Long weekend, un prodotto su cui si possono fare due ragionamenti diversi, in antitesi tra loro, ma validi entrambi. Questo perché stiamo parlando di un prodotto che si rifà ad un modo di viaggiare che può essere in Europa e in Italia, per il quale “i clienti si prenotano la soluzione da soli, fuori dall’ambito agenziale tranne in alcune specifiche situazioni – fa presente Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi -, per alcune formule che prevedono soluzioni più ricche di servizi e l’organizzazione di weekend specifici organizzati dalle adv in occasione di eventi”. Come osserva Rebecchi sono proposte legate a temi “storici, artistici, culturali, in Italia, prevedono la presenza di uno storico, di un accompagnatore culturale e così il viaggio diventa per piccoli gruppi”.

Appena si esce da questa area di turismo organizzato il resto “è fai da te, un fenomeno che si è sviluppato con l’avvento delle low cost che hanno portato ad una gestione diretta da parte del visitatore”. C’è da considerare però che in Europa il volo è una parte che incide molto sul pacchetto long weekend “e i costi sono più alti durante i ponti, anche in Italia – dice Rebecchi -. Durante gli ultimi ponti abbiamo visto le città italiane piene grazie al turismo di prossimità, in cui si fa una notte in hotel, è, infatti, un modo di viaggiare che è legato anche alle offerte, sulla base delle quali le persone si spostano e oggi il costo di un treno si avvicina a quello di un volo”.

E’ giusto ricordare che durante la fase del post-Covid “quando era più complesso spostarsi e serviva una consulenza per fare qualsiasi viaggio, forse in quei mesi un po’ di quel traffico è passato dalle adv, ma ora è tornato in versione fai da te”.

Stefania Vicini

Tags: ,

Potrebbe interessarti