Deep trend: come ricodificare prodotti, esperienze e comunicazione

E’ giunto il momento di ricodificare prodotti, esperienze e comunicazioni dopo una fase di transizione iniziata nel 2018. Una grande attenzione andrà posta sui linguaggi, mentre prende piede una nuova idea di creatività. Sono alcuni dei concetti emersi durante una brillante presentazione di Laura Rolle, co-founder di Blueeggs, che ha anticipato i “deep trend” del 2023. Un’analisi trasversale che si adatta, perché no, anche al mondo dei viaggi. La manager ha fatto il punto sulla piramide dei trend che parte dai “common trend”, quelli che si sviluppano in 2-3 anni, i “middle” che si evolvono in un arco più lungo (3-4 anni) e infine i “top” dai 5 anni in su. Quali i trend di quest’anno?

“Make a wish”

Tra i common deep trend, Rolle fa riferimento a “make a wish” che sta ad indicare diverse cose. “L’evocazione alla magia è forte – spiega – con l’inserimento di un elemento irrazionale e fantasioso, anche surreale a volte. Esprime l’esigenza dell’istantaneità dell’azione”. “Make a wish” implica engagement, condivisione, semplificazione e istantaneità della risposta, insieme ad un aspetto di gaming. “Un tema interessante per chi lavora sul lusso – aggiunge – dove il fatto di esaudire i desideri è un aspetto fondamentale. Anche il mondo del benessere e delle piccole attività sartoriali è interessato, perché rispondono ad un bisogno specifico che diventa servizio personalizzato”. Per la comunicazione il codice da utilizzare è sia quello compreso nell’ambito fantasmagorico e surreale che quello del mondo più concreto.

“Out of the virtual”

Il secondo deep trend è “out of the virtual”, un passo oltre a quello della realtà aumentata, del metaverso, che porta ad una realtà mista. “Quest’anno le aziende – dichiara Rolle – devono assumere un atteggiamento diverso. Si progetta nel virtuale, ma il modello di business deve partire da lì per avere poi uno sviluppo nel reale”. Un esempio? I possessori di Ntf, un gruppo selezionato di consumatori, devono essere premiati con un’esperienza reale. Altro caso è quello del settore abbigliamento: si possono ad esempio indossare abiti virtuali, ma entrando in un luogo fisico.

“Plural singularity”

Passando ai middle trend c’è quello denominato “plural singularity”, più articolato. “Significa che si entra in un immaginario collettivo – avverte la consulente -, una sorta di mosaico e l’unità è data dalla somma di pluralità, come una sorta di costellazione”. Questo concetto rappresenta il futuro, il che vuol dire pensare a dei prodotti parcellizzati, che il consumatore può assommare. Sul fronte lavorativo significa ragionare sul sistema, aumentare le partnership, rivedere le filiere.

“Future legacy”

Tra i top deep trend in ambito prospettico c’è poi “future legacy”, un  trend importante per l’Italia e le sue eccellenze. “Il discorso dell’autenticità dell’economia è finito ormai nel 2020 – avverte l’esperta – sostituito dall’hypertime. Occorre ricodificare il passato”. Ora si tratta di riprendere il discorso dell’autenticità ma trasformandola, lavorando sulla memoria, sul ricordo ma legati all’eredità che si lascia ai posteri. “Significa parlare del passato con gli occhi del futuro”, prosegue Rolle.

“Sub-limen”

Infine c’è il tema “sub-limen”, astratto nella parola ma concreto, sul limite. “In questo caso – conclude Rolle – è il perimetro che dà forma alla realtà. Si parla di connessione tra periferia e centro, del limite tra giorno e notte, veglia e sogno, con un sottobosco di immaginario che sta emergendo insieme al tema della surrealtà. Al limite dell’horror e del violento. Vuol dire anche ricodificare dei limiti, ridare valore a identità culturali e nazionali, con ricadute per il rapporto tra virtuale e reale, umano e post umano”. L.D.

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