Il nuovo patto di Alpitour per cambiare “all’infinito”

Un ulteriore passo verso un destino di cambiamento, dopo la Trevolution che ha riorganizzato l’attività di tour operating. Un nuovo patto che trova casa in un nuovo sito corporate sottolineato da una nuova identità visiva e verbale. E’  stato celebrato oggi da Alpitour World. “Un punto di arrivo delle cose fatte in tre anni e che abbiamo voluto celebrare con un’identità in grado di riprendere questi cambiamenti – ha sottolineato il presidente e a.d. Gabriele Burgio -. Il mercato cambia, mutano le forme di vendita e la fidelizzazione e così facciamo noi. La rivoluzione informatica ha l’obiettivo fondamentale della flessibilità per imprimere velocità di produzione, qualità e riduzione dei costi”.

Un percorso ambizioso

Per il gruppo ora inizia un percorso ancora più ambizioso. Dopo un 2022 che è stato “faticoso fino al mese di marzo con gran parte delle destinazioni ancora chiuse per via delle restrizioni”, nei mesi successivi si è verificata quella ripartenza che ha permesso al gruppo di registrare un fatturato complessivo di 1,6 miliardi con 30 milioni di Ebitda con l’obiettivo di raggiungere i 2 miliardi nell’esercizio finanziario appena iniziato. Due anni di fermo e un terzo ancora “delicato” hanno dato tempo al gruppo di riflettere e attraverso la presentazione di un nuovo marchio  legato al tema dell’infinito vuole narrare quello che sarà il nuovo corso fondato su tre valori: innovazione, sostenibilità e persone.

Innovazione e sostenibilità

Christian Catiello, direttore organizzazione di Alpitour World, ha messo l’accento sul dovere di “rappresentare per il settore un modello di business sostenibile e umano. Negli ultimi tre anni con Innova abbiamo investito 50 milioni in tecnologie – ha commentato Catiello – e aumenteremo lo staff del 40% per lo sviluppo di software e analisi di progetti. Innova è a metà del suo percorso, fatto di tanti sviluppi e cambiamenti, ma siamo certi di aver contribuito in modo concreto ai risultati dell‘ultimo esercizio”. Un secondo aspetto fondamentale per “essere un’azienda attrattiva – come ha sostenuto il manager – è il tema della sostenibilità, attraverso un percorso iniziato da tempo e che interessa la divisione alberghiera, ma anche la compagnia aerea che negli ultimi 5 anni ha rinnovato la sua flotta, con modelli nuovi e risparmiando in termini di consumi tra il 18 e il 28%. E anche il t.o. sta realizzando un percorso votato al riutilizzo e alla sostenibilità”. Senza dimenticare le persone, che “nel  momento della ripartenza devono sentirsi al centro dell‘azienda, che deve tenere conto delle loro aspirazioni”.

Valorizzare la storia

Alpitour non ha dimenticato di avere alle spalle 75 anni di storia. “E’ stata sempre pronta a cogliere il cambiamento – ha dichiarato Tommaso Bertini, direttore marketing corporate e tour operating -, unica costante in natura. L’industria del turismo ha corso il rischio di restare immobile in uno scenario che ha determinato un forte cambiamento nel modo di pensare e nelle abitudini, ma la voglia di viaggiare non è cambiata”. Una considerazione che ha portato l’azienda a fare un ulteriore passo avanti “mettendo a sistema fattori e progetti che fanno già parte del proprio dna e che non erano ancora stati raccontati in modo armonico”. Da qui l’idea di raccontare una realtà grande, “in grado di rispondere a infinite esigenze di viaggio, ma con impegni e responsabilità precisi”. L’obiettivo della comunicazione si estrinseca in un concetto: “Siamo il viaggio che vogliamo vedere nel mondo. Quindi abbiamo il dovere di attivarci in sua difesa per promuovere un turismo consapevole e cercare di migliorare le condizioni delle comunità, oltre a massimizzare i risultati economici”.

La video intervista a Gabriele Burgio

Laura Dominici

 

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