Le priorità di Fto e le promesse di Santanchè

Quattro punti (sintetici) all’attenzione del ministro del Turismo, Daniela Santanché. A metterli sul tavolo è Franco Gattinoni, presidente di Fto, durante l’assemblea nazionale della federazione che si è svolta ieri a Milano alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana. Sono seduti l’uno accanto all’altra di fronte ad una nutrita platea di uditori, Gattinoni e Santanché. Mentre lui introduce il tema ed illustra i quattro punti focali, il ministro ascolta, lo guarda, prende appunti. C’è soddisfazione in casa Fto per la presenza del ministro. I temi da trattare sono molti, l’occasione permette di illustrare al ministro “cosa rappresenti il turismo organizzato e dove ci troviamo oggi – afferma Gabriele Milani, direttore nazionale Fto -, ma anche come affrontare il futuro, tra trasporto aereo e gap di competenze su cui lavorare”. Non ultimo un occhio alla Ue per sottolineare “come possa portare opportunità, ma anche minacce quando le direttive che cambiano stravolgono il business model a cui siamo abituati”, afferma Milani.

I quattro punti del turismo organizzato

Il primo punto introdotto da Gattinoni mira a far riconoscere e conoscere cos’è il turismo organizzato. Un po’ propedeutico, un po’ un ritorno al passato a quando le sigle associative si sono trovate ad illustrare le dinamiche di settore al governo in tempo di pandemia.  “Abbiamo provato a spiegarlo con i precedenti ministri, Franceschini, Garavaglia, oggi con il ministro Santanché. Anche il ministero del Turismo ha fatto un grande passaggio, prima non c’era, poi c’era, senza portafoglio, ora con portafoglio. In tutti questi anni si è assistito ad errori” e si potrebbe dire anche a false valutazioni, tra frasi ripetute più volte in cui si è sentito dire “le adv spariranno”, le “low cost cannibalizzano tutto”. Quello che è vero è che “il turismo è fatto di outgoing e di incoming, di aziende che danno lavoro 12 mesi l’anno. Il 75% delle persone all’interno del turismo organizzato sono donne, così come il 50% degli imprenditori sono donne”.

Il secondo punto è il Pnrr. Il secondo messaggio lanciato da Gattinoni parla di risorse, “abbiamo visto che quelle destinate al turismo sono poche, rappresentiamo il 13,7% del Pil e il 15% della forza lavoro e allora perché dobbiamo avere (solo) 2,4 miliardi del Pnrr?”, chiede Gattinoni. La richiesta è di poter vedere delle risorse “appropriate per il nostro settore. Sono stati fatti i bandi per la digitalizzazione che devono essere rivisti e magari cambiati, le aziende avevano le casse vuote e il limite era troppo basso. Anche le grandi aziende non hanno potuto investire”.

Si arriva così al terzo punto che è quello relativo all’accesso al credito, “per tenere in piedi le nostre aziende – dice Gattinoni -. E qualcuno si è anche indebitato. E’ importante se vogliamo parlare di rilancio, di turismo, di sostenibilità, tutti hanno sofferto nel turismo, ma la maglia nera va al turismo organizzato. Dopo due anni di chiusura totale si è lavorato seriamente nel periodo aprile-maggio, ma quest’anno abbiamo dovuto programmare e partire sottodata”. A detta di Gattinoni servirebbe anche qualche “aiuto nel sostenere la fiscalità, perché abbiamo perso tante persone ed abbiamo bisogno di assumere. Io stesso non riesco ad assumere perché il nostro lavoro ha perso appeal”.

Nella chiusura 2020 ci sono stati dei contributi, “qualcuno ne ha avuti tanti, qualcuno pochi – dice Gattinoni -. A 11.700 aziende, 500 milioni che hanno permesso alla filiera di rimanere in piedi. Per il 2021 sono stati promessi 400 milioni – fa presente il manager -, è cambiato il governo e non sono arrivati i 39 milioni che il governo precedente aveva garantito”. Era stato detto che “avrebbe sommato le rimanenze dell’anno prima e della digitalizzazione non usata. In tutto un centinaio di milioni, un quarto dell’anno prima. Il ministro precedente ha detto che si impegnava a far arrivare i rimborsi e a fare in modo che l’iter venisse accelerato. I soldi ce li hanno garantiti, i soldi arriveranno”, era stato detto.

I segnali belli

Gattinoni ci tiene a mettere sul tavolo anche “due o tre segnali belli”. Uno è il fatto di aver voluto il Fondo vacanze felici che “può coprire 9 milioni di rischi, con un patrimonio di circa 4 mln dei soci di Fto”. Poi c’è il piano della formazione, con la collaborazione con le università e un progetto nuovo per le scuole secondarie che vuole essere “un punto di incontro tra impresa e scuola”. Il messaggio lanciato è che si deve “riuscire a ridare sviluppo al nostro settore, crediamo in un turismo sostenibile serio, ma dobbiamo un po’ essere aiutati”.

Il ministero al fianco

Questo il quadro presentato al ministro, che ha ribadito alcune posizioni già espresse in altre uscite pubbliche: “Il ministero del Turismo è al vostro fianco e a quello del turismo organizzato, perché sappiamo cosa c’è dietro, cioè migliaia di famiglie, imprese, lavoratori che in questi anni hanno fatto molti sacrifici. Mi arrabbio quando sento dire che il turismo è esploso, si sta riprendendo, ma non è tornato ai dati del 2019 e noi come ministero dobbiamo aiutare. Credo ci sia un grande lavoro da fare”. A detta del ministro ciò che c’è da fare in fretta “è la tutela da dare nei confronti dei giganti tecnologici che hanno regole e vantaggi fiscali vantaggiosi. Dobbiamo intervenire perché io la chiamerei una concorrenza sleale. Oggi qual è la peculiarità del turismo organizzato? Il servizio, ma abbiamo un costo del personale elevato”. Santanché si sofferma sul tema dell’accesso al credito, affermando che in Italia “le banche danno i soldi a chi li ha. Nello sport c’è il credito sportivo che ha aiutato molto nella realizzazione di infrastrutture sportive con tassi agevolati e un tempo lungo di rientro”. Detto ciò il ministro fa sapere che sta lavorando “per vedere se è possibile avere un credito per il turismo. Ho preso appuntamento con una delle banche principali per vedere se è possibile un fondo per finanziare le piccole, medie e grandi imprese. Mi impegno per lavorare sull’accesso al credito, il 22 ho appuntamento in ministero”. Questa la promessa.

La formazione

Un altro tema su cui si sofferma è la formazione, “che è dirimente – dice -. Nella manovra di bilancio ci sono 5 milioni per il 2023, 8 milioni per il 2024 e altrettanti nel 2025. Non vedo perché acquisire professionalità all’estero, avendole in casa. Sappiamo che il numero degli occupati non si fa per editto, ma con le imprese e il turismo può essere per i giovani la giusta collocazione, ma si deve creare lo status”. Parlando del reddito di cittadinanza il ministro ha avuto modo di sottolineare che da gennaio i percettori del reddito dovranno “fare formazione per apprendere una professione”.

Un altro tema è quello dei contributi per l’assunzione, la legge di bilancio prevede che “chi assumerà i giovani con meno di 36 anni, donne, avrà contributi zero, oppure chi farà la trasformazione da lavoro a tempo determinato a indeterminato”. Poi ricorda i buoni lavoro per il comparto stagionale. Torna sul tema del Pnrr, ribadendo che si devono “fare sforzi per avere di più”. Santanché sta “dialogando con Fitto”, ma rivela anche che “ci sono molti soldi sui fondi europei di coesione e sviluppo e molti di quelli che ci sono non vengono spesi”.

I 39 milioni mancanti

Poi la promessa, anzi no, l’affermazione: “I vostri 39 milioni li avrete, non sono stati persi, verranno dati alla vostra categoria a gennaio 2023, stiamo facendo una battaglia per qualcosa in più”. Anche in merito ai fondi di coesione e sviluppo il ministro fa presente che si sta “lavorando per capire cosa mettere a disposizione del comparto”.

Non poteva mancare poi il tema dell’abusivismo e l’invito a combatterlo assieme. Circa 38mila abusivi per un gettito pari a circa 2 mld. Non ultimo, si deve intervenire sulla digitalizzazione.

Il patto

Poi il patto. “Voglio lavorare con tutti perché ho rispetto di tutte le associazioni del turismo, siete le persone che mi possono aiutare, dare i giusti consigli, vorrei avere con voi uno scambio continuo – ha detto il ministro -. Non sono una persona che si arrabbia se qualcuno mi dice che sto sbagliando, sono disposta a cambiare idea se ho sbagliato. Chiedo di avere una interlocuzione continua per avere suggerimenti”. Dal canto suo Gattinoni ha confermato la disponibilità al ministro.

Stefania Vicini

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