I pacchetti Oriente saranno più cari? Non oltre il 15%

Una situazione particolare quella dell’Oriente, a metà tra le richieste che arrivano dal mercato, che sono in aumento, ma frenate da una problematica legata al fronte voli, a seguito della scomparsa dei collegamenti diretti delle principali compagnie di bandiera (fatta eccezione per Singapore Airlines), che le rende poco competitive dal punto di vista economico, portando a un costo finale del viaggio che supera il budget che il cliente ha a disposizione.

Domandando ad alcuni operatori come si preannuncia la Winter 2023 dal punto di vista dei possibili rincari, viene evidenziata una certa difficoltà a fare previsioni, anche perché come osserva Enrico Ducrot, a.d. Viaggi dell’Elefante, “la questione riguarda anche i costi energetici e i cambi valutari, imprevedibili. Ci aspettiamo il ritorno prima possibile ed in forze nei collegamenti aerei. Come ad esempio di alcuni player tradizionali come Thai Airways con partenza dall’Italia ed aumento di frequenze di altri vettori oggi operativi”.

Le stime sui rincari

Alla domanda di quanto saranno i rincari dei pacchetti Oriente per la winter 2023? Vien fatto presente che siamo di fronte ad una realtà, che è “troppo fluida per fotografarla con certezza in una percentuale”, afferma Marco Peci, direttore commerciale Quality Group. In ogni caso il manager asserisce che “non dovrebbero superare il 15%, anche perché stiamo lavorando con i nostri partner per riuscire a far fronte a questo momento di rincaro dei prezzi”.
Completamente in linea la stima di Andrea Mele, ceo Mappamondo, anche il tal caso il manager parla di “un 15% allo stato attuale delle cose, ma rimango confidente che l’aumento delle tariffe aeree possa in buona parte rientrare e che l’euro possa recuperare almeno parte di quanto ha perso fino a oggi”.
C’è anche da considerare che “i rincari sono variabili e dipendono dalle destinazioni”, osserva Ludovico Scortichini, presidente di Go World, che indica un possibile range, affermando che, “in generale, vanno dal 10% al 35% sul costo di ogni pacchetto con quota a persona, voli e servizi inclusi”.

Dal fronte degli operatori c’è chi osserva che quello attuale è “un problema essenzialmente di trasporto aereo”, dice Ducrot, in quanto “i servizi a terra (alberghi, trasporti su terra, ecc.) al contrario, sono relativamente allineati ai costi del 2019”.
Una situazione che provoca uno stato di disorientamento da parte del cliente in quanto non riesce “a comprendere bene come mai i prezzi si siano alzati in modo così considerevole – aggiunge Scortichini -. Per fortuna gli aumenti riguardano tutto il mondo e nonostante i rincari l’Oriente rimane sempre il continente più economico”.

La mappa delle mete

Sul fronte delle mete più richieste non ci sono grosse sorprese, “Thailandia e Indonesia di gran lunga su tutte – osserva Mele -. Ora anche il Giappone finalmente aperto senza restrizioni e Singapore. Lentamente, ma per l’inverno sta tornando la richiesta per Vietnam, Cambogia e Malesia”.

In linea la mappa disegnata da Peci che aggiunge l’Australia, mentre Scortichini aggiunge “le Maldive, una parte di Indocina, le Filippine con grandi difficoltà da parte nostra a soddisfare la domanda perché la destinazione in generale sta performando molto bene”. Ducrot osserva fa presente che “Singapore ed Indonesia hanno ancora gli effetti positivi di un’estate molto buona”. Per il t.o. “il cuore della stagione invernale è legata a Vietnam, Cambogia, Laos e Thailandia”.

Il ritorno dei viaggi di nozze

Quali sono i segnali che si stanno registrando sul fronte dei viaggi di nozze? Sembra che ci sia un ritorno. Anzi c’è chi parla di “un interesse forte – afferma Scortichini -, ma registriamo le richieste più alte per i Paesi Oceanici, che sono strapieni fino a fine anno”. Concorda sulla ripresa del trend anche Ducrot, complice il fatto che, “dopo la pausa Covid, tante coppie che desideravano un viaggio esotico possono finalmente realizzare il loro sogno – osserva -. Le mete richieste sono Giappone, Cambogia, Thailandia, Indonesia, Filippine. Queste mete anche per raggiungere la Polinesia”.
C’è anche un altro fattore che gioca a favore della ripresa, come attesta Peci, “il ritorno c’è anche perché il budget disponibile per quella tipologia di viaggi lo consente”.
Nel caso di Mappamondo il segmento viaggi di nozze pesa il 40% sul fatturato annuale (l’alta stagione esclusa). Il t.o. si dice certo “di un ritorno, nonostante le problematiche attuali sull’Oriente”.

Stefania Vicini

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