Quando l’influencer “gioca” a fare l’agente

Nelle ultime settimane sono stati presentati due progetti che danno risalto al ruolo di travel blogger e influencer, finora tenuti quasi sotto traccia dal mondo del turismo organizzato e ora evocati come coloro che potranno portare traffico in agenzia. Il primo progetto è quello di Stoviaggio, il nuovo brand dedicato ai viaggi di gruppo presentato da Travel Expert e che nasce dall’incontro tra gli agenti di viaggio Travel Expert e un nutrito gruppo di influencer e travel blogger che, “attraverso la loro capacità di creare community sui social, condividono con decine di migliaia di follower non solo la passione per il viaggio, ma anche la voglia di stare insieme e vivere una vera e propria esperienza di vita”, dicono gli ideatori. I viaggi di gruppo Stoviaggio sono il frutto di un lavoro a quattro mani che parte dalle suggestioni dei content creator, trae ispirazione dall’interazione con le community e si trasforma in realtà grazie alla professionalità dei Personal Travel Expert. Una volta confezionata, la proposta di viaggio è veicolata anche al di fuori della community attraverso il sito Stoviaggio.com, piattaforma b2c che consente di prenotare e finalizzare la vendita. A breve, inoltre, sarà disponibile un’applicazione per smartphone, che faciliterà e semplificherà l’accesso a tutti i servizi e i prodotti del brand. Luigi Porro, co-founder Travel Expert, dichiara: “Siamo stati tra i primi a intercettare il mondo degli influencer per costruire viaggi su misura dedicati ai loro follower: oggi portiamo questa collaborazione ad un livello superiore, realizzando anche viaggi di gruppo che ci permettono di valorizzare all’ennesima potenza le professionalità di tutti gli attori coinvolti”.  

Il secondo progetto parte dal presupposto che tour operator e travel blogger insieme possano riportare il viaggiatore in agenzia. È questo il caso di Volonline che ha sposato il prodotto Si Vola Plus. “Entrambi abbiamo una visione del mercato molto ampia e diamo il medesimo e ampio valore alle relazioni umane che si creano durante il viaggio”,  ha spiegato Luigi Deli, ceo e founder di Volonline e Teorema Vacanze. Si Vola Plus è la costola b2b di Si Vola, prettamente b2c, t.o. nato a fine 2019 da un gruppo di travel blogger. “Si Vola si rivolge prettamente a un target tra i 20 e i 35 anni, con una capacità di spesa non troppo ampia ma con una grande voglia di avventura – spiega il cfo Claudio Pelizzeni -. Dopo la pandemia abbiamo registrato una grande crescita che si è accompagnata a una domanda migliorativa del nostro prodotto in termini di servizi e accomodation. Per questo motivo abbiamo dato vita alla declinazione Plus con i nostri best seller come Islanda, Perù, Giordania e Usa in chiave nuova per persone over 40 che richiedono qualche comfort in più”.  

 I commenti del trade 

I commenti degli agenti di viaggi non si sono fatti attendere. Mario Malerba, presidente Team Valore, riconosce che “c’è sempre qualcosa di nuovo da guardare, non possiamo fare la guerra a nessuno. Bisogna capire se poi effettivamente il viaggio finisca per essere venduto in agenzia…”.

Per Alessia Saveri dell’agenzia Ali & Sof di Roma, “un viaggio è un’esperienza e il ruolo delle agenzie di viaggi oggi è cambiato – commenta -. La vera capacità non è più nella vendita del viaggio, ma nel far vivere l’emozione dello stesso attraverso il racconto già in agenzia. Credo che non ci sia necessità di altro, perché gli influencer possono avere un ruolo solo dimostrativo del luogo visitato, ma l’agente di viaggio deve poi trasformare il luogo in un piacevole racconto che sappia emozionare chi ascolta”.

Per Gabriele Baldan, titolare di Cantiere 34, “qualsiasi operazione che abbia come obiettivo quello di portare il cliente in agenzia è sempre positiva anche perché ritengo che l’agenzia di viaggi tradizionale, intesa come punto fisico e dotato di licenza, direttore tecnico e assicurazione Rc continui ad essere il canale privilegiato al quale i fornitori debbano/dovrebbero continuare a rivolgersi. La giusta vendita difficilmente porta dei complaint”. Il dubbio che alla fine l’influencer possa in realtà sottrarre il cliente all’agenzia è lecito: “Il cliente – spiega Malerba – potrebbe fare un primo viaggio con un blogger e poi decidere per le prossime partenze di prenotare direttamente con lui, magari allettato da uno sconto”.

C’è tra l’altro da considerare il fatto che a due intermediari (tour operator e agente di viaggi) si aggiungerebbe un terzo professionista-intermediario da sostenere economicamente e in un settore dai margini così risicati tre “provvigioni” non rischiano di essere un po’ esagerate? La domanda vera è: cosa può fare l’agente di viaggi per evitare che influencer e blogger diventino concorrenti? “Mantenere alta la professionalità e imparare a parlare un’altra lingua – replica Saveri -; l’agenzia deve diventare un salotto dove incontrare il cliente e sapergli raccontare il mondo”.

Baldan riassume le caratteristiche del trade: “L’agente di viaggio è il consulente che partecipa ad una continua formazione attraverso workshop, fiere, viaggi educational, webinar dedicati anche ad argomenti specifici. E’ l’intermediario per eccellenza che offre professionalità ma anche una garanzia completa per il cliente finale. La fase di comunicazione e di marketing è solo il primo step che porta alla vendita. Il cliente post-pandemia è un cliente ancora più esigente, chiede informazioni extra prodotto e un servizio post vendita come ad esempio l’apertura di un sinistro assicurativo”. Potranno avere successo le operazioni targate blogger? “Penso che i progetti che vedono il coinvolgimento dei blogger possano avere dei risultati anche positivi “spot” – spiega ancora Baldan – cioè su alcuni viaggi/partenze, ma non credo ad una continuità”.

Laura Dominici

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