Bain & Company, l’incertezza frena gli acquisti

Un clima di forte preoccupazione pervade l’Italia e si traduce in una significativa riduzione della disponibilità di spesa per le festività, in tutte le fasce di reddito, eccezion fatta per più abbienti. Una tendenza che potrebbe toccare anche il travel.

Il 90% degli italiani è molto preoccupato per l’aumento senza precedenti del costo della vita, l’80% è in apprensione per il cambiamento climatico e la guerra tra Russia e Ucraina, con i giovanissimi che hanno dubbi sul nuovo Governo e, non ultimo, il contesto lavorativo.

Queste le evidenze che emergono dalla prima edizione dell’Italy Shopping Outlook di Bain & Company Italia, realizzato in collaborazione con Toluna.

A caccia di sconti

“Il 58% degli intervistati sfrutterà decisamente già il periodo del Black Friday per le spese natalizie”, spiega Andrea Petronio, senior partner e responsabile della practice Retail di Bain & Company in Italia. “Gli uomini spenderanno di più delle donne (circa 280 euro, contro i 234 della popolazione femminile) e la generazione dei Boomer sarà come sempre la più generosa, viste le maggiori disponibilità economiche”.

Per il Black Friday, le categorie che troviamo in cima alla classifica sono abbigliamento, alimentari e bevande, la cura della persona (per le donne) e l’elettronica (per gli uomini), sempre però con preventivi di spesa in decisa riduzione rispetto al 2021. In controtendenza invece il segmento dei libri, prodotti per la casa e, soprattutto i viaggi e le vacanze (con il 65% degli italiani che preferirà stare in patria).

Esperienze sostenibili

Tra i criteri che guidano la scelte di spesa degli italiani, la sostenibilità di prodotti ed esperienze risulta al primo posto (45% degli intervistati), ma questo si scontrerà con la sempre più marcata esigenza di ricorrere a primi prezzi, marchi del distributore e, in generale, prezzi scontati.

“In termini di canali, invece, lo shopping avverrà sempre con prevalenza direttamente presso negozi fisici – per la metà degli italiani – ricorrendo agli specialisti on line nel 20% dei casi con, infine, una decisa crescita di modalità omnicanale per un terzo degli intervistati”, conclude Petronio.

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