Ponte dell’Immacolata: partenze positive, ma c’è prudenza

L’analisi di Federturismo sulle partenze per il ponte dell’Immacolata evidenziano che rincari e inflazione si fanno sentire, ma la voglia di viaggiare è forte, dopo due anni di limitazioni. Per Federturismo sono oltre 12 milioni gli italiani che rimarranno prevalentemente nel Paese, scegliendo la montagna che registra il tutto esaurito.

Città d’arte un must

“Le città d’arte – spiega Federturismo – continueranno a fare la parte del leone nella scelta dei soggiorni di italiani e stranieri che fino a Capodanno godranno di una solida domanda negli hotel non solo di camere base, ma anche di suites da parte di turisti europei (tedeschi e francesi innanzitutto) e americani che pernotteranno nel nostro Paese  3/ 4 notti  con una  media dei prezzi che rimane per adesso coerente con lo scorso anno”.

Valida alternativa sono anche le località termali per qualche giorno di relax.  Contro un 90% di italini che resta nei confini domestici, una piccola percentuale, soprattutto di giovani, “trascorrerà il lungo weekend in una delle capitali europee: Parigi, Barcellona e Amsterdam in testa”.

Il pienone non c’è

Un’analisi condotta dal Cst per Assoturismo Confesercenti dichiara che “il turismo è sì in crescita, ma il pienone non c’è. In generale, la saturazione dell’offerta ricettiva tra il 7 e l’11 dicembre dovrebbe attestarsi al 71%, per un totale di circa 4,5 milioni di pernottamenti”.

Il movimento di turisti per il Ponte dell’Immacolata è atteso per tutte le tipologie di destinazione, anche se località montane e mete culturale rimangono le più gettonate. Il tasso di occupazione delle strutture delle aree montane si attesta all’82%, mentre quello delle città d’arte è al 78% con punte di oltre il 90% per alcune realtà. Al di sotto della media, invece, le prenotazioni nelle strutture delle località marine, termali e dei laghi. “In assoluto – rivela l’analisi del Cst – le regioni che presentano un maggior dinamismo sono quelle del Nord Italia e del Centro”.

Secondo i dati provvisori relativi ai primi 8 mesi dell’anno (gennaio-agosto 2022), il numero dei pernottamenti in Italia è aumentato del +46,2%, avvicinandosi ai livelli del 2019 (-11,5%). Le presenze dei turisti stranieri, rispetto al 2021, sono cresciute del +110,8%, anche se la distanza con i valori del 2019 segna ancora il -15,5%. Invece, le presenze degli italiani sono aumentate del +14,9%, con una differenza rispetto al 2019 del -7,6%

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