Final Furlong, a Fieracavalli per il patto con il territorio

L’edizione numero 124 di Fieracavalli ha consolidato il primato di manifestazione internazionale di riferimento per il settore equestre con un forte rimando all’aspetto del turismo lento e sostenibile. Nelle quattro giornate sono stati raggiunte le 140mila presenze, con arrivi da 57 nazioni.

“Fieracavalli – ha commentato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere – continua una tradizione di successi iniziata 124 anni fa che vede Veronafiere impegnata insieme al ministero dell’Agricoltura, Ice-Agenzia, associazioni allevatoriali e di categoria nel promuovere lo sviluppo di un settore della nostra economia “verde” che impatta per oltre 3 miliardi di euro sul nostro Pil e dà lavoro a più di 50mila addetti”.

Contenuti e spunti di riflessione sono emersio dagli incontri dedicati alla vision di sviluppo turistico dei territori organizzati dalla rete di imprese Final Furlong.

“È difficile comprendere appieno il significato globale della sostenibilità – ha spiegato Federico Massimo Ceschin, Simtur -. Non ci rendiamo conto quanto, anche solo inviando un semplice whatsapp, si contribuisca a determinare un impatto sull’ambiente. Tema fondamentale è oggi lo sviluppo di forme di viaggio compatibili con l’ambiente. Inoltre, è necessario creare un patto tra coloro che si muovono e i territori sui quali va lasciata un’impronta più ecologica. L’Italia è stata storicamente la prima destinazione di turismo al mondo ma ora sta perdendo posizioni: dunque, c’è qualcosa che non va. Non sono più sufficienti le città d’arte e il mare, occorre immaginare che oltre a tutto questo c’è molto di più. Ciò che attraverso il cavallo proponiamo non è diminuire l’attenzione al balneare ma di considerare che accanto c’è tutta l’Italia meno conosciuta, l’Italia con tutti i suoi prodotti e le sue culture. Ripartiamo dalla campagna, dalla lentezza per immaginare un turismo più sostenibile e una qualità della vita migliore per le persone che vi risiedono”.

Rispetto al centro

Daniela Cavallo, esperta di destination marketing, ha focalizzato l’attenzione della platea partendo dal tema del rispetto.
“Il territorio è un sistema vivente che va rispettato, in continua trasformazione, processo che dobbiamo, appunto, cavalcare unendo le competenze alla sostenibilità per rispondere con puntualità a domande ben precise. Il cavallo non è uno strumento ma il ponte e l’occasione per poter recuperare la relazione con il territorio. Permette di creare una narrazione del territorio. Il lavoro che dobbiamo fare è molto umile, ovvero prendere coscienza delle nostre possibilità e creare co-valore insieme, costruire un processo innovativo di sviluppo nel quale gli abitanti sono i primi stakeholder per valorizzare il territorio”.

Offerta esperienziale

“Il cavallo va visto come intermediario della relazione tra l’uomo e l’ambiente – ha spiegato Raffaele Cherchi, Agris Sardegna -. E confido che il nuovo turista si formi il più velocemente possibile, diventando qualcosa di diverso dal consumatore. L’offerta esperienziale che il mondo del cavallo può offrire è molto profonda e mette in relazione la persona con l’intimità delle comunità che va a visitare, l’ambiente che va a esplorare, nel quale l’animale è elemento fondamentale. Il cavallo è, per la nostra isola, uno degli strumenti più importanti di promozione, essendo parte del nostro paesaggio rurale e primattore di quell’apprezzamento più profondo e sentimentale del territorio. Il salto di qualità verso una visione organica del turismo lento oggi va fatto non solo perché giusto ma perché è necessario”.

Intermediazione complessa

“Per noi di Horse Touring, portale internet che vende esperienze di viaggi a cavallo e retista di Final Furlong, una delle difficoltà è reperire sul mercato italiano un’offerta qualitativa – ha aggiunto Roberto Leonardi – e la causa di questo sottosviluppo è complessa, contemplando anche un ginepraio legislativo. Il turismo equestre crea una filiera lunga e va sottolineata una connotazione emozionale che deriva dal fatto per chi sceglie questa tipologia di vacanza ha già un’inclinazione verso forme di turismo che lasciano un indotto armonico sul territorio”.

“In Italia serve un patto valoriale per il territorio – ha aggiunto Ceschin – che, con il cavallo al centro, spazi dall’ente pubblico fino alla guida escursionistica locale”.

Moltiplicatore socioeconomico

“È vero che la politica, oggi, è la barriera contro la quale si infrangono molti progetti – ha concluso il ceo di Final Furlong Maurizio Rosellini – ma se non ci proviamo tutti insieme, professionisti di diverse competenze e pubblico, sarà impossibile sviluppare azioni concrete per il territorio. Il Pnrr offre oggi misure concrete e fondi e come rete di imprese offriamo piena disponibilità nel solco delle opportunità di sviluppo che il cavallo rappresenta in termini di moltiplicatore economico”.

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