Made in Italy, quanto ci piace! Turismo compreso

Kroll ha presentato una nuova indagine, realizzata in collaborazione con Nielsen, per indagare la percezione dei consumatori italiani nei confronti del brand Made in Italy.

I consumatori nazionali non solo riconoscono il valore dei beni e servizi realizzati in Italia, turismo incluso ma sono anche disposti a pagare di più per acquistarli: circa la metà degli intervistati si dice infatti pronto a spendere fino al 20% in più rispetto ai prezzi medi del mercato.

I consumatori nazionali riconoscono il valore dei beni e servizi realizzati in Italia e sono disposti a pagare di più per acquistarli. In particolare, la propensione all’acquisto del Made in Italy, anche a fronte di una maggiore spesa, è diffusa soprattutto nella fascia fascia di età tra 18 e 24 anni, maggiormente disponibile a spendere oltre il 50% in più per un articolo di origine italiana.

Questo è vero in particolare per alcune categorie merceologiche come i servizi turistici (14,5%).

Pronti al premium price

“L’indagine – dichiara Enrico Rovere, Managing Director Valuation Advisory Services di Kroll in Italia – dimostra come gli italiani riconoscano il valore e il know-how dei prodotti realizzati nel nostro Paese e siano disponibili a spendere di più per beni e servizi di origine italiana. In tutto il mondo, del resto, il brand “Made in Italy” non è soltanto sinonimo di qualità, fiducia e sicurezza, ma è anche un driver d’acquisto significativo nelle preferenze dei consumatori. Come emerge anche dall’esperienza di Kroll, si tratta quindi di un asset intangibile estremamente importante per le aziende, per il quale è strategica una corretta valutazione, utile anche per una maggiore valorizzazione delle nostre imprese. Inoltre, è decisamente significativo che il fascino del Made in Italy sia sentito soprattutto dai giovani che, in determinati settori, sono disposti a pagare anche oltre il 50% in più per un prodotto di origine italiana. Le generazioni più giovani, del resto, sono alla ricerca di prodotti etici e sostenibili, ma anche di nuovi valori come il luogo di origine per i quali, appunto, sono già pronti a pagare un premium price”.