Group, che prevede il lancio del Lake Como Edition nel 2025. La coppia sarà proprietaria e svilupperà l’hotel attraverso un fondo gestito dalla società di gestione degli investimenti Kyralos Sgr”.

Opportunità di investimento

“C’è un’incredibile opportunità per gli investimenti alberghieri in Italia, non solo nelle grandi destinazioni turistiche come Roma e Milano, ma in luoghi specifici che hanno un forte appeal per gli ospiti che cercano servizi di alta qualità ed esperienze uniche”, dichiara Paolo Bottelli, ceo di Kryalos Sgr. Si prevede che Roma beneficerà di eventi come la Ryder Cup, i Campionati Europei di Acquatica e la candidatura all’Expo 2030, mentre Milano, oggetto di un profondo restyling, sta attirando una crescente attenzione da parte di acquirenti alla ricerca di siti esistenti e di opportunità di sviluppo.

All’inizio di quest’anno Foruminvest Italia ha acquistato un sito vicino all’aeroporto di Milano Malpensa che sarà gestito da Accor con il suo marchio Tribe. L’accordo è arrivato poco prima che il gruppo francese annunciasse che avrebbe gestito un Novotel e un Adagio a Milano Sesto, vicino alla nuova stazione di Sesto San Giovanni e alla Città della Salute e della Ricerca.

Gli accordi con Accor e Marriott illustrano il passaggio del Paese dal settore unbranded ai marchi globali, favorito dalla crescita degli investimenti e dalla possibilità di dividere le operazioni e la proprietà. Secondo Horwarth Htl, nel 2021 il tasso di penetrazione delle catene negli hotel è salito al 5,4%. In termini di camere d’albergo, tale tasso ha registrato una leggera crescita dell’1,6%, raggiungendo oltre il 17,2% sul totale dello stock italiano.

Contributo al Pil

Il Wttc ha riferito che prima della pandemia, quando i viaggi e il turismo erano al loro apice, il contributo totale al Pil italiano era del 10,6%. L’organizzazione prevede che il settore dei viaggi e del turismo crescerà a un tasso medio annuo del 2,5% nei prossimi 10 anni, cinque volte il tasso di crescita dello 0,5% dell’economia italiana nel suo complesso. Entro il 2032 il settore varrà oltre 226 miliardi di euro.

“Un governo entrante che spera di mantenere il potere probabilmente guarderà a questi numeri con l‘obiettivo di preservarli, non di metterli in pericolo”, conclude Mittas.

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