Sap Concur: costi e inflazione preoccupano il 72% dei dipendenti

In Italia il 72% dei dipendenti è sempre più preoccupato per l’aumento del costo della vita e per l’inflazione che non accenna a diminuire. E’ quanto emerge dalla nuova survey di Sap Concur sull’Employee experience.

Le sfide per le aziende

Il rapporto “Expense management in times of inflation: how to improve employee experience” analizza le problematiche derivanti dall’aumento dell’inflazione, delineando le sfide che le aziende devono affrontare per garantire una buona esperienza ai propri dipendenti, mettendo in campo diverse soluzioni, tra cui l’implementazione dell’ utilizzo degli strumenti digitali.

Le preoccupazioni per le proprie finanze personali aumentano in tutta Europa e contemporaneamente crescono le tensioni all’interno delle aziende, dove senza distinzione di seniority, si cerca di gestire al meglio i propri risparmi.

Secondo la  ricerca, il 43% dei dipendenti italiani afferma che il loro datore di lavoro li incoraggia a lavorare da casa soprattutto per contenere le spese aziendali sulle bollette dell’elettricità e del riscaldamento. Anni di smartworking forzato hanno dimostrato che il lavoro da remoto riduce sensibilmente i costi fissi di gestione dei building aziendali. Allo stesso tempo, il 54% dei dipendenti afferma che passerà più tempo in ufficio per ridurre il consumo di energia a casa, se il datore di lavoro non adegua la propria politica di spesa per far fronte all’aumento dell’inflazione.

I bonus per i dipendenti

In questa congiuntura economica sempre più difficile, sono state messe in campo bonus ad hoc per sostenere i dipendenti sul piano economico. Il budget familiare è stato sensibilmente eroso dai continui aumenti che hanno presto raggiunto la tripla cifra (in Italia gli aumenti delle bollette nel 2022 segnano un drammatico +131% per la luce e un altrettanto pesantissimo +95% per il gas). Proprio in questi giorni in Italia è salita fino a tremila euro la soglia entro cui i cosiddetti “fringe benefit”, concessi dalle aziende private ai propri dipendenti, non saranno soggetti a tassazione. Il 53% degli intervistati ha affermato che la propria azienda ha fornito un pagamento una tantum per  far fronte all’aumento del costo della vita.

Dalla ricerca emerge una piena consapevolezza da parte dei dipendenti: il 58% degli intervistati afferma che un salario più elevato aumenterebbe la soddisfazione sul lavoro. Il 63% sostiene che una maggiore flessibilità oraria rappresenterebbe un vantaggio tangibile. Il 40% afferma che un bonus una tantum aiuterebbe nel fronteggiare il costo della vita, mentre il 35% gradirebbe dei voucher per la benzina o per abbonamenti ai mezzi pubblici.

La ricerca Sap Concur

Sap Concur ha rilevato che i ritardi nei rimborsi aziendali aggravano una situazione finanziaria già difficilmente sostenibile per le famiglie dei dipendenti. Processi finanziari difficili intaccano il benessere finanziario dei dipendenti e molte aziende non stanno apportando le modifiche necessarie per aiutarli.

Il 54% dei dipendenti si preoccupa del ritardo dei pagamenti, poiché incide sulle proprie finanze personali. Persino il 38% dei finance e HR manager ritengono che l’attuale situazione economica comporterà dei rallentamenti nei pagamenti.

Il 57% dei dipendenti afferma che il processo di rimborso spese è così difficile e/o dispendioso in termini di tempo che non ne vale la pena chiedere i rimborsi per piccole spese. Il 54% di loro è allarmato per la perdita di denaro a causa di spese non reclamate (a causa ricevute mancanti, o ritardi di richieste).

Politiche di rimborso

Politiche di rimborso spese più efficienti possono contribuire alla soddisfazione dei dipendenti, soprattutto durante un periodo di crisi generale che influisce sul costo della vita, ma pochissime aziende si stanno concretamente adeguando. Il 22% dei finance e HR manager afferma che l’insoddisfazione dei dipendenti è destinata ad aumentare se le aziende non adegueranno le loro politiche di spesa, tenendo conto dell’attuale pressione inflazionistica.

I dipendenti sono preoccupati di non chiedere i rimborsi nella maniera corretta. Il 47% degli intervistati teme il giudizio del proprio  manager qualora le cifre siano giudicate eccessivamente elevate. Il 49% teme di commettere frodi in maniera del tutto involontaria, commettendo errori o effettuando acquisti non debitamente autorizzati. Infine, il 48% del campione intervistato si preoccupa di mettere in difficoltà il proprio manager qualora dovesse presentare la richiesta di rimborso spese in modo errato.

Politiche di lavoro ibrido

“La crisi del costo della vita rende ancora più importante per le aziende riconsiderare in un’ottica diversa le politiche di lavoro ibrido e di smartworking e i processi di gestione delle spese, elementi essenziali per una soddisfacente employee experience – osserva Pierre-Emmanuel Tetaz, Emea svp & general manager Sap Concur -. In questo i processi di spesa aziendali hanno un ruolo determinante nel coinvolgimento dei dipendenti: segnalano l’interesse delle organizzazioni nei confronti dei dipendenti e la volontà di prendersi cura del loro benessere. Al contrario, per i dipendenti sono fonte di preoccupazione. Motivo per cui l’automazione può aiutare ad accelerare i processi e alleviare gran parte dell’ansia associata alle spese. Alla domanda su come l’azienda potrebbe semplificare il processo di rimborso delle spese, il 50% dei dipendenti individua nell’automazione del processo l’opzione migliore”.

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