Allarme Ectaa sulla direzione intrapresa dalla Commissione europea, che sta conducendo consultazioni per rivedere la direttiva pacchetti. Le opzioni in esame, scrive l’associazione, mostrano uno scarso allineamento tra le misure imposte agli operatori turistici e quelle imposte alle compagnie aeree. I tour operator, rammenta l’associazione, non tengono i soldi dei clienti, devono pagare i loro fornitori, in particolare le compagnie aeree, che nella maggior parte dei casi richiedono il pagamento anticipato per intero.

Inoltre, mentre la Commissione sta valutando la possibilità di regolamentare ulteriormente la protezione dell’insolvenza degli organizzatori di pacchetti turistici, non sono in corso di esame opzioni concrete per regolamentare a protezione dell’insolvenza delle compagnie aeree, nonostante la raccomandazione della Corte dei Conti europea del giugno 2021 di estendere alle compagnie aeree la protezione contro l’insolvenza offerta dalla direttiva pacchetti, compresi i costi di rimpatrio, ai sensi del regolamento 261/2004.

La dichiarazione

Frank Oostdam, presidente di Ectaa, ha dichiarato: “Limitare i pagamenti anticipati e imporre la protezione dall’insolvenza a una sola parte della catena a scapito degli operatori turistici, che sono per lo più Pmi, estrometterà dal mercato queste ultime. Priverà i consumatori di un prodotto di viaggio essenziale, dato che i pacchetti all inclusive offrono un alto livello di protezione. Abbiamo chiesto ai commissari Reynders e Valean di allineare le misure all’intera catena dei viaggi, se il loro obiettivo è quello di migliorare realmente la protezione dei consumatori”.

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