Stati Generali, coro unanime: servono sostegno, riforme, semplificazione

Moltissime le categorie e le associazioni presenti agli Stati Generali del Turismo di Chianciano Terme. Vi proponiamo alcuni interventi.

Aiav

Inclusivo e sostenibile: è il futuro del turismo organizzato secondo Aiav, Associazione italiana agenti di viaggio, parte integrante di Cna Turismo e Commercio, che ha espresso le 4 linee guida che orienteranno il suo futuro fornendo degli esempi concreti di come è possibile tutelare gli agenti di viaggio: miglioramento del rapporto con le istituzioni, rispetto dei ruoli e delle regole da parte di tutti i player della filiera, lotta alla concorrenza sleale e all’abusivismo, focus sulla formazione. “Le nostre aziende – ha dichiarato presidente Fulvio Avataneo – nel turismo come in tanti altri campi, necessitano di leggi e procedure più chiare e più semplici, che facilitino il lavoro a chi produce ricchezza contribuendo all’Erario e colpiscano chi le infrange. Troviamo molto utile questo evento, che offre un’occasione concreta per esprimere le reali problematiche del comparto e trovare delle soluzioni condivise per crescere insieme, nel rispetto di tutti gli attori della filiera”.

Anav

“Il trasporto turistico con autobus – ha dichiarato Nicola Biscotti, presidente di Anav, l’associazione aderente a Confindustria e Federturismo che rappresenta le imprese di noleggio autobus con conducente e di linea gran turismo – è ancora oggi in sofferenza dopo aver subito perdite di fatturato per circa il 75% negli anni della pandemia. È necessario un piano articolato di misure per far ripartire e rilanciare, in un’ottica di medio periodo, il settore che riveste un ruolo indubbiamente strategico nella filiera turistica del Paese, volano di un turismo sostenibile grazie alla sua capacità di assicurare servizi a basso impatto ambientale, sicuri flessibili e capillari. Il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 rappresenta senza dubbio la sede e l’occasione giusta per definire le linee programmatiche di intervento”.

Contenimento del costo del gasolio e delle materie prime, razionalizzazione delle tariffe di accesso ai centri urbani, investimenti per il rinnovo dei parchi autobus aziendali, realizzazione e ammodernamento delle infrastrutture a servizio di operatori e turisti, a partire dalle autostazioni, sono interventi indispensabili e non procrastinabili se davvero si vuole puntare al rilancio del Paese come polo turistico internazionale. Non meno importanti le riforme.

Federturismo

Con il suo Manifesto,  Federturismo chiede al Governo di “adottare strumenti straordinari di tutela per il nostro tessuto economico. L’industria turistica va sostenuta e valorizzata migliorando l’ecosistema in cui operano le imprese attraverso sburocratizzazione, fisco giusto, incentivi e investendo sulla qualità del comparto, delle sue strutture e risorse umane in chiave sostenibile, accessibile e inclusiva”.

“Cruciali – si legge nella nota – sono i dossier in scadenza su cui si deve concentrare il lavoro del Governo e del Parlamento: tra i primi il DL Aiuti Quater, per il quale auspichiamo che i crediti di imposta per gas ed energia elettrica siano portati al 50% per tutte le imprese, che le imprese turistiche siano inserite fra le energivore per 24 mesi e che per lo stesso periodo sia introdotta una moratoria sulle autorizzazioni paesaggistiche per l’installazione di impianti fotovoltaici. Per gli stessi motivi chiediamo che ai bus turistici di noleggio e di linea gran turismo sia riconosciuta, almeno per tutto il periodo di vigenza del Temporary Framework Ucraina, l’applicazione dell’accisa ridotta sul gasolio. Con l’obiettivo di contenere i costi fissi e quindi i prezzi per i clienti finali, sarebbe necessario introdurre per la stagione invernale un periodo di decontribuzione per i lavoratori del turismo e il pagamento una tantum delle bollette delle imprese da parte del Governo, come già realizzato in Germania”.

“In tema di governance – prosegue – per stimolare la crescita e lo sviluppo del settore è fondamentale dotare il ministero del Turismo di risorse aggiuntive prevedendo un coordinamento strutturato con i Ministeri della Cultura e dello Sviluppo Economico, così come sarebbe opportuno approvare entro il 2023 il Piano Strategico 2023/2027. Il Pnrr rappresenta un’opportunità unica per modernizzare l’Italia che deve essere sfruttata al meglio, superando i rallentamenti burocratici. Confidiamo in un rifinanziamento e potenziamento in termini di risorse per le misure rivolte all’industria turistica, così come una ridefinizione dello schema di distribuzione delle risorse sulla digitalizzazione di agenzie e tour operator”.

Tra i temi caldi anche la Legge di Bilancio, una riforma della fiscalità, la riduzione del carico fiscale e contributivo, le imprese turistiche che operano sul demanio, il sistema formativo, l’efficienza dei trasporti, il Giubileo 2025.

Fto Confcommercio

“Il turismo organizzato ha attraversato due anni e mezzo tremendi, ma è ancora qua. Ne sta venendo fuori grazie alla sua resilienza, grazie al coraggio e ai mezzi personali di tanti imprenditori, soprattutto i piccoli, le piccole agenzie di viaggio, che sono la maggioranza. Ora ci aspettiamo che il nuovo governo ci supporti nel rilancio di un settore con il 50% di imprenditrici donne e oltre il 90% di Pmi. Vanno tutelate le aziende che pagano le tasse in Italia”. Lo ha detto Stefano Dall’Ara, vicepresidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.

“Abbiamo tanti tipi di turismo. Quello organizzato è un’industria che pianifica con mesi di anticipo e fa da volano per il resto della filiera, governa i flussi e non può avere regole che cambiano continuamente e all’improvviso senza coinvolgimento da parte delle istituzioni – ha aggiunto -. Siamo stati anche penalizzati negli aiuti statali da un sistema di erogazione che non ha tenuto conto del peso dell’intermediazione turistica. E gli ammortizzatori sociali hanno una capienza non compatibile con la crisi che stiamo attraversando, oltre a tempi e costi di gestione amministrativa insostenibili per le nostre piccole e microimprese. I prossimi rinnovi contrattuali non possono diventare una guerra tra poveri e serve un intervento forte di riduzione del cuneo fiscale che incentivi le imprese ad assumere, sia aumentando il valore in busta paga sia rivedendo in modo innovativo il contratto e incrementando la premialità ai lavoratori sulla base dei risultati aziendali. Bisogna poi mettere fine al far west delle compagnie aeree low cost che non ci consente di pianificare l’offerta turistica. Va rivista pure la relazione con le banche che troppo spesso chiudono i rubinetti del credito al comparto e hanno aggravato le condizioni di finanziamento”.

“Infine, la Pa deve sostenerci – ha concluso Dall’Ara -.È inconcepibile dover attendere una media di cinque mesi per il rinnovo del passaporto. E le istituzioni devono aiutarci a presidiare anche i dossier europei che ci vedono protagonisti, in modo da non subirne gli effetti. Siamo pronti ad aiutare la ministra Santanchè e la sua squadra per la redazione del Piano strategico triennale. Siamo pronti  ad aiutare il turismo per riportarlo al ruolo che merita di comparto guida dell’economia italiana, puntando a una rappresentatività associativa meno frammentata e più incisiva”.

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