Oltre la logica del network classico. Nasce Community Travel

Il settore della distribuzione organizzata, da un po’ di tempo a questa parte, mostra l’esigenza di un cambiamento nel modo di concepire il concetto di network. C’è chi sta cercando di andare oltre la formula classica e più tradizionale, per approdare ad una modalità più aperta e flessibile, meno gerarchica e più incline al concetto di community.

E’ quello che hanno fatto tre agenti di viaggi, Marco Naso, Gianfranco Aniello e Paola Monasterolo, rispettivamente titolari della Marco Viaggi, di Mondoquadro Viaggi e della Lancaster Viaggi, che, nel periodo più difficile del turismo, hanno deciso di creare un nuovo modo di fare network.

Da qui è nato Community Travel, t.o. e network basato su un nuovo concept, che non prevede alcun costo per le adv che decidono di aderire al progetto, ma condivisione di tutti i servizi possibili. La formula proposta è quella della affiliazione commerciale. Unico vincolo quello di aderire per almeno un anno. L’uscita è prevista senza penali, così spiegano a Guida Viaggi i tre soci fondatori.

La genesi della community

Come racconta Marco Naso “tutto è partito due anni fa, in quel periodo buio in cui è piombato di colpo il mondo, che ha spazzato via tutte le connessioni che esistevano tra individui, interi popoli e Paesi. E’ iniziato il periodo del silenzio, della paura e della solitudine, ma è successo qualcosa durante questo periodo di resilienza, si è imparato a resistere, a condividere e ad aiutarsi e anche noi professionisti del turismo abbiamo iniziato a pensare che il mondo dei viaggi non sarebbe stato più lo stesso. Ci siamo chiesti cosa ci avrebbe aiutato a risollevarci e la prima risposta è stata, uniamoci e aiutiamoci a vicenda e così è stato”.

Questo il presupposto da cui è nata la nuova realtà distributiva che gli stessi titolari definiscono un “network taylor made”, pensato per non essere più soli, dando vita ad “una comunità di professionisti al servizio della clientela, che è diventata sempre più diffidente ed oggi, più che in passato, è bombardata da internet e social media con offerte discutibili, ma è al tempo stesso, disorientata e bisognosa del supporto che solo un’adv può dare. Noi crediamo in questo progetto e siamo convinti che la nostra community abbraccerà molte altre agenzie che oggi non ci hanno ancora conosciuto”, spiegano i tre titolari.

Niente fee

Un po’ network, un po’ t.o, Community Travel è in realtà “un ibrido”, come dichiara a Guida Viaggi lo stesso Marco Naso, “diamo agli affiliati prodotti che sono più remunerativi. Il nostro modello è quello di creare una rete in cui mettiamo a disposizione il nostro prodotto, ma le stesse adv che entrano a far parte del progetto possono mettere a disposizione i loro prodotti”.

Naso lo specifica subito, tra le caratteristiche di Community Travel c’è quella di non prevedere fee di ingresso per le adv che desiderano affiliarsi. “Ciò che desideriamo è fare squadra insieme, non essere più soli. Siamo ormai in un’era di condivisione, per questo abbiamo creato questa nuova realtà, che non prevede gerarchie, senza obblighi di vendita. Ci rifacciamo ai nostri fornitori, chiedendo a t.o. e Dmc l’over sui fatturati”. L’idea è chiara, l’intenzione è quella di “superare la logica del classico network”, dice Naso.

I prodotti vanno dal tailor made ai viaggi di gruppo. Quanto alle vendite stanno andando bene diverse proposte tra “crociere, New York, l’Europa, il lungo raggio con i Caraibi”, solo per citare alcune mete.

Adiva Piemonte

Alla base della nascita di Community Travel, portata avanti da Naso, Aniello e Monasterolo, c’è già una esperienza condivisa che è Adiva Piemonte. Si tratta di una associazione di categoria, senza scopo di lucro, di cui Aniello è presidente, priva di connotazione politica. E’ stata fondata per portare avanti gli interessi delle adv piemontesi ed ha già avuto modo di interloquire con il presidente della regione, riuscendo a far ottenere dei risultati concreti. Ha portato avanti anche diverse pratiche contro l’abusivismo, come spiega Aniello. Di Adiva Piemonte fanno parte 60 adv piemontesi.

Gli obiettivi numerici

Ad oggi sono 50 le adv su tutto il territorio nazionale, che hanno aderito a Community Travel, “la maggior parte sono concentrare in Piemonte – spiega Monasterolo -, ma speriamo nel raddoppio per il prossimo anno. Siamo aperti a nuovi ingressi”. Per far conoscere la nuova realtà, sono stati messi in calendario incontri e roadshow da fine gennaio.

Stefania Vicini

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