Santanché: “I dati Istat certificano una ripresa, ma c’è da lavorare”

“I dati Istat certificano una ripresa del settore, sia sotto il profilo dei flussi turistici che sotto quello occupazionale, e sono anche corroborati dagli oltre 13 milioni di italiani in viaggio per il ponte dell’Immacolata. Ciò detto, però, essi evidenziano anche quanto ci sia ancora da lavorare per colmare il gap con il 2019. Gli ingredienti per fare bene, nonostante la crisi energetica attuale, ci sono tutti e dobbiamo crederci. Lavoreremo quindi per rafforzare il settore e ridare nuova linfa al turismo italiano, anche attraverso forti azioni di formazione, promozione e comunicazione”. Ha commentato così, il ministro del turismo, Daniela Santanchè i dati Istat che sono stati presentati dal presidente dell’Istituto durante l’audizione presso le Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato.

Cosa dice Istat

I dati Istat rivelano che “il Pil italiano è atteso crescere a ritmi ancora sostenuti nel 2022 (+3,9%) per poi rallentare significativamente nel 2023 (+0,4%). Nel biennio di previsione – spiega una nota della società – l’aumento del Pil verrebbe sostenuto dal contributo della domanda interna al netto delle scorte (rispettivamente +4,2 e +0,5 punti percentuali) mentre la domanda estera netta fornirebbe un apporto negativo in entrambi gli anni (-0,5 e -0,1 punti percentuali). Nel 2022 le scorte dovrebbero fornire un marginale contributo positivo +0,2 p.p. a cui ne seguirebbe uno nullo nel 2023″, riporta una nota dell’Istituto nazionale di statistica.

Quanto ai “consumi delle famiglie residenti e delle Isp registreranno una evoluzione in linea con l’andamento dell’attività economica, segnando un deciso aumento nel 2022 (+3,7%) cui seguirà un rallentamento nell’anno successivo (+0,4%). Gli investimenti sono attesi rappresentare l’elemento di traino dell’economia italiana sia nell’anno corrente (+10,0%) sia, in misura più contenuta, nel 2023 (+2,0%).

Nel biennio di previsione l’occupazione, misurata in termini di Ula, segnerà una crescita superiore a quella del Pil con un aumento più accentuato nel 2022 (+4,3%) rispetto a quello del 2023 (+0,5%). Il miglioramento dell’occupazione si accompagnerà a quello del tasso di disoccupazione che scenderà sensibilmente quest’anno (8,1%) per poi registrare un lieve rialzo nel 2023 (8,2%).

La prolungata fase di crescita dei prezzi, sostenuta dall’eccezionale aumento di quelli dei beni energetici, è attesa riflettersi sull’andamento del deflatore della spesa delle famiglie residenti sia nell’anno corrente (+8,2%) sia, in misura più contenuta, nel 2023 (+5,4%). Lo scenario previsivo è caratterizzato da ipotesi particolarmente favorevoli sul percorso di riduzione dei prezzi nei prossimi mesi e sulla completa attuazione del piano di investimenti pubblici previsti per il prossimo anno”.

I numeri del turismo

Per quanto riguarda i numeri del turismo Istat attesta che – come riporta Repubblica – nei primi nove mesi la ripresa del travel si è “ulteriormente rafforzata” sul 2021, “con un aumento delle presenze del 39,9% rispetto allo stesso periodo del 2021″, come dichiarato dal presidente dell’Istituto nazionale di statistica, Gian Carlo Blangiardo.

C’è un però, ossia, sebbene ci sia stato un recupero, “le presenze totali risultano ancora inferiori di circa 39 milioni di unità rispetto ai primi nove mesi del 2019″. Il che evidenzia un “un gap del 13,8% per la clientela estera e del 6,7% per la clientela italiana“, come si le legge su Repubblica.

I dati sull’occupazione

Quanto al tema occupazione, Blangiardo ha fatto presente che nel primo semestre “gli occupati impiegati nelle attività produttive caratteristiche del turismo erano circa 339mila, un valore inferiore di oltre 26mila unità rispetto allo stesso periodo del 2019 (-7,2%)”. Il presidente Istat fa notare che, se si considera “l’intera industria turistica allargata nel suo complesso, il gap risulta ancora di 88mila occupati (-4,4%)”.

 

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