Viaggio e mindfulness si uniscono con Shiruq

Cosa succede se la mindfulness la si abbina al viaggio? Succede che nasce una alchimia molto particolare in cui due modalità di vivere si incontrano su un terreno comune, che è la conoscenza. E’ quello che ha fatto Shiruq, che ha pensato di lanciare Mindfulness on the road. Un progetto innovativo, che pone al centro il viaggiatore e la sua consapevolezza.

Vedere il mondo con i cinque sensi

Viaggio e mindfulness si uniscono per generare valore aggiunto a chi vuole vedere il mondo con i cinque sensi completamente attivati. Tutto nasce dalla passione e dalle conoscenze di Francesca Lorusso, direttrice del t.o. ed appassionata di Yoga, che pratica in prima persona. Nei suoi percorsi, come spesso accade in questi casi, ha avuto modo di scoprire Jack Jaselli, che è un mindfulness trainer, ma è anche un musicista e un autore. Da qui l’intuizione del possibile mix come idea per un nuovo modo di viaggiare.

L’incontro con Jack Jaselli

E così Shiruq ha lanciato la sua sfida e Jaselli l’ha accolta. In lui convivono due anime, una fatta di musica e l’altra di mindfulness, se così si può dire. Nel suo curriculum ci sono la formazione in Filosofia e la carriera musicale, ma anche un percorso nelle neuroscienze e pratiche contemplative. Accreditato come mindfulness educator al ministero della Salute, Mbsr teacher trainer e mindfulness professional trainer nell’albo Federazione Italiana Mindfulness, ha sviluppato le sue competenze tra Italia ed Usa. Ha al suo attivo due documentari, tra musica, viaggi e tematiche di rilevanza sociale, ha scritto un libro che parla di musica e di un cammino a piedi. Ha condotto diversi podcast tra cui la serie “Jetlag” incentrata sul senso del viaggio. In pratica era l’uomo giusto al momento giusto.

Che cosa è la mindfulness? In estrema sintesi consiste nel portare l’attenzione in modo intenzionale, senza giudizio, al momento presente. Viene perseguita tramite la meditazione, che si rifà ai precetti del buddismo, ma senza la componente religiosa.  “E’ esplorare in modo diverso l’essere in relazione con le cose – spiega Jaselli -. Stare con le cose così come sono. Vuol dire avere un dialogo un po’ diverso con la vita così come si presenta. Questo approccio, se sposato con la dimensione del viaggio, porta a comprendere che c’è tutto un mondo da scoprire”.

Le cinque mete della mindfulness

Francesca Lorusso ha pensato di applicare questa modalità al viaggio, declinandola in cinque prodotti: Sudan, Estonia, Grecia, Algeria, Oman, “proposti con unità di intenti tra scoprire e meditare. Vuole essere un invito ad esplorare, arricchendoci – dice la manager -, provando a farlo con il viaggio”. Come spiega Valentina Rubbi, marketing & communication manager, sono “partenze esclusive per gruppi piccoli da 6 a 12 persone. Le date sono spalmate durante tutto l’anno, in diverse mete, varie e accessibili trasversalmente come budget”.

La collezione 2023 legata alla mindfulness vede in primis il Sudan, “che è casa per noi – dice Lorusso -. Il 19 febbraio parte il viaggio all’insegna della storia, dei paesaggi e della gente del posto, seguendo il Nilo. E’ il nostro viaggio base in Sudan con taglio lento, con la notte in tendina nel deserto per amplificare i sensi”. La seconda meta è l’Estonia, partenza il 29 maggio, “è in Europa, dove la natura selvaggia regna tra boschi e spiagge, cittadine dove a dettare i ritmi è la natura”.

Terzo Paese è la Grecia, con la partenza del 17 settembre, ad Andros, l’isola più settentrionale dell’arcipelago delle Cicladi, dove la mindfulness sarà sperimentata attraverso la camminata.

Il 27 ottobre, invece, è la data per la partenza alla volta della Algeria del Sud, alla scoperta del deserto, “dune, formazioni rocciose, pinnacoli e la terra dei Tuareg, cammini, carovane e lentezza per meditare in questi luoghi che raccontano tanto anche attraverso le arti rupestri”. L’8 dicembre è la data per l’Oman del Sud, per scoprire un deserto fatto da “spianate bianche e dune vertiginose”.

Cinque proposte per vivere “il viaggio come meditazione, con pratiche in movimento, Yoga dolce, meditazione sul respiro, sul paesaggio, oppure camminando. Le pratiche si adattano al luogo, al tempo, al gruppo, sono per tutti, anche per i neofiti. Varie per budget tra breve e corto raggio. E’ un percorso arricchente anche per chi lo ha già fatto e per chi non è ancora in contatto con i suoi sensi. Resta un viaggio culturale, aggiunge solo valore al prodotto. E’ una mindfulness accompagnata, un modo di concepire con una consapevolezza diversa”. L’intento è chiaro, si cerca “di fare in modo che l’esperienza vissuta in loco non finisca con il viaggio, ma che la si possa portare con sé perché è un’esperienza che va oltre al viaggio in sé, essendo un approccio dei sensi amplificato”.

Stefania Vicini

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