Top brand e investitori: l’Italia fa sempre più gola

Il settore del travel in Italia crescerà ad un tasso medio annuo del 2,5% nei prossimi 10 anni ed avrà un valore di oltre 226 mld di euro entro il 2032. E il segmento del lusso, che si stima si espanderà entro il 2025 a 450 mln di clienti rispetto ai 390 mln del 2019, è quello che continua ad attrarre i maggiori investimenti nel nostro Paese.

Nel mirino la fascia up-level

Già nel 2021 si era compreso che il turismo di lusso sarebbe stato probabilmente il primo a ripartire e che l’Italia sarebbe stato il Paese con maggiore attrattività. E le previsioni ora, si stanno avverando: di qualche settimana fa la notizia relativa a Six Senses che ha annunciato il suo debutto nella Capitale con un hotel di 96 camere vicino alla Fontana di Trevi e di Marriott International che ha siglato un accordo con Bain Capital e Oman Group, per il lancio del Lake Como Edition nel 2025. L’hotel verrà sviluppato attraverso un fondo gestito dalla società Kyralos Sgr e farà parte del brand Edition che tra qualche anno sarà presente anche a Roma e a Milano.  Anche Foruminvest Italia ha acquistato ad inizio 2022 un sito vicino all’aeroporto di Milano Malpensa che verrà gestito da Accor con il marchio Tribe. La notizia dell’accordo è arrivata poco prima che il gruppo francese annunciasse anche la gestione di un Novotel e di un Adagio a Milano Sesto, vicino alla nuova stazione di Sesto San Giovanni e alla Città della Salute e della Ricerca. “C’è un’incredibile opportunità per gli investimenti alberghieri in Italia- ha dichiarato Paolo Bottelli, ceo di Kryalos Sgr, e non soltanto sulle grandi destinazioni turistiche come Roma e Milano, ma anche e soprattutto su località minori che esercitano sugli ospiti un forte appeal e che sono in grado di garantire servizi di alta qualità ed esperienze uniche”.

Brand penetration ancora modesta, ma in crescita

Tutte queste operazioni non sono solo la testimonianza del grande interesse da parte dei big della ricettività mondiale nei confronti dei nostri territori, ma evidenziano anche un allontanamento dall’ unbranded da parte delle strutture italiane, che sembrano procedere invece verso bandiere globali. Secondo Horwarth Htl, nel 2021 il tasso di penetrazione delle catene alberghiere è aumentato infatti al 5,4%. Nel nostro Paese attualmente sono 30mila le strutture alberghiere non brandizzate, a cui se ne aggiungono 188mila extra alberghiere per un totale di 3 mln di camere.

Roma e Milano traino per gli investimenti

Dalla fotografia che ha tracciato CBRE in occasione di un evento tenutosi a Milano a fine settembre, nel primo semestre 2022 i volumi di investimento nel settore alberghiero italiano si sono attestati su 730 mln di euro; gli investitori stanno mostrando particolare interesse verso il mercato romano, puntando al riposizionamento di strutture esistenti e alla conversione di immobili ad uso ufficio nel centro storico della città, soprattutto nel segmento extra-lusso. A Milano invece i flussi si stanno dirigendo verso il segmento upper-upscale con operazioni di rebranding di hotel esistenti o acquisto di alberghi a reddito da parte di investitori core.

Alessandra Tesan

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